Torre Allianz (CityLife): Considerazioni sulla progettazione strutturale

Generalità
La Torre Allianz è un edificio di grande altezza, costituente uno dei componenti caratterizzanti la fisionomia architettonica del complesso Citylife di cui è fattore primario nella definizione del nuovo scenario paesaggistico della città. La Torre Allianz, progettata dall’architetto A. Isozaki, insieme alle altre due torri progettate dagli architetti Z. Hadid e D. Libeskind, forma il cosiddetto nucleo “Tre Torri”, centro generatore dell’intero complesso edilizio-urbanistico Citylife, la cui presenza nel futuro scenario della città di Milano è già stata intuita nella sua completa, determinante funzione, sì da assegnare la denominazione di “Tre Torri” alla fermata della Linea 5 della Metropolitana, dedicata al servizio del complesso. Le tre torri hanno altezza rispettiva di 202,2 m (Isozaki), 170 m (Hadid) e circa 160 m (Libeskind), cosicché la prima si pone quale edificio di maggiore altezza in Milano e condivide la caratteristica di edificio di maggiore altezza dell’intero Paese con la Torre Nuovi Uffici della Regione Piemonte in Torino, la cui altezza è pari a 207 m. Il progetto generale del complesso Citylife si estende su una superficie di 366.000 m2 e comprende, oltre alle tre torri, edifici di edilizia residenziale e commerciale. Le prime due torri ospiteranno gli uffici delle società di assicurazioni Allianz S.p.A e Generali S.p.A, mentre per la terza è previsto un utilizzo misto, uffici, albergo, abitazioni. Allo stato attuale la torre Allianz è completamente terminata, la Torre Hadid è in fase di costruzione e la Torre Libeskind è in fase di progettazione. Nella Fig. 1 le tre torri sono rappresentate nella configurazione virtuale che è alla base del carattere distintivo del complesso Citylife, ben noto anche al di fuori della realtà milanese ed italiana, /1/.



Figura 1 – Complesso CityLife: rendering architettonico

Nella configurazione definitiva, le torri Allianz ed Hadid hanno conservato la forma definita in fase di progetto architettonico, mentre per la torre Libeskind, non disponendosi allo stato attuale le indicazioni di progetto definitivo, la forma virtuale è l’unica cui possa farsi riferimento. Le tre torri, al di là di rappresentare uno dei poli di più marcata connotazione del profilo paesaggistico della città per gli anni futuri, evidenziano caratteristiche strutturali di forte tipicizzazione, che, seppure non tali da proporsi quali singolari innovazioni, le fanno rientrare in categorie per le quali la anomalia strutturale, sebbene ormai ben codificata e per molte altre realizzazioni oggetto di studi e ricerche approfondite, è comunque evidente e richiedente attento approccio progettuale, sia concettuale che metodologico, analitico e costruttivo. Le tre torri possono farsi rientrare nelle categorie di edifici alti ibridi a livello sezionale e strutturale locale di marcata snellezza (Torre Allianz), di edifici di forma irregolare, di tipo a prevalente effetto torcente (Torre Hadid) e di edifici di forma irregolare, con geometria fortemente variabile (Torre Libeskind). Per i primi due edifici l’impianto strutturale è in calcestruzzo armato, con ibridismo localizzato, mentre per il terzo edificio non si hanno allo stato attuale indicazioni sufficienti atte a definire la modalità costruttiva strutturale in termini di materiale. La prevalenza dell’utilizzo del calcestruzzo armato in edifici di significativa altezza e di forma irregolare, porta con sé da un lato tutte le considerazioni atte a definire con la maggiore affidabilità possibile le caratteristiche del materiale calcestruzzo onde massimizzare la risposta strutturale in termini di prestazioni agli stati limite ultimi e di servizio, dall’altro acquistano rilevanza primaria le analisi di previsione delle deformazioni differite del calcestruzzo sia nella fase di costruzione, sia a struttura ultimata, e i loro effetti strutturali. Quest’ultimo aspetto si mostra determinante nei riguardi dei controlli di congruenza fra le deformazioni della struttura portante e quelle delle strutture portanti le superfici di facciata, caratterizzate da marcata fragilità e tolleranze assai restrittive. Un altro aspetto che deve essere opportunamente analizzato, tipico delle strutture ibride caratterizzate da non omogeneità reologica dei materiali riguarda la valutazione degli effetti strutturali indotti dalle deformazioni differite del calcestruzzo, che comportano ridistribuzioni di azioni fra le parti resistenti, cui possono conseguire stati tensionali tali da penalizzare in maniera non tollerabile il comportamento strutturale nella fase di esercizio. Questi aspetti si presentano con grande evidenza nelle torri Isozaki ed Hadid, per le quali acquista grande importanza non solo l’aspetto previsionale delle deformazioni a lungo termine, oggetto di raffinate analisi strutturali, bensì la necessità di un attento e dettagliato monitoraggio nel tempo dello stato deformativo onde mettere a punto strategie operative atte a controllarne lo scenario e a formulare procedimenti correttivi se ritenuto necessario. A questi aspetti, tipici del materiale utilizzato per la costruzione delle strutture portanti degli edifici, sono da affiancare altri aspetti, anch’essi di tipo generale, validi per tutti gli edifici di questo tipo, dettati dalle caratteristiche proprie del singolo edificio. Gli aspetti generali riguardano la risposta dinamica degli edifici e la loro efficienza nell’equilibrare le azioni laterali, non solamente di carattere variabile quali sisma e vento, ma anche di carattere permanente, quali le azioni laterali che nascono a causa della deviazione delle forze gravitazionali dalla discesa diretta in linea verticale a causa della complessità geometrica dell’impianto strutturale dell’edificio. Alla risposta dinamica della struttura è intimamente connessa la caratteristica vibrazionale della stessa, ovvero l’entità delle vibrazioni che in essa si inducono a causa di azioni esterne che agiscono con frequenze e direzioni variabili. Questo aspetto interessa gli edifici alti di marcata snellezza, per i quali le vibrazioni indotte dal vento possono essere percepite dagli occupanti in forma patologica, tale da richiedere una loro attenuazione, onde garantire la piena efficienza e funzionalità dell’edificio. Dei due aspetti evidenziati, il primo, legato alla deviazione delle azioni orizzontali è di immediata percezione nella Torre Hadid, a causa della configurazione a colonne inclinate del suo impianto strutturale, l’altro è specifico per la Torre Allianz, la cui snellezza massima è decisamente elevata e richiede attenzioni particolari per potere efficacemente garantire un adeguato comportamento nei riguardi dello stato limite di vibratilità. Nel prosieguo, con riferimento alla Torre Allianz, della quale lo scrivente è stato incaricato dalla Impresa Colombo SPA, costruttrice dell’edificio, della supervisione della progettazione strutturale e della fase di realizzazione di cantiere, verranno discussi in dettaglio gli aspetti connessi alla progettazione strutturale, sia per quanto concerne l’approccio concettuale, sia relativamente alle analisi condotte, alla validazione dei risultati da esse derivati, alle strategie costruttive assunte per la realizzazione delle varie parti nonché alle procedure operative che sono state intraprese per giungere nei tempi richiesti e in maniera efficace e affidabile alla costruzione di un complesso di marcata delicatezza e articolazione.


ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO INTEGRALE LA TRATTAZIONE DETTAGLIATA SU:

  • MODELLAZIONE STRUTTURALE
  • ALCUNI RISULTATI SIGNIFICATIVI DELL'ANALISI STRUTTURALE
  • PROBLEMATICHE COSTRUTTIVE

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