QUALIFICAZIONE: Intervista al Presidente Dario Bellometti, presidente CONPAVIPER

Intervista al Presidente Dario Bellometti,
presidente di CONPAVIPER

1) Presidente, quali gli obiettivi di oggi del CONPAVIPER ?

Dario Bellometti:
L’obiettivo principale era, è e sarà sempre quello della qualificazione dei settori rappresentati.
In questi anni per raggiungerli abbiamo costruito dei documenti, abbiamo percorso diverse vie, non sempre con successo.
Anche ora attraverso il nuovo sito associativo - con le schede dei soci - stiamo puntando alla promozione della trasparenza, e non possiamo negare che un effetto positivo lo abbiamo ottenuto, non a caso oggi i nostri Codici di Buona Pratica sono diffusi e spesso considerati, ma l’obiettivo resta ancora da raggiungere.
Come farlo ? questo è il problema che da sempre impegna chi si è alternato alla guida di CONPAVIPER.
Mi torna in mente un articolo che l’ing. Gottardo pubblicò nel passato sulla nostra rivista associativa.
Nell’articolo "Le pavimentazioni in resina e le normative europee: complicazioni aggiuntive oppure storica opportunità” l’ing. Gottardo scriveva "Certamente un approccio prestazionale a tale settore tecnologico comporterà una naturale maggiore qualificazione delle società che operano nel settore, siano esse Produttrici o Applicatrici. L’impegno a rispettare la prestazione, con tutti i risvolti che ne conseguono a livello di processo (marcatura CE UNI EN 13813, UNI EN 1504/2, certificazione di qualità ISO 9001, 14001, etc.) e di responsabilità commerciale, non potrà che professionalizzare in senso generale l’operato di tutti. Sono convinto, inoltre, che per un Progettista, anche non specialista dei pavimenti in resina, la possibilità di poter identificare in modo semplice i parametri da indicare nel proprio progetto, senza una competenza specifica ma semplicemente con una consapevolezza acquisita in virtù di un processo decisionale trasparente basato semplicemente su criteri prestazionali del tutto logici, sia una piccola grande conquista ed un’ulteriore occasione di qualificazione professionale”.
E nello stesso articolo Gottardo ricordava che la stessa norma per la marcatura CE dei massetti, la UNI EN 13813, non fosse sufficiente per poter qualificare i materiali, in quanto "indica solamente di specificare il comportamento del materiale in riferimento ad alcuni requisiti di base …” in quanto "prevede la classificazione opzionale di altri requisiti, ritenuti non obbligatori ai fini della marcatura CE, senza però indicare dei criteri di discernimento.” e che  "Per altri requisiti è indicato solamente il metodo di prova senza alcuna classificazione della prestazione. Ad esempio: la permeabilità al vapore acqueo ….” e conclude che " mancano molti dei requisiti assolutamente necessari per le pavimentazioni in resina.”
Dobbiamo avere la capacità di puntare alle prestazioni, e come Associazione capire come farlo, come renderlo di fatto un riferimento del mercato.

2) Ma con l’obbligo della marcatura CE il mercato non è già qualificato ?

Dario Bellometti:
Purtroppo no, anche perché non sempre le norme ci vengono in aiuto. Si pensi proprio al tema della marcatura CE, e su cui come associazione abbiamo voluto avere dei chiarimenti.
Abbiamo scritto al Ministero dell’Industria, che ha la competenza di legge sull’argomento, all’UNI e alla nostra federazione, e non solo in merito all’applicazione nel settore delle resine. Al momento abbiamo ricevuto due risposte ufficiali, da UNI e Federbeton, che confermano che il prodotto realizzato in cantiere non è soggetto ad obbligo di marcatura CE.  In un sistema europeo (le norme che regolano la marcatura CE sono Europee, non italiane) in cui le stesse norme non sono sufficienti quali strade è possibile perseguire per poter puntare a una qualificazione del mercato ? come indicato da Gottardo l’unica via è quella delle prestazioni.
CONPAVIPER già da tempo ha definito quali siano i cicli resinosi e le caratteristiche e prestazioni che devono avere per poter essere definiti tali. Dobbiamo puntare sul riconoscimento di queste prestazioni.
E visto che le leggi non ci danno una mano dobbiamo noi soci CONPAVIPER, anche dando un taglio netto con il passato, con il personale passato imprenditoriale di ognuno di noi, dobbiamo essere pronti a fare delle scelte forti, scelte che ci consentano di poter affermare: il mercato non ha regole sufficienti, un gruppo di fornitori e applicatori ha deciso, a tutela del cliente, sotto l’egida del CONPAVIPER, di sposare delle regole per gli altri volontarie più severe.

3) Quali iniziative adotterete quindi ?

Dario Bellometti:
Non sta a me dirlo, sono il Presidente, ma queste valutazioni e decisioni vanno condivise:  impegno da parte di tutti gli applicatori ad usare solo prodotti marcati CE? impegno dei fornitori a marcare CE i prodotti considerando tutte le prestazioni previste dai codici CONPAIVPER ? Io sono d’accordo, sono pronto a farlo, da subito, ma non sta a me a definire queste regole. L’Associazione in questo momento diventa quanto mai più necessaria, perché dovrà farsi carico di superare i blandi limiti di legge e stabilire insieme quali siano le regole, e in che modo farle rispettare. E la suddivisione in sezioni specialistiche ci offre la possibilità di poter affrontare questa sfida settore per settore, con la dovuta competenza e serietà.
Nei prossimi giorni si riuniranno due sezioni importanti: quella dei rivestimenti resinosi e quella dei pavimenti architettonici. La sfida è lanciata, sono certo che ci saranno anche delle risposte.

4) Questo in seno al CONPAVIPER. E chi sta fuori ?

Dario Bellometti:
Chi sta fuori non parteciperà ai processi decisionali, non potrà aderire a nessuna iniziativa, non avrà visibilità sul portale, non avrà sconti dal SAIE, … e soprattutto sarà tra chi subisce il settore, non tra chi cerca di cambiarlo e migliorarlo.