Lo stato della pianificazione in Emilia-Romagna

Come è ben noto, la legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna è entrata in vigore nel 2000, innovando profondamente nei contenuti e nelle procedure la pianificazione urbanistica comunale, con particolare attenzione al progressivo passaggio dai Piani Regolatori Generali (PRG) della previgente LR 47/1978 alla nuova strumentazione urbanistica: Piani Strutturali Comunali (PSC), Regolamenti Urbanistico Edilizi (RUE) Piani Operativi Comunali (POC).
In seguito, la LR 6/2009 “Governo e riqualificazione solidale del territorio”, ne ha precisato alcuni contenuti e ha modificato alcune regole procedurali.
I tre strumenti di pianificazione comunale oggi previsti in Emilia-Romagna configurano una tripartizione dei contenuti, a ciascuno dei quali corrisponde uno strumento specifico ed uno specifico iter di formazione e approvazione, secondo un processo che venne definito, allora, di “semplificazione” della pianificazione.
A partire dal 2000, si possono distinguere tre fasi nel processi di rinnovo degli strumenti urbanistici comunali. La fase iniziale, “di avviamento”, coincide col primo triennio di periodo transitorio previsto dall’art. 41 della LR20, durante il quale diversi Comuni hanno concluso l’iter di approvazione dei PRG in corso, alcuni Comuni hanno adottato nuovi PRG, mentre altri hanno convertito i PRG vigenti di recente formazione ai contenuti urbanistici del nuovo regime normativo fruendo della procedura prevista dall’art. 43 della LR20, il cosiddetto “spacchettamento”, ossia del ricollocamento dei contenuti del PRG all’interno dei nuovi strumenti di pianificazione. Nello stesso periodo è cominciata anche la formazione dei primi PSC.
Una seconda fase, che ha inizio nel 2003 e termina nel 2009, ha visto molti Comuni adottare i nuovi PSC; questa fase ha permesso però anche di mettere in luce alcune criticità del processo, che la LR6 ha tentato di sanare, cercando in particolare di accelerare i tempi di elaborazione dei piani (agendo in particolare sulla conferenza di pianificazione), introducendo l’obbligatorietà dell’approvazione contestuale di PSC e RUE, incentivando le forme di co-pianificazione, di pianificazione intercomunale e di pianificazione in forma associata.
Ciononostante, dal 2009 il processo di rinnovo della strumentazione urbanistica ha subito un rallentamento, principalmente a causa della diminuzione della domanda in seguito alla crisi economica.
Se si analizza la distribuzione provinciale dei dati relativi all’adozione e approvazione dei nuovi strumenti urbanistici al 2015, si osserva una certa disparità nell’intensità del processo di rinnovo degli strumenti urbanistici comunali: in particolare, nelle province di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia e Forlì-Cesena, molti comuni hanno adottato o approvato il PSC, mentre a Ferrara, Modena, Piacenza e soprattutto Rimini si nota un forte ritardo, con una percentuale esigua di Comuni che hanno avviato il percorso (fig. 1).



Fig. 1 Comuni con PSC adottato o approvato
(Elaborazione da Quadro sinottico dei piani urbanistici generali nei Comuni dell’Emilia-Romagna distinti per tipologia e per stato di vigenza, www.regione.emilia-romagna.it)

La situazione è del tutto analoga se si osservano i dati dei RUE (fig.2), anche in forza della modifica della LR6 che impone l’approvazione contestuale di PSC e RUE.



Fig. 2 Comuni con RUE adottato o approvato
(Elaborazione da Quadro sinottico dei piani urbanistici generali nei Comuni dell’Emilia-Romagna distinti per tipologia e per stato di vigenza, www.regione.emilia-romagna.it)

Un discorso a parte merita invece il POC (fig.3); pochissimi sono i piani operativi adottati o approvati, molti dei quali in realtà sono “POC zero”, ossia strumenti che introducono poche nuove previsioni e che hanno lo scopo principale di traghettare le vecchie previsioni del PRG verso la nuova strumentazione, al fine di garantire una gestione coordinata del territorio attraverso i nuovi strumenti. Su questo strumento, che regola la trasformazione, si è infatti abbattuta in modo più pesante la crisi dell’edilizia che ha del tutto o quasi arrestato le grandi trasformazioni immobiliari oggetto, appunto, del POC.



Fig. 3 Comuni con POC adottato o approvato
(Elaborazione da Quadro sinottico dei piani urbanistici generali nei Comuni dell’Emilia-Romagna distinti per tipologia e per stato di vigenza, www.regione.emilia-romagna.it)

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