Efficienza energetica in azienda: il sistema di gestione ISO 50001

Lo standard internazionale Uni En Iso 50001 (nel seguito “Iso 50001”), relativo ai sistemi aziendali di gestione dell’energia, è stato introdotto nel 2011 e nel 2012 ha sostituito il precedente standard europeo Uni Cei En 16001. In Europa una forte spinta per l’adozione di un sistema aziendale di gestione dell’energia è venuta dalla direttiva europea sull’efficienza energetica, finalizzata a ridurre del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020 e recepita in Italia con il Dlsg 102/2014.
Il decreto impone l’obbligo di effettuare audit energetici ogni quattro anni sia alle grandi imprese con più di 250 addetti o 50 milioni di euro di fatturato (o uno stato patrimoniale superiore ai 43 milioni di euro), sia alle imprese di qualunque dimensione ma a forte consumo di energia. L’applicazione alle imprese “energivore” è una caratteristica italiana in quanto la direttiva 27/2012 fa riferimento unicamente alle grandi imprese. Le imprese energivore sono quelle che hanno un consumo energetico superiore ai 2,4 GWh/anno e un’incidenza del costo dell’energia sul fatturato superiore al 3%. Ma, e qui entra in gioco la certificazione Iso 50001, l’obbligo delle diagnosi periodiche decade se l’azienda applica un sistema di gestione conforme alle norme Iso 50001 o Iso 14001, oppure se è registrata Emas (Eco-Management and Audit Scheme).

Perché un sistema di gestione dell’energia conviene
Tutto questo interessa il settore delle costruzioni, sia perché ci sono molte “grandi imprese” secondo la definizione del decreto, sia perché l’elenco delle circa 2.500 aziende energivore comprende una vasta gamma di produttori per l’edilizia: di cemento, calce, elementi in laterizio, pannelli in cartongesso e anche, in funzione delle dimensioni dell’impianto, alcuni di coloro che utilizzano un forno, per esempio i produttori di conglomerato bituminoso.
L’opportunità di implementare e certificare un sistema di gestione Iso 50001 dovrebbe essere attentamente considerata, non soltanto dalle aziende direttamente interessate dagli obblighi del decreto 102/2014, ma in generale da qualunque azienda dove il costo dell’energia giochi un ruolo importante. E questo per diversi motivi. Innanzitutto perché con l’audit su cui si deve basare il sistema di gestione energia si “fotografano” i consumi energetici dell’azienda e si individuano interventi di miglioramento che, con investimenti anche piccoli, consentono risparmi notevoli.
In secondo luogo perché il decreto del 28/12/2012 ha esteso la possibilità di ottenere i Titoli di efficienza energetica (Tee), noti anche come “certificati bianchi”, a qualunque impresa o ente che si doti di un energy manager o di un sistema di gestione dell’energia in conformità alla Iso 50001. E infine, ma non meno importante, il decreto sull’efficienza energetica prevede anche forme di cofinanziamento di programmi presentati dalle Regioni e finalizzati all’adozione nelle piccole e medie imprese di sistemi di gestione conformi alle Iso 50001 e 14001.

I Titoli di efficienza energetica
I Titoli di efficienza energetica (Tee) sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica. Il sistema dei certificati bianchi è stato introdotto nella legislazione italiana dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004 e s.m.i. e prevede l’obbligo per i distributori di energia elettrica e di gas naturale di raggiungere annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in Tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate (Tep). Un certificato corrisponde al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio. Le aziende distributrici di energia elettrica e gas possono assolvere al proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai certificati bianchi oppure acquistando i Tee, che sono monetizzabili, mediante contrattazione bilaterale tra soggetti volontari e soggetti obbligati o mediante vendita sul mercato dei Titoli di efficienza energetica organizzato dal Gme (Gestore dei mercati energetici).
Il quadro normativo nazionale in quest’ambito è stato modificato con il decreto 28 dicembre 2012, che definisce obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico – crescenti nel tempo - per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per gli anni dal 2013 al 2016 e introduce nuovi soggetti ammessi alla presentazione di progetti per il rilascio dei certificati bianchi. In particolare, fra i “soggetti volontari” figurano imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, compresi gli enti pubblici, purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (energy manager) oppure siano certificati Iso 50001 e mantengano in essere queste condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell’intervento.
Il Gse (Gestore servizi energetici) è l’ente preposto all'attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi. Il Gse si avvale del supporto di Enea e di Rse (Ricerca sul sistema energetico) per svolgere questa attività e per verificare anche la corretta esecuzione tecnica e amministrativa dei progetti che hanno ottenuto certificati bianchi, con verifiche a campione sulla regolare esecuzione delle iniziative e sulla loro conformità al progetto approvato e con sopralluoghi in corso d’opera o ispezioni in sito durante la realizzazione del progetto o nel corso della sua vita utile.
L’ottenimento dei Tee deve essere valutato in fase di analisi dell’investimento per un sistema di gestione dell’energia Iso 50001 in quanto può contribuire a ridurre ulteriormente i tempi di rientro.

Gli incentivi per le aziende
Il governo ha dato il via libera al programma destinato a stimolare le piccole e medie imprese a rendere più efficienti i propri consumi energetici. È stato infatti pubblicato l’avviso del ministero dello Sviluppo economico e del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare che consente alle Regioni e Province autonome di presentare programmi finalizzati a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle piccole e medie aziende.
L’iniziativa, prevista dalle norme di recepimento della direttiva sull’efficienza energetica, mette a disposizione 15 milioni di euro nel 2015 per il cofinanziamento di programmi regionali volti ad incentivare gli audit energetici nelle Pmi o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme Iso 50001.
Considerando anche le risorse che saranno allocate dalle Regioni, per le Pmi saranno disponibili 30 milioni di euro a copertura del 50% dei costi che sosterranno per la realizzazione delle diagnosi energetiche o per la certificazione Iso 50001. Si stima che non meno di 15mila Pmi all’anno potranno essere coinvolte in questa iniziativa e che altrettanti progetti di efficienza energetica scaturiranno dalle diagnosi energetiche.
La scadenza per presentare i programmi era stata fissata al 30 giugno 2015, ma l’iniziativa verrà replicata annualmente con analoghe risorse sino al 2020.
Guardiamo allora un po’ più da vicino che cosa significa implementare un sistema di gestione dell’energia secondo lo standard Iso 50001.

Un complemento alle Iso 9001 e 14001
La Iso 50001 rappresenta il complemento "energetico" delle Uni En Iso 9001 sui sistemi di gestione per la qualità e Uni En Iso 14001 sui sistemi di gestione ambientale. La norma di per sé non definisce specifici criteri prestazionali relativi all’energia ma permette a qualunque organizzazione di avere un approccio sistemico alle proprie prestazioni energetiche e un miglioramento continuo, che si traducono in un uso più efficiente dell’energia, con risparmio di costi e riduzione delle emissioni di gas serra.
La Iso 50001 può essere adottata indipendentemente da altri sistemi di gestione oppure integrarsi; per facilitarne l’uso, la struttura infatti è simile alle Iso 14001 e Iso 9001 e la metodologia è la stessa, basata sul “ciclo di Deming” per il miglioramento continuo della qualità: plan – do – check – act. Le aziende già certificate Iso 14001 possono trovare nella Iso 50001 il naturale completamento per migliorare la gestione dell’energia e il risparmio conseguente. Quelle che non lo sono ma che ritengano critico l’aspetto dei consumi energetici possono adottare un sistema di gestione dell’energia e valutare in seguito se mettere sotto controllo tutte le tematiche ambientali legate alla propria attività sviluppando un sistema di gestione per l’ambiente secondo lo standard Iso 14001.
In ogni caso la certificazione da parte di un ente terzo dei sistemi di gestione adottati consente sia di avere una verifica indipendente sull’efficacia di quanto messo in atto, sia di dare visibilità al proprio impegno al risparmio e al rispetto dell’ambiente.

Fornaci virtuose
Il settore dei laterizi rientra in quelli a forte consumo di energia interessati dalle prescrizioni del Dlgs 102/2014 sull’efficienza energetica. Andil nei mesi scorsi ha svolto, con la collaborazione di Syneco, un progetto cui hanno partecipato 36 aziende associate, finalizzato a valorizzarne i miglioramenti sul piano energetico. Il progetto si è concluso con l’inoltro della richiesta dei certificati bianchi e ha consentito di valutare che l’implementazione e la certificazione di un sistema di gestione dell’energia Iso 50001 nelle fornaci associate ad Andil costituirebbe un valore aggiunto per le aziende, sia in termini di risposta agli obblighi di legge, sia per mettere a valore quanto già finora effettuato e conseguire sempre migliori prestazioni energetiche con risparmio di costi.
Con questo obiettivo un gruppo di lavoro di esperti Andil, Syneco e ICMQ ha redatto una Linea guida per l’efficace implementazione di un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma Iso 50001 per il settore dei laterizi. La check list costituisce il riferimento per l’audit di certificazione, ma potrà anche essere utilizzata dalle aziende “certificande” per un check preventivo sullo stato del proprio sistema di gestione.
Un percorso virtuoso di filiera che potrebbe servire da buona pratica per altri settori delle costruzioni ad alto consumo di energia.