Efficienza energetica e crescita economica: il ruolo delle Regioni

20/07/2015 4583

Durante la Prima Giornata Nazionale dell’Energia è intervenuta la Dott.ssa Ing. Stefania Crotta, della Regione Piemonte, responsabile del settore Sviluppo Energetico Sostenibile, che si occupa anche del Coordinamento tecnico interregionale per il supporto alla Conferenza dei Presidenti su questa materia.


“Si parla molto di una imminente modifica del titolo V della Costituzione”, dice l’ing. Crotta, per modificare le competenze normative delle Regioni italiane nel settore energia. Le regioni dovranno in questo senso fare un passo indietro rispetto alla normativa nazionale. Tre decreti di recepimento delle Direttive europee sull’efficienza energetica partiranno dal 1° ottobre invece che dal 1° luglio proprio su richiesta delle Regioni, perché richiedono adeguamenti normativi e informativi da parte delle Regioni e non sono a costo zero: il costo sarà importante.
In merito poi alla comunicazione del 25 febbraio 2015 Energy Union, cosa possono fare le regioni su questo documento? Il documento riguarda efficienza energetica, innovazione e competitività. Le Regioni potrebbero dare un contributo utile in merito ad un processo di governance sui territori. Ad esempio, con la creazione di infrastrutture di collegamento tra diverse aree regionali, l’informazione e la comunicazione delle attività che vengono portate avanti, per cercare di rendere attuabili queste strategie, che normalmente vengono ostacolate dai residenti e non apprezzate. Per quanto riguarda i settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, c’è la possibilità per le Regioni di incidere molto sul raggiungimento dei target. Per la ricerca e l’innovazione, si parla di strategia di specializzazione intelligente delle regioni, per utilizzare i fondi strutturali.
Le Regioni sono dotate di piani energetico-ambientali locali. Essi si focalizzano su due concetti principali: promozione di energie rinnovabili e riduzione dei consumi finali. La fonte di energia rinnovabile ora viene vista come sostitutiva della fonte fossile, utile per promuovere l’efficienza energetica. Nei piani regionali si rileva anche una fortissima tendenza a promuovere la green economy: soluzioni innovative, che possono portare alla promozione dei green jobs e dell’occupazione sui temi connessi all’efficienza energetica. Rilevanti anche temi quali smart grid e generazione distribuita, che devono però essere accompagnati anche da un cambio della normativa di riferimento.
Ci sono tanti livelli amministrativi da considerare per l’attuazione dei piani regionali. Molti dei piani proposti non sono poi attuati e non sono attuabili, perché gli enti che producono questi atti programmatori non hanno le risorse per poterle realizzare. Secondo la Regione Piemonte, sarebbe opportuno passare dal PAES singolo al PAES congiunto, in modo che più enti possano collaborare insieme per portare avanti questi piani. Occorre anche uniformare gli strumenti normativo – amministrativi da fare utilizzare a enti, imprese e cittadini nelle diverse Regioni. Alcune Regioni hanno dovuto retrocedere per quanto riguarda la propria normativa e non è stato semplice. Ma tutte le regioni hanno sposato l’idea di omogeneità alla base del nuovo decreto sull’efficienza energetica.
Il concetto di efficienza energetica va in parallelo con quello di crescita economica. Può rimettere in moto mercati economici nazionali e costituire opportunità lavorative di crescita per professionisti, operatori, ESCo, installatori, Pubbliche Amministrazioni, banche ecc.
Il processo che punta all’efficienza energetica permette di uscire dalle criticità, ispirato al finanziamento tramite terzi. Gli edifici pubblici devono avere un ruolo esemplare nel campo dell’efficienza energetica. Esistono tantissimi strumenti finanziari che possono essere utili, ma non sono conosciuti. Il conto termico, ad esempio, è fondamentale: può costituire un aiuto significativo per le imprese, per ridurre il tempo di ritorno degli investimenti. Ci sono anche fondi ordinari della Commissione Europea e fondi asse prioritario 4 (piani regionali) per finanziare l’efficienza energetica degli edifici. I fondi preposti inoltre alla qualificazione dei sistemi professionali possono portare ad una modifica dei comportamenti partendo dal basso.
Sarebbe opportuno mettere alcuni dati a disposizione di tutti: impianti termici, bilancio energetico nazionale e dati di consumo degli edifici pubblici, catasto con gli attestati di prestazione energetica.

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