Horizon 2020: i contributi dell’Unione Europea per l’efficienza energetica degli edifici

Il programma Horizon 2020, il principale strumento per il finanziamento delle attività di ricerca e innovazione a livello Europeo per il periodo 2014-2020, prevede una serie di bandi specifici dedicati all’efficienza energetica degli edifici.

Si tratta delle “CALLS FOR ENERGY-EFFICIENT BUILDINGS” che richiedono la presentazione di proposte progettuali, da parte di partenariati internazionali (almeno tre partner di tre Paesi aderenti al Programma), per la sperimentazione e diffusione di soluzioni innovative relative a diversi ambiti giudicati strategici per migliorare, in modo sostanziale, l’efficienza energetica degli edifici.

In particolare, il primo ciclo di bandi per l’anno 2014, con uno stanziamento totale di 49,5 milioni di euro, ha sollecitato la presentazione di progetti innovativi da parte di ricercatori ed imprese , e, in generale tutti gli attori, che a diverso titolo intervengono nella catena del valore (fornitori di tecnologie e servizi specifici; intermediari finanziari ecc.). Gli ambiti di riferimento del bando 2014 hanno riguardato: nuovi materiali per l’involucro degli edifici; involucri innovativi adattabili per progetti di ristrutturazione; nuove tecnologie auto-ispettive e metodologie per il controllo della qualità per processi costruttivi efficienti. E’ stato inoltre previsto il supporto per specifiche iniziative volte a velocizzare lo sfruttamento, a livello industriale, e la diffusione sul mercato dei risultati dei progetti di innovazione.

Per l’anno 2015, con uno stanziamento di 62.480.000 euro, i bandi hanno riguardato: strumenti innovativi di progettazione per la ristrutturazione di complessi di edifici (a livello di quartiere); soluzioni integrate per lo stoccaggio di energia termica; nuovi strumenti e metodologie per colmare il divario tra le performance energetiche previste ed effettive; approcci integrati per la ristrutturazione degli edifici residenziali.

Per i nuovi bandi, attesi a fine anno, è bene tenere presente le priorità indicate nella roadmap pluriennale della Public Private Partnership (PPP) on Energy-efficient Buildings (EeB-PPP) che ha individuato i seguenti obiettivi di ricerca e innovazione nell’ambito dei quali sviluppare, integrare e dimostrare almeno 40 nuove tecnologie entro il 2020:
1) Costruzioni innovative: involucri per edifici; progettazione multi-target; metodi di pre-fabbricazione; approcci adattabili a diverse tipologie (edifici pubblici o commerciali e/o residenziali);
2) Soluzioni sistemiche per l’ammodernamento degli edifici, con costi competitivi, destinate ad un ampio mercato, altamente performanti e minimamente invasive, che integrino apparecchiature innovative per l’utilizzo e lo stoccaggio dell’energia, e che consentano di moltiplicare per un fattore 2,5 il tasso annuo di ristrutturazioni ad alta qualità ed efficienza energetica, con benefici concreti per gli utenti;
3) Edifici sostenibili interattivi: per complessi di edifici a impatto zero o con bilancio energetico positivo e per un ulteriore 15% di riduzione delle emissioni e dei consumi, a livello di quartiere ed urbano, entro il 2020;
4) Strumenti per il monitoraggio delle performance per assicurare l’efficienza energetica durante la vita utile del servizio rispettando gli obiettivi di performance previsti in fase di progettazione e qualità costante nel tempo per gli utilizzatori finali, in combinazione con componenti durevoli.


La EeB-PPP è una partnership tra la Commissione Europea e il settore privato rappresentato dalla Energy Efficient Buildings Association (E2BA), una iniziativa della Piattaforma Tecnologica Europea settoriale (ECTP). Si tratta di un accordo che rende trasparente il processo per indicare, in generale, la visione e, più specificatamente, tracciare le linee guida per lo sviluppo di una industria delle costruzioni high-tech, con l’obiettivo di rendere l’efficienza energetica un business sostenibile per il settore edilizio.

Per l’intero periodo 2014-2020, il budget indicativo assegnato alle attività di ricerca e innovazione sull’Energy-efficient Buildings (Eeb) è di 600 milioni di euro.
Sono previste diverse tipologie di intervento e di contributo nell’ambito delle “Calls for energy-efficient buildings” di Horizon 2020.
Le proposte finanziate potranno ottenere una copertura finanziaria fino al 70% dei costi ammissibili nel caso delle “Innovation Actions” (IA), che prevedono la prototipazione e la dimostrazione, anche a livello di fattibilità economica, di nuove metodologie/tecnologie con impatto potenziale su larga scala. Per questo genere di azioni, la quota massima di finanziamento è valida per tutti i partner ad esclusione dei soggetti no-profit per i quali è prevista una copertura totale dei costi sostenuti per la realizzazione del progetto.
Il finanziamento a fondo perduto può arrivare al 100% per altre tipologie di azioni: le “Research and Innovation Actions” (RIA), attività volte a stabilire nuove conoscenze e/o esplorare la fattibilità di una nuova o migliore tecnologia, prodotto, processo, servizio o soluzione e le “Coordination and Support Actions” (CSA) ovvero azioni di supporto alla ricerca (es. cicli di conferenze).

Sempre nell’ambito di Horizon 2020, altre opportunità di finanziamento per lo sviluppo e diffusione delle innovazioni nel campo dell’efficienza energetica possono essere colte attraverso due specifici strumenti che non presentano, come nel caso delle “Calls for energy-efficient buildings” puntuali restrizioni sulle tematiche di riferimento dei progetti: il “Fast Track to Innovation Pilot” e lo “SME Instrument”. In entrambi i casi, non sono previste delle scadenze per la presentazione delle proposte, ma alcune finestre temporali con indicazione di una data finale per la raccolta e la valutazione delle proposte presentate nel periodo (cut-off date).

Nel primo caso, si tratta di uno strumento che ha l’obiettivo di accelerare il processo di commercializzazione di prodotti innovativi attraverso progetti di sviluppo ad un certo stadio di maturità (dalla fase di “dimostrazione” al “market uptake”). I progetti devono includere un business plan che descriva chiaramente il potenziale di mercato e una strategia di commercializzazione credibile. Le prossime “cut-off dates” sono: 01/09/2015 e 01/12/2015. La partecipazione di soggetti proponenti che si registrano per la prima volta al fine di presentare una proposta è particolarmente incoraggiata.

Lo “SME instrument” prevede diverse fasi e quote di finanziamento. E’ lo strumento dedicato alle proposte innovative delle piccole e medie imprese ad alto potenziale, che possano anche contribuire, in modo sostanziale, ad affrontare alcune delle più importanti sfide sociali del nostro tempo: “Energia efficiente, sicura e pulita” ed “Eco-innovazione”. Per la FASE 1 (proof-of-concept), è previsto un contributo di 50.000 euro per la presentazione dello studio di fattibilità; Per la FASE 2, è previsto un finanziamento a fondo perduto che può arrivare a coprire fino al 70% dei costi per lo sviluppo del prototipo e le attività di dimostrazione.

La prossima cut-off date, sia per la FASE 1 che per la FASE 2, è il 17/06/2015.
 


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