L’uso del BIM per la nuova Sede e Show Room "Stone Island"

Il sisma del 2012 in Emilia ha cambiato molte cose. Molti edifici lesionati e il tessuto produttivo fortemente indebolito a causa di inagibilità e crolli. Inevitabilmente anche il Gruppo Sportswear Company S.p.a. (proprietaria del marchio Stone Island) si è trovato a dover fare una scelta sofferta ma inevitabile: demolire il capannone storico del Gruppo per ricostruirne uno nuovo e rispondente a nuovi criteri di sicurezza ma anche di immagine e sostenibilità.
È così che sorge l’esigenza di ricostruire ex novo la sede di Ravarino (MO) della Stone Island S.p.a., il brand italiano che ha reinventato il concetto di sportswear fin dal 1982, grazie alla passione e alla geniale ricerca condotta dal suo ideatore, l’Art Director Massimo Osti . A Ravarino, in provincia di Modena, Massimo Osti fonda un’azienda che ha come fulcro un vero e proprio centro di ricerca su materiali e trattamenti, e un sofisticato laboratorio di tintura sperimentale.
Nel 1983 Osti decide di dedicarsi esclusivamente al lato creativo dell'azienda, e il Gruppo Finanziario Tessile di Torino sposa il progetto Stone Island. Sono gli anni dell'entrata in società di Carlo Rivetti, tuttora mente del marchio.
Proprio questa attitudine tipica del marchio Stone Island a ricercare il nuovo e a reinterpretare e reinventare materiali tradizionali è stato alla base di questo progetto.
“Un simbolo di rinascita, della voglia di guardare avanti con più forza e più ottimismo di prima”.
È così che lo Studio Associati Techne di Carpi (MO) architetti Gualdi e Carrisi, ingegneri Testi e Zanetti riceve l’incarico da parte di Stone Island S.p.a. nell’ottobre del 2012 di pensare ad una nuova sede.

La Proprietà cerca nuovi elementi costitutivi e caratterizzanti il progetto: oltre a essere sede del gruppo, deve anche ospitare quello che è l’archivio materico dei modelli e dei materiali creati nel corso degli anni, così come essere un momento di incontro tra la Società e la clientela.
I primi volumetrici puntano ancora ad una forma tradizionale tipica dei capannoni, ma poi lo Studio Techne concepisce una aggregazione volumetrica molto originale, che subito piace.



“Il nuovo edificio, collocato in posizione centrale al complesso industriale nel rispetto degli allineamenti planimetrici e degli assi visivi principali, si articola in due corpi tra loro compenetrati: al volume stereometrico in corten con vetrate brunite a filo rivestimento si innesta, in maniera asimmetrica, un portale inclinato in cemento a "faccia vista", totalmente vetrato sui fronti est ed ovest. Internamente il corpo “opaco” in corten è suddiviso in una zona a doppia altezza ed una zona soppalcata, sostenuta da una trave reticolare a scala monumentale, che libera la sottostante pianta da vincoli strutturali; il corpo “trasparente” invece è uno spazio indiviso, caratterizzato da una copertura marcatamente inclinata verso sud sulla quale è installato un impianto fotovoltaico che rende l'edificio energeticamente sostenibile.”

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