LEGNO vs CALCESTRUZZO: un commento sull’affidabilità delle strutture

Una nota del Prof. Ing. Marco Menegotto, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica dell’Università di Roma “La Sapienza”.

 
“In riferimento agli eventi dei due palazzetti di Mantova, i cui casi sono attualmente all’esame della magistratura e le cui inchieste chiariranno i motivi dei crolli, personalmente posso rispondere solo in termini generali, oltre che per la ragione di cui sopra, soprattutto perché non ho esaminato personalmente l’opera né il relativo progetto. Quindi in generale, riguardo alla sicurezza di coperture nei confronti del carico di neve, si può affermare che quelle con struttura in calcestruzzo armato o precompresso hanno un grado di sicurezza intrinseca superiore, conferito loro dal maggior peso proprio.
Semplificando: una struttura, o una sua parte, ha una data capacità di resistere a un carico e cede se le viene applicato un carico maggiore. La normativa stabilisce il valore dei carichi da assumersi in progetto, fra cui quello della neve. I valori sono basati su dati statistici e conseguenti valutazioni probabilistiche del raggiungimento di certi massimi. Per la neve, le norme nazionali li fissano in funzione delle zone. Anche quando si applicassero norme di progetto internazionali (come ad esempio gli Eurocodici) i valori dei carichi sarebbero quelli stabiliti in sede nazionale.
Nella progettazione, i carichi vengono maggiorati con opportuni coefficienti di sicurezza, pure questi precisati dalla norma, per cautelarsi da carichi superiori al previsto. Il collasso può intervenire quando sulla struttura venisse applicato un carico superiore a quello previsto, comprese tutte le maggiorazioni di sicurezza, oppure quando la resistenza interna della struttura fosse inferiore a quella di progetto, oppure ancora, per una combinazione delle due circostanze.
Prescindendo un momento dalla resistenza della struttura e considerando gli effetti di un carico eccessivo, questo.....



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