Energy manager: compiti e requisiti

 

Dal gennaio 1991 in Italia la legge 10, emanata il 9 gennaio di quell'anno, prevede che gli edifici siano dotati di un attestato di certificazione energetica e le imprese, con consumi di energia superiori ad una determinata soglia, abbiano nel proprio organico un energy manager.
Nel primo caso - certificazione energetica degli edifici -  i decreti attuativi, la cui emanazione era prevista dalla legge 10/91 entro 180 giorni, sono arrivati nel luglio 2005, dopo 180 mesi.
Nel secondo caso, nomina dell'energy manager, senza far troppo rumore, le aziende obbligate sono, come si suol dire, "in pista".
Sono obbligate alla nomina dell'energy manager le imprese industriali che hanno un consumo di energia globale annuo superiore alle 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio (tep; 1 tep = 5.350 kwh di energia elettrica o 1.200 mc di gas metano) e le imprese terziarie con un consumo superiore alle 1.000 tep.
 
L'elenco degli energy managers nominati è tenuto dalla FIRE (http://www.fire-italia.org) ed è scaricabile gratuitamente.
I compiti dell'energy manager (che la legge definisce "responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia") sono ben descritti dalla recente circolare ministeriale del 18 dicembre 2014: Il Responsabile si configura come una figura con funzioni di supporto al decisore in  merito  al miglior  utilizzo dell’energia nella  struttura  di sua  competenza".

Di fatto l'energy manager deve ottimizzare l'uso dell'energia attraverso 6 passi fondamentali:
1) conoscere i consumi aziendali, mediante la redazione di diagnosi energetiche e l'individuazione di indicatori di consumo specifico (rispetto all'unità di prodotto se industria, ai posti letto se ospedale, ai clienti, al personale presente se terziario, alla superficie riscaldata se edifici, etc);
2) ridurre gli sprechi e le dispersioni (migliorando le coibentazioni su tubazioni o pareti, le perdite sui circuiti di aria compressa o sulle condotte di acqua, etc) o recuperando le perdite (recupero di calore da forni, etc);
3) ottimizzare la trasformazione dell'energia (motori elettrici, compressori o generatori di calore ad alto rendimento, lampade a led, etc);
4) migliorare la gestione di impianti ed edifici ed i comportamenti delle persone nell'utilizzo dell'energia;
5) monitorare l'andamento dei consumi ("non posso gestire ciò che non misuro");
6) acquistare l'energia sul mercato alle migliori condizioni economiche possibili.

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