CERTIFICAZIONE VOLONTARIA delle COMPETENZE, un’opportunità per valorizzare la professione di INGEGNERE

Storia, procedure e vantaggi di un progetto nato per ridare valore alla professione dell’INGEGNERE

Intervista all’ing. Stefano Calzolari, Presidente dell’Agenzia Cert-Ing, nonché Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano
 
Con la nascita dell'Agenzia Cert-Ing, l'Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze, si può dire che trova piena operatività il progetto Cert-Ing, progetto fortemente voluto dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e presentato nel corso dell’ultimo Congresso di categoria tenutosi a Caserta. Per approfondire l’argomento e conoscere meglio quelli che sono i vantaggi che la certificazione volontaria può offrire ad un ingegnere abbiamo intervistato l’ing. Stefano Calzolari, Presidente dell’Agenzia Cert-Ing.
 
Presidente può ricordarci innanzitutto come nasce questo progetto Cert-Ing e quali gli obiettivi?
Il progetto CERT-ING nasce con l’obiettivo di valorizzare le competenze professionali degli ingegneri o, per dirla con uno slogan, per VALORIZZARE la PROFESSIONE di INGEGNERE, andando a mettere in luce non soltanto quelle prerogative che derivano dal titolo di studio ma tutto quello che un ingegnere, lungo il suo iter professionale lavorativo, acquisisce sul campo in termini di esperienza, nozioni aggiuntive, materie complementari e che formano quindi il suo intero bagaglio di competenze. Si è voluto così valorizzare l’INGEGNERIA in un modo molto più moderno.
 
Per quanto riguarda invece la storia di questo progetto, l’idea progettuale nacque a Milano molti anni fa, inizialmente più come iniziativa culturale che non pratica. Solo qualche anno fa però, quella idea ha trovato una sua vera e propria concretizzazione portando alla certificazione i primi ingegneri. Con l’ordine di Milano si attivarono, nel frattempo, anche gli Ordini di Lodi e Trento che dopo aver manifestato un primo interesse per il progetto, partirono operativamente certificando i propri iscritti. Di lì poi iniziò una campagna di informazione presso numerosissimi Ordini e nell’arco di 2-3 anni il progetto raccolse più di 30 adesioni tra Ordini e Federazioni, per un totale di ingegneri potenzialmente certificabili pari ad 1/3 di tutti gli ingegneri.
Si trattava però ancora di una fase pioneristica dove l’adesione era di principio ma non una attività operativa svolta sul campo. Il passo successivo è stato dimostrare al Consiglio Nazionale che ormai il progetto aveva un interesse nazionale e che doveva essere assunto come un progetto del CNI.
Cosi è avvenuto e il passo successivo è stato la nascita della cosiddetta Agenzia Nazionale per la certificazione della competenze, che raccoglie quindi sia gli ordini che avevano ideato il progetto, sia quelli che avevano manifestato interesse e aderito successivamente, sia tutti quelli che erano rimasti spettatori ma che domani saranno chiamati ad offrire questa opportunità ai propri iscritti. Oggi chiunque può accedere al progetto.
Il riconoscimento del progetto da parte del CNI come un progetto nazionale ha costituito un passaggio molto importante nella validazione di questa iniziativa. Da una parte perché garantisce che la certificazione professionale sia fatta nello stesso modo in tutta Italia, dall’altro perchè ha permesso che tale certificazione venisse riconosciuta reciprocamente in tutte le province italiane.
Non esiste una modalità autonoma provinciale, locale per certificare gli ingegneri. Questa certificazione avrà valenza e riconoscibilità dovunque sul territorio.
Inoltre non riguarda solo i liberi professionisti ma riguarda l’intera ingegneria, tutti i settori della ingegneria, qualunque ruolo dell’ingegnere.
Si può dire che oggi, qualunque ingegnere che ricopra delle responsabilità, o abbia delle competenze intese come capacità personale di assunzione di responsabilità, in qualunque ruolo, anche manageriale e in settori non prettamente tecnici, questo può essere certificato.
Sotto questo aspetto si modifica quindi anche la visione degli Ordini, che diventano “interessanti” non più, solo per i liberi professionisti che firmano progetti, ma anche per qualsiasi ingegnere che volesse certificare le proprie competenze.
 
Per quanto riguarda invece la specifica Agenzia Cert-Ing, questa è stata istituita ufficialmente lo scorso ottobre. Ci può spiegare quali sono le funzioni di questo organismo? Quali le ultime novità ? E quali i prossimi passi?
Lo scopo dell’Agenzia sarà prima di tutto quello di diffondere e promuovere il progetto svolgendo anche una funzione di tutoring e di assistenza agli Ordini sia sotto il profilo teorico sia da un punto di vista pratico che organizzativo.
A questa è affidata anche una funzione di controllo al fine di assicurare una omogenea applicazione delle procedure in tutti i territori italiani evitando qualsiasi disparità tra i diversi Ordini.
In terzo luogo l’Agenzia ha la funzione di veicolare il messaggio di novità della categoria dell’ingegneria verso il mondo esterno promuovendo il significato e l’importanza di questa attività e coinvolgendo tutti quelle entità, soprattutto del mondo del lavoro, che possano vedere con interesse lo sviluppo di questa iniziativa.
Come funziona? L’Agenzia ha sede a Roma presso il CNI a dimostrazione del suo carattere “nazionale” e privo di qualsiasi localizzazione.
In questi primi mesi molto intensa sarà l’attività dell’Agenzia che, per impostare il programma di lavoro, si riunirà molto frequentemente. C’è stata la prima riunione introduttiva qualche settimana fa a cui ne seguiranno molte altre.
Come Presidente ho poi in programma di organizzare una serie di giornate nazionali, in cui chiunque, sia degli Ordini che del mondo esterno, possa conoscere il Progetto, capirlo e poterlo viverlo personalmente. Si tratterà di giornate di presentazione pratica con fasi di question time dove chi deve applicare il progetto avrà la possibilità di fare tutte le domande anche le più semplici sotto il profilo organizzativo.
Il progetto ha una sua semplicità e una sua chiarezza negli obiettivi e nel funzionamento teorico, richiede però la messa in atto di una organizzazione abbastanza complessa, fatta di persone, di documenti, di supporto per la creazione di pagine web, dove quindi l’azione di informazione e tutoring dell’Agenzia sarà molto importante per l’avvio del progetto presso i vari Ordini.
Quello che si instaurerà tra l’Ordine e l’inscritto sarà un rapporto personalizzato dove l’iscritto avrà la possibilità, mediante un contatto diretto con l’Ordine, di mettere in evidenza le proprie capacità.
Va sottolineato però che non è un progetto che punta a creare una élite, una lista ristretta di superesperti, ma un’operazione che riguarda tutti gli iscritti ognuno con la propria capacità e il proprio livello di competenza, purchè questa competenza, che l’ordine certifica, sia una competenza vera, basata su riscontri oggettivi.
Si tratta quindi di una grande operazione di trasparenza e verità verso il mercato del lavoro dove l’Ordine è l’organo garante, il vero certificatore, andando al di la del suo compito, di legge, di vigilare sulla bontà e sul comportamento dei propri iscritti e interpretando in senso molto più moderno quelli che sono stati sempre i suoi compiti fin dalla sua prima costituzione.
 
Con questo progetto cambia anche il rapporto tra Ordine e iscritto, non è l’Ordine che impone all’iscritto una certa certificazione, è l’iscritto che, consapevole delle proprie qualità, chiede all’ordine di certificare la competenza che ritiene di avere, diventando il vero protagonista della propria certificazione. La certificazione diventa quindi un plus che non toglie nulla di ciò che l’ingegner pur certificato in un settore, potrà continuare a fare in tutti gli altri campi dove la legge gli permette di operare.
 
Ha detto che è una certificazione che riguarderà tutti, dipendenti e liberi professionisti, ma ci saranno a suo giudizio categorie di ingegneri che ne trarranno maggior vantaggio rispetto ad altre?
Si ci sono categorie che più di altre trarranno vantaggio da questo tipo di certificazione e si sono già manifestate. Un esempio è la categoria degli ingegneri clinici ossia di quegli ingegneri che si sono laureati in bioingegneria, ingegneri che lavorano prevalentemente presso ospedali, case di cura e più genericamente nel mondo della sanità. Questi ingegneri non hanno un riconoscimento vero e proprio del loro ruolo. Con questo progetto troveranno invece nell’ordine la sponda per un vero e proprio riconoscimento formale di alcuni requisiti che li possono qualificare.
Un'altra categoria che secondo me troverà beneficio da questa certificazione volontaria è quella dell’ingegneria dell’informazione, che raccoglie tutti gli ingegneri informatici e delle telecomunicazioni. Una categoria che deve poter distinguersi da tutta quella “massa di sedicenti esperti” che spesso non hanno neppure una laurea.
Altri esempi possiamo trovarli nel mondo della certificazione energetica degli edifici, spesso popolato di persone che si spacciano esperti ma che esperti non sono.
A chi invece si occupa di certificazione, e non solo perchè abilitato da un corso, ma attraverso esperienze professionali maturate nel tempo, attraverso metodologie comprovate, questa certificazione permetterà di emergere nel “mondo dei finti esperti” e dimostrare la reale preparazione e conoscenza della materia.
 
Andando più nello specifico cosa dovrà fare un ingegnere iscritto ad un Ordine per poter certificare le proprie competenze in uno specifico settore?
Per parlare della parte operativa occorre considerare, per ora, cosa avviene negli Ordini dove questo processo di certificazione è già attivo.
In questi casi innanzitutto l’ingegnere trova tutte le informazioni sulla pagina web del sito dell’ordine all’interno della quale è presente tutta la modulistica da utilizzare per presentare la propria domanda.
Sarà infatti una prassi comune quella di affidare al web questa prima fase di informazione dell’iscritto, lasciando invece al contatto e alla personalizzazione tutto il percorso successivo.
Negli ordini dove questo progetto è già attivo c’è sempre un tutor. A questo è affidato il compito di contattare il candidato e portarlo a conoscenza di quello che è il percorso di valutazione, dalla documentazione necessaria alle modalità in cui avverrà tale valutazione.
Va innanzitutto segnalato che l’iscritto dovrà decidere tra una certificazione di primo livello o di secondo livello.
Il primo livello è quello che riguarda i giovani ingegneri e mira a dimostrare la conoscenza di un settore o di un comparto dell’ingegneria pur senza pretendere che l’ingegnere abbia assunto in prima persona delle responsabilità di progetto, o di copertura di carichi aziendali di particolare importanza.
Il secondo livello è quello della specializzazione o dell’assunzione diretta di responsabilità ed è più adatto ad ingegneri “senior” che abbiano acquisito un po’ più di esperienza professionale.
Una volta terminata la fase istruttoria, per il primo livello il colloquio con l’ingegnere è opzionale, e solo se il passaggio di informazioni non ha dato un esito chiaro; nella certificazione di secondo livello invece il colloquio avviene in ogni caso. Non si tratta però di un esame quanto più di un colloquio di stampo anglosassone ossia “peer rewiew interview”, un colloquio tra pari dove l’obiettivo del colloquio sta nel permettere all’iscritto di parlare, tra pari, del proprio percorso professionale, delle proprie capacità, e permettere a questi ultimi di accertare tali competenze.
Sull’esito del colloquio la commissione di valutazione, costituita da tre colleghi, ne darà comunicazione al tutor che, se positiva, manderà la proposta al Consiglio dell’Ordine per provvedere alla sua ratifica.
Per garantire la perfetta trasparenza, inoltre il regolamento prevede che in caso di contestazioni entri in gioco un’altra figura che costituisce il garante della corretta applicazione del progetto all’interno dell’organizzazione. Esiste infatti un comitato di garanzia (interno all’ordine ma può ospitare anche esperti esterni e anche di altre professioni) che si occupa di fare in modo che tutte le commissioni di valutazione operino allo stesso modo, con gli stessi criteri e con la stessa severità. A tal riguardo occorre osservare che con l’attivazione dell’Agenzia questa svolgerà in parte questo compito colloquiando con i comitati di garanzia dei singoli ordini o federazioni orientandole in tal senso.
 
Ha una scadenza questa certificazione? E come si coniuga con l'obbligo di aggiornamento professionale?
La certificazione dura tre anni dopo di che deve essere rinnovata e il rinnovo deve avvenire entro i tre anni. Quando un ingegnere viene certificato dall’ordine in quanto ritenuto competente in una certa materia, automaticamente l’Ordine verificherà anche che in quella materia vi sia stato un corretto e costante aggiornamento professionale. Quindi la certificazione delle competenze implica in modo pressoché automatico che vi sia stato un perfetto aggiornamento professionale.
Si può quindi dire che chi viene certificato ha già ottemperato a tutti gli altri obblighi e anche se in teoria poteva già ricevere i 30 crediti, abbiamo preferito fossero solo 15 quelli che si conseguono con la certificazione volontaria delle competenze perchè ci sembrava giusto che venisse comunque lasciata una quota parte di crediti valutata attraverso altre modalità.
È stato un atteggiamento di prudenza della categoria e che io ho condiviso pienamente.
 
In Europa ci sono esempi di certificazione simili?
La realtà europea è molto variegata. Nel mondo anglosassone anche se non ci sono leggi che impongano ciò, di fatto si può operare come ingegneri nel mercato della libera professione soltanto se si fa parte di certe institution dove si viene accolti solo superando colloqui simili a quello che vogliamo fare. Da questo punto di vista c’è una similitudine ma la differenza è che nel nostro caso è una attività volontaria in un contesto legislativo diverso.
Poichè il linguaggio della certificazione della qualificazione è un linguaggio europeo ma potrei dire anche mondiale, questa iniziativa aiuterà moltissimo la libera circolazione degli ingegneri italiani presso altri paesi perchè in base a queste certificazioni sarà più semplice per i paesi ospitanti capire l’equipollenza dei nostri ingegneri rispetto ai loro.
 
In Italia in ogni caso, dove l’ingegneria gioca da sempre un ruolo di primo piano, questa iniziativa rappresenta una spinta alla competitività e alla valorizzazione “in chiave moderna” di una professione che sempre di più è chiamata a rispondere a nuove esigenze.