Linee Guida ANAC, grande soddisfazione del CNI

Dopo la pubblicazione delle Linee Guida dell’ANAC relative ai servizi di architettura e ingegneria, molti i commenti dei rappresentanti della Rete delle Professioni Tecniche (RPT).

Tutti molto positivi e soddisfatti per il lavoro svolto in questi anni, e che ha portato al risultato racchiuso nel documento dell’Autorità Anticorruzione.
 
Tra i vari interlocutori a rappresentanza della Rete delle Professioni, l’ing. Michele Lapenna, Consigliere Tesoriere e Referente Servizi di Ingegneria e Architettura del CNI impegnato in questi anni nell’affermazione presso le opportune sedi istituzionali del corretto riconoscimento dei servizi di ingegneria e architettura e in particolare rappresentante del Consiglio Nazionale nel gruppo di Lavoro della Rete sui Lavori Pubblici e al Tavolo Tecnico presso AVCP e ANAC. 
A lui abbiamo chiesto qualche commento sul documento, quali i punti importanti per il professionista e quali obiettivi per il futuro.
 
Per parlare dell’ultima determinazione dell’ANAC e valutarne i vari aspetti occorre capire e inquadrare quello che è stato il contesto normativo in materia di affidamenti dei Servizi Tecnici e la sua evoluzione in questi ultimi anni.
 
La determinazione n.4 del 2015, costituisce l’aggiornamento della determinazione n.5 del 2010. Un aggiornamento richiesto con forza dalla Rete delle Professioni Tecniche, ed in particolare dal CNI, immediatamente dopo l’emanazione del dm 143/2013 il cosiddetto DM Parametri, che colmando una lacuna normativa sorta in seguito all’abolizione delle tariffe professionali, ha consentito di avere un riferimento per la determinazione dei corrispettivi e la classificazione dei servizi professionali da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.
 
Sulla base del nuovo assetto normativo relativo alla determinazione dei corrispettivi e su quello relativo al Codice dei Contratti e Regolamento di Attuazione che, con i governi Monti e Letta aveva subito alcune modifiche, la Rete delle Professioni aveva fatto richiesta di poter riaprire un Tavolo Tecnico in cui discutere dell’aggiornamento della determinazione n.5/2010.
Da questo ne nasce un documento contenente proposte e criticità in cui si chiedeva venissero risolte con la nuova determinazione, consegnato prima all’allora Avcp e successivamente nella consultazione on line dello scorso settembre 2015 aperta dalla nuova ANAC.
 
“Un percorso lungo” commenta Lapenna “ ma siamo molto soddisfatti, perché sostanzialmente, stante l’invarianza del quadro normativo, l’ANAC ha accolto tutte le nostre proposte”.
“Viene ribadito in modo univoco l’obbligatorietà da parte delle Stazioni Appaltanti di determinare il corrispettivo da porre a base di gara ai sensi del dm 143/2013, anche nel caso degli appalti integrati.
Un risultato ottenuto anche grazie all’importante azione da parte del CNI e degli Ordini territoriali che hanno segnalato ad ANAC numerosi bandi anomali non facenti riferimento al dm 143”.
La determinazione chiarisce inoltre tutti i dubbi di interpretazione e i campi di applicazione della nuova classificazione dei servizi professionali ai sensi dell’art.8 del dm 143, nella direzione indicata dal documento presentato dalla RTP che è quella di preservare all’interno della nuova classificazione le aperture del mercato contenute nella normativa previgente.
 
La Determina 4/2015 infatti ribadisce quanto sostenuto dalla Rete circa la possibilità di utilizzare, all'interno della stessa Categoria, requisiti appartenenti a più identificazioni di opere, in base a quanto riportato all'art. 8 del DM Parametri che stabilisce che i servizi aventi determinato grado di complessità sono qualificanti per tutti quelli aventi grado pari o inferiore.
 
Altra “vittoria” anche su tutta la questione connessa ai requisiti tecnico-finanziari di accesso alle gare e di valutazione delle offerte nel caso le gare si svolgano con la procedura dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Per tale questione, commenta Lapenna, “l’ANAC concorda con la RPT, che aveva chiesto un’apertura del mercato prevedendo che le Stazioni Appaltanti dovessero attestarsi al livello più basso possibile nei range previsti dal Regolamento di attuazione del Codice, limitando finalmente la discrezionalità della Stazione Appaltante.
Una scelta non solo possibile ma ormai obbligata vista la tendenza di tutta la disciplina codicistica ed europea orientata verso un’apertura del mercato ai piccoli e medi operatori.”
 
Per quanto riguarda invece il tipo di gara nella determinazione ANAC si ribadisce che per questo tipo di servizi è opportuno l'utilizzo di procedureche premino la qualità rispetto al prezzo e viene indicato l’utilizzo dell’allegato M del Regolamento di Attuazione come richiesto dalla RPT con l’obiettivo di scoraggiare i ribassi eccessivi.
Viene inoltre ribadita la possibilità di utilizzo della procedura negoziata sotto la soglia di 100.000 euro e di quella di affidamento diretto sotto la soglia di 40.000 euro.
 
E per il futuro?
Stante l’attuale impianto normativo non si poteva fare di più” soddisfatto commenta l’ing. Lapenna.
Ma di cose da fare e da migliorare ve ne sono tante e Lapenna ne accenna solo alcune come definire meglio i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa; chiarire come va scorporato il costo del personale nel caso dell’offerta al massimo ribasso.
“A tutto questo - conclude il Tesoriere del CNI - auspichiamo ad un nuovo quadro normativo di recepimento della normativa europea capace di mettere al centro dell’opera il progetto, marginalizzando il cosiddetto appalto integrato, esternalizzando i servizi professionali, e riconoscendo il giusto compenso del servizio tecnico rispetto ai lavori. Non va infatti dimenticato che anche su questo aspetto l’Italia non eccelle. In Italia viaggiamo su percentuali al di sotto del 10% sul costo delle opere mentre la media europea è dell’ordine del 18-19% con punte dell’Inghilterra al 33%! avendo di contro il più alto costo di realizzazione delle Opere rispetto agli altri paesi EU”.
Di strada ne manca quindi ancora tanta per poter raggiungere l'obbiettivo di
·  APRIRE IL MERCATO AI GIOVANI PROFESSIONISTI E AGLI OPERATORI DI PICCOLE E MEDIE DIMENSIONI
·   PREVEDERE LA CENTRALITÀ° DEL PROGETTO NELLA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE
·   DARE UNA PROSPETTIVA AI PROFESSIONISTI IN UN MERCATO IN FORTE RECESSIONE E DI FATTO CHIUSO AGLI STESSI.