Codice Appalti, Ivan Ceola: necessaria chiarezza nei limiti di competenza

16/07/2015 2085

Riforma del Codice degli Appalti: intervista all’ing. Ivan A. Ceola, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia

Per conoscere il punto di vista dei professionisti sulla nuova riforma del Codice degli Appalti, INGENIO ha rivolto qualche domanda ad alcuni Presidenti di Ordini territoriali.

1) Caro Presidente, la riforma del Codice degli Appalti prevede due nuovi Albi, quello dei Commissari (in seno all’ANAC) e quello dei Direttori Lavori (in seno al MIT). Un nuovo strumento di qualifica ma anche una nuova area di selezione per i professionisti. Pensi che sia un passaggio utile per le costruzioni e per i professionisti ?

Riguardo i due "nuovi Albi" previsti nella riforma del Codice degli Appalti, di principio sarei nettamente contrario per almeno due motivi:
- l'ulteriore delegittimazione dei titoli di studio, conseguente, e soprattutto il non riconoscimento di fatto della formazione continua obbligatoria vigente dal gennaio 2014;
- l'introduzione surrettizia di qualifiche e "competenze" anche per professionisti " incompetenti" per legge.
Mentre pragmaticamente potrei concordare per l'Albo dei Commissari (in seno all'ANAC), se veramente consentiranno una rotazione degli incarichi e riguarderanno effettivamente professionisti esperti e competenti, e non funzionari ministeriali......
Sull'Albo dei Direttori dei lavori (in seno al MIT) ho invece molti dubbi, in quanto, se da una parte si va verso una migliore professionalità e competenza, dall'altro si impedisce concretamente ai giovani di esercitare tale tipo di attività.

2) Fino ad oggi nel testo in circolazione si parla poco di digitalizzazione degli appalti e, soprattutto, dei processi di progettazione e gestione della realizzazione. Credi che sia corretto essere prudenti su queste innovazioni o che la norma dovrebbe fare un salto di qualità sul futuro delle costruzioni ?

Il futuro ormai è un futuro informatico. Pertanto sono favorevole alla digitalizzazione degli appalti. Però con gradualità, al fine di evitare più danni che utilità.

3) Tra gli obiettivi del nuovo codice anche l’esigenza di avere più controlli nei cantieri, Ma più controlli significa anche più presenza, che fa a pugni con la logica del massimo ribasso. Non ritiene che la quota relativa ai controlli dovrebbe essere trattata come quella sui costi sulla sicurezza, ossia non ribassabile, e quindi affidata sulla base della sola qualità dell’offerta ?

Premesso che non sono i maggiori controlli che qualificano un appalto di lavori, ma la serietà e la capacità dell'appaltatore, i fatti dimostrano che troppi controlli non sempre ottengono migliori risultati, specie se gli stessi si riducono a pratiche cartacee, vedasi ad esempio proprio il Coordinamento della sicurezza.
Quanto al professionista Direttore dei lavori e ad eventuali controllori di cantiere, concordo pienamente sulla necessità di escludere ogni ribasso contrattuale.
Del resto qualsiasi attività professionale andrebbe valutata per la qualità dell'offerta, la competenza e capacità, l'impegno, e non sull'importo economico dell'offerta stessa.
I nostri vecchi dicevano: "chi più spende, meno spende".

4) Cosa dovrebbe essere assolutamente inserito in questo Codice in relazione all’attività dei professionisti ?

L'inserimento chiaro, una volta per tutte, di quali sono i limiti di competenza delle varie categorie professionali che intervengono negli appalti, sia pubblici che privati.