Riforma del Catasto, ANCE: L’importante è che vi sia chiarezza e semplicità

10/03/2015 3387

Due domande a Paolo Buzzetti, Presidente dell’ANCE

I segnali che qualcosa si sta muovendo sul mercato immobiliare vanno ovviamente considerati con cautela, ma sicuramente sembrano indicare una leggera inversione di tendenza. Sulle prospettive di una ripresa stabile e non di un rimbalzo temporaneo incide sicuramente il clima di maggiore fiducia registrato dagli indicatori statistici, ma è essenziale che anche sul fronte fiscale e delle politiche pubbliche si diano segnali di attenzione. In questo quadro si inserisce anche la riforma del catasto. Abbiamo chiesto al Presidente dell’ANCE, Paolo Buzzetti se si tratta di un’esigenza concreta e quali aspettative vi siano.

“Non c’è dubbio che vi sia molta attesa per una riforma organica del Catasto. E’ un passaggio fondamentale. Innanzitutto perché abbiamo basi imponibili con valori di riferimento fermi ad almeno 25 anni fa. Per non parlare dei tanti edifici tuttora sprovvisti di planimetria e registrazione. Quindi la prima esigenza è quella di avere una banca dati con valori reali, finalmente allineati al mercato. Com’è noto, è sulla base di questi valori che si calcolano poi le imposte dovute da cittadini e imprese: Imu, Tasi, tasse sulle compravendite, ecc. Quindi un nuovo strumento, ben concepito, dovrà servire a garantire trasparenza ma anche, e soprattutto, a portare una maggiore equità fiscale nel sistema della tassazione immobiliare, ponendo fine alle tante situazioni assurde e paradossali sotto i nostri occhi in questi anni. L’importante, però, è non alzare ulteriormente la tassazione fiscale a danno dei cittadini.”

 Quali dovrebbero essere i cardini su cui basare la riforma? E cosa proponete per contribuire a rendere più razionale e meno punitivo l’attuale sistema fiscale immobiliare?

“Sono due gli elementi essenziali: la chiarezza e la stabilità. E poi, come accennavo, c’è il punto più delicato: l’invarianza del gettito. E’ necessario riprodurre in modo attendibile la realtà del mercato, tenendo fede a questo principio, che è stato indicato in modo puntuale anche nella legge delega fiscale. Secondo alcune simulazioni, la rideterminazione dei valori catastali potrebbe produrre un aumento del carico fiscale fino a 10 volte. Questo è inaccettabile. La riforma non si può tradurre in una nuova stangata per cittadini e imprese già tartassati da una tassazione sulla casa che è passata, nel giro di soli 3 anni, da 9 a 24 miliardi: in sostanza +170%. La nostra proposta è molto semplice: una tassa unica sulla casa, che sia valida almeno per un triennio. Sarebbe la soluzione per semplificare e dare certezza alla tassazione immobiliare, mettendo fine al balletto di balzelli che in questi anni ha creato il solito pasticcio tutto italiano, scoraggiando gli investimenti e rischiando di soffocare i primi segnali di ripresa che si iniziano a registrare nel mercato immobiliare.”