Chi è il GIM? Per metà cartografo, per metà informatico con declinazioni statistiche

Dimitri Dello Buono - CNR 25/06/2015 2777


I dati hanno sempre anche una posizione. Questo slogan per un po’ di tempo ha orgogliosamente primeggiato sul nostro website. Una affermazione forte per chi aveva il tempo di leggerla, banale ed inutile per chi passava con l’occhio sulla pagina mentre forse era più attratto dalle immagini accattivanti delle mappe sottostanti che dai messaggi che proviamo a lanciare.
Infatti i ‘Gis-sisti’ o ‘Gis-siani’ (insomma gli amanti dei GIS) prediligono più i dati che l’uso che se ne può fare. Per loro mappe, coordinate geografiche, misurazioni sono sempre molto più importanti del reale uso che utenti ‘non esperti’ possano farne.
Un motivo per cui i GIS ( Geographic Information System ) o meglio i SIT (Sistemi Informativi territoriali), come ci piace chiamarli in Italia, non hanno avuto grande successo. Credo che ciò sia insito nel fatto che sono sempre stati strumenti per gli addetti ai lavori e, fatto salvo rarissimi casi, mai diffusisi in modo virale.
L’importanza di poter gestire l’informazione e di capire come questa possa aiutare tutti è sempre stata chiara a quei pochi che hanno cercato di comunicarlo agli altri ma gli altri spesso hanno capito con ritardo l’utilità di pianificare e di gestire correttamente le risorse territoriali che ci circondano. Il risultato è stato : i GIS per gli esperti di GIS e …. basta.
Sarà credo anche colpa della voglia di usare termini altisonanti che danno lustro ed importanza a chi li pronunzia, la refrattarietà nel condividere i dati o la scarsa voglia di interagire che non agevola la diffusione verso chi forse può contribuire alla crescita di questo settore facendolo diventare per tutti e non solo per pochi.
Un paio di anni orsono, far capire ad una platea di colleghi ‘Professoroni universitari’ che il concetto di GIS potesse essere molto utile ad avvocati, medici, economisti e sociologi è stata una lunga ed estenuante lotta. Alla fine ci sono riuscito anche se sul campo sono rimasti esamini decine di corpi e soprattutto tanti fondi pubblici utilizzati in modo malsano.
Oggi finalmente qualcuno ha deciso che le parole spese in passato hanno un senso e nasce questa nuova figura mitologica che è il GIM Geographic Information Manager (da non confondere con BIG GIM che nel passato ha avuto molto successo con Barbie). Questo mitico personaggio il GIM, mezzo cartografo, mezzo informatico con declinazioni statistiche ed economiche, sta prendendo sempre più forma e si ritiene possa essere utile per gestire ed ottimizzare i processi che sul territorio si consumano bruciando tante energie e tante risorse.
La pubblica amministrazione finalmente crede che gestire la posizione sia qualcosa d’importante. Non a caso tutto questo accade in un momento di forte e reiterata crisi, dove o si trova il modo di ottimizzare le economie con oculatezza o si va tutti a fare le vacanze in Grecia, nel senso che si fa la fine della Grecia.
A complicare le cose però è che questo settore sta subendo una profonda ed epocale trasformazione. Si presentano nuove soluzioni dalle potenzialità che hanno dell’incredibile.
Infatti, mentre stiamo cercando di dotarci di Manager della Posizione Geografica e del Dato Geo-riferito, qualcuno, in giro per il mondo, sta cercando di mettere insieme funzionalità e metodologie per realizzare un nuovo sistema di gestione, il GIS 2.0 insomma.
A inizio 2015, le Nazioni Unite presentavano un prototipo chiamato Automatic Disaster Analysis and Mapping system (ADAM) del WFP (World Food Program) che offre un "cruscotto virtuale" sulle emergenze. L’idea è che non appena arriva la notizia di un evento il sistema interfaccia immediatamente una serie di flussi informativi con vari livelli di dettaglio. La scala dell'emergenza, il numero di persone colpite, le condizioni meteo della zona interessata e le risorse WFP disponibili sono immediatamente messe in relazione tra loro. Sul cruscotto di ogni postazione, in giro per il mondo, la situazione di cosa accade e di cosa c’è disponibile si consolida sul tablet, o sullo smartphone, dei manager ingaggiati per risolvere i problemi reali e, quindi, la situazione risulta fin troppo chiara per prendere decisioni immediate.
Tradotto in lingua semplice un servizio web in cui quando accade qualcosa (Tifone, terremoto, uragano, incendio, guerra, attacco, epidemia, etc) le informazioni che si riferiscono alla zona interessata si rendono visibili in modo da avere un quadro della situazione per decidere in tempo reale cosa fare e per dare tutti il proprio contributo.

Eccezionale !!! Dirà qualcuno ed effettivamente lo è.

Dal mio punto di vista pero va fatta la considerazione che questa è una soluzione alquanto banale di razionalizzare i dati che già sono presenti in rete. Ottima idea, sia ben chiaro, e finalmente qualcuno l’ha messa a punto, ma la domanda sorge spontanea ed è : “Dovevamo attendere il 2015 per realizzare qualcosa che poteva essere fatta vari anni orsono ?”
Il problema è sempre lo stesso.
In Italia, ma il resto del mondo non è da meno, ci sono tre sordomuti che fanno finta di discutere tra loro. I tre soggetti in questione sono gli utenti finali, la ricerca e l’industria.
Quando qualcuno di loro toglie un tappo dalle orecchie e ascolta, per anche un breve periodo di tempo, gli altri due si creano le condizioni per creare qualcosa di interessante e di utile che poi tutti cercheranno di imitare e migliorare (si spera)
.
Se i tappi li toglie la ricerca, si trovano soluzioni innovative e nello stesso tempo utili (poiché d’inutili ne sono pieni gli scaffali in cui giacciono i rendiconti finanziari dei fondi per la ricerca), se invece li toglie l’industria, allora esce sul mercato un prodotto innovativo che ha speranza di successo, se invece a dare aria alle orecchie è la Pubblica Amministrazione (che è il maggiore End-User che io conosca) si urla ‘Miracolo !!!!!’ e si cerca di capire chi sia quel marziano che ha fatto qualcosa di saggio e buono. In quest’ultimo, raro caso, si producono progetti e capitolati degni di questo nome che invece di acquistare cose spesso inutili danno vita a qualcosa di realmente interessante ed utile.
Hanry Ford amava dire che “C’è un vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.
La PA approccia l’ICT attraverso il paradigma ‘Facciamoci bastare le soluzioni offerte dall’industria’ o meglio ‘Quale è la soluzione che più si avvicina alle mie esigenze ?’.
Non oso pensare a quanti milioni di euro i vari enti italiani hanno speso per gestire i dati catastali acquistando software che non nascevano, di fatto,per gestire i dati catastali. Infatti, essendo il sistema italiano del catasto solo italiano nessun produttore di oltreoceano, ha mai pensato, in passato, di integrare le funzionalità necessarie all’Italia ma molti enti hanno continuato a comprare quei software. La scelta è sempre stata acquistare quello che c’era o fare alla vecchia maniera, a mano.
I risultati della ricerca, infatti, stentano a trovare posto in soluzioni commerciali.
Far sedere allo stesso tavolo ricerca, industria e utenti finali potrebbe essere una miscela davvero esplosiva per far nascere soluzioni che aiutino tutti i commensali. La speranza però è che sedendosi tolgano ognuno i propri tappi dalle orecchie e siano disposti ad ascoltare gli altri due con molta attenzione.
Una mia proposta sulle competenze del GIM fatta in questi giorni è:Armonizzare i flussi informativi ( dati ed informazioni ) della PPAA relazionandoli alla loro posizione (spazio temporale) in modo da creare sinergie nel loro uso quotidiano con il fine di renderle facilmente associabili allo spazio ed al tempo anche se provenienti da fonti normalmente non relazionabili tra loro.
A parte la frase in burocratese, il senso vuole essere che il GIM deve far sedere in primis allo stesso tavolo tutti i colleghi delle varie PPAA cosa alquanto difficile anzi direi quasi da Mission Impossible. Se Mr. GIM ci dovesse mai riuscire inizierebbero i festeggiamenti e le interviste di tutti i giornalisti che farebbero speciali trasmissioni sull’accaduto.
Conclusa la chermes giornalistica Mr. GIM dovrebbe avere, poi, la capacità di farsi rilasciare, ed il verbo rilasciare non è mai stato così ben utilizzato, i dati in possesso esclusivo dei dirigenti delle varie PPAA ma non una tantum bensì con cadenza periodica, giornaliera e, perché no, in tempo reale sempre (insomma un servizio web sarebbe davvero l’ideale). Questa cosa, se non ricordo male, è anche scritta da qualche parte in qualche direttiva europea ispiratrice (INSPIRE) a causa della quale sembra si stia mettendo l’Italia in procedura di infrazione comunitaria ma di questo ne parliamo un'altra volta. Tornando al nostro Mr. GIM, fatto anche questo si troverà di fronte il problema di come gestire i flussi informativi quotidiani che si generano e come utilizzare al meglio le informazioni ottenute. Un passo esagerato sarebbe compiuto e vedi mai che i vari manager pubblici poi siano messi nella condizione di gestire i propri uffici e le proprie risorse conoscendo e sfruttando le esperienze ed i risultati dei colleghi e contribuendo all’altrui miglioramento con i propri dati. Cambiamento davvero epocale non credete ?
Penso al sito Italia Sicura ed al Portale Cartografico Nazionale. Penso a quanta differenza ci sia tra i due portali. Ma penso anche, e soprattutto, a chi possa essere il GIM che sta gestendo o che dovrà gestirli.
Penso che questo GIM dovrà essere dotato di spalle larghe, voce grossa e tanta capacità di persuasione. Credo che alla fine sarà proprio un omone grosso, capace, potente e con tanti superpoteri:
In poche parole: BIG-GIM.

 

Dott. Dimitri Dello Buono
Italian National ResearchCouncil
Institute of Methodologies for Environmental Analysis
Head of geoSDILaboratory

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E-mail: dimitri.dellobuono@cnr.it
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