Valorizzazione della Darsena a Milano

Il laterizio tra i protagonisti dell’importante progetto di riqualificazione milanese

Progetto: Doardo Guazzoni, Paolo Rizzatto, Sandro Rossi, Studio Bodin e Associati

Milano è legata al territorio circostante attraverso una rete di canali che trovano sbocco alla Darsena, localizzata lungo il perimetro delle Mura spagnole.
Nel 2004 il Comune aveva bandito un concorso di progettazione a inviti per la valorizzazione dell’area, per ottemperare a un obiettivo programmatico che prendeva in considerazione tutta l’area dei Navigli e che era determinato come conseguenza dell’attuazione, al di sotto del bacino acqueo, di un parcheggio da 700 posti.
A seguito di proteste da parte di abitanti del quartiere, contrari a interventi sul traffico di quel tipo, i lavori per il parcheggio sono stati sospesi e il progetto Darsena accantonato per lungo tempo.
Con i programmi di Expo 2015, che hanno preso comunque in considerazione la valorizzazione paesaggistica della città, dei Navigli e della rete irrigua, si è voluto considerare la riqualificazione della Darsena e dell’area contigua come il punto di partenza del più complesso progetto denominato le «Vie d’Acqua» e, grazie alla società Expo, il progetto di concorso ha così potuto essere sviluppato in esecutivo e realizzato.
L’area della Darsena è parte di un vasto luogo a destinazione civile, commerciale e di incontro, legato a monumenti (le chiese di San Lorenzo, Sant’Eustorgio, l’Arena romana), che conserva anche i caratteri di borgo fuori le mura.

La sistemazione di un’area così vasta, centrale e così ricca di storia, per il godimento della collettività, è sicuramente un avvenimento epocale e un atto che può rendere la città oggettivamente accogliente.
Ugualmente si può ritenere un atto di ponderata consapevolezza scientifica la scelta a suo tempo effettuata, da parte della giuria, di attribuire la vittoria al gruppo di architetti italo francese e al loro progetto che si è posto l’obiettivo di recuperare, attraverso gli strumenti propri dell’architettura, il ruolo e il valore da essi ricoperto nella città.
Esso ha memoria delle mura seicentesche; riqualifica le due piazze (Cantore e XXIV maggio), per ricordarne la vecchia funzione di porte, sugli assi di ingresso alla città e di luoghi a vocazione mercantile; rende le sponde approdi di una nuova percorribilità turistica.
Si valorizza il sistema dell’acqua, rendendolo simbolo dell’attivismo produttivo, del desiderio cittadino di disporre di spazi per il divertimento, del rispetto verso la natura.

Un nuovo assetto unitario e riconoscibile emerge grazie al muro in mattoni e granito che delimita la lunga passeggiata, creata sul bordo della darsena, con rampe di salita, scale, passaggi, chioschi, locali di deposito, servizi e attrezzature per lo svolgimento di spettacoli all’aperto.
Con le opere si è ampliato il bacino della Darsena verso la piazza XXIV maggio, tramite lo spostamento della presa del Ticinello e si è ottenuto un terrapieno che è il basamento del nuovo edificio del mercato, in ferro e vetro, sostitutivo del precedente mercato coperto; l’arco del Cagnola è divenuto fulcro di uno spazio pedonale e prospettico; lungo il viale D’Annunzio, è stato rettificato uno sperone proteso verso il bacino, secondo la forma rilevata da Beruto nel 1884.
Con pietra e mattoni a vista si sono realizzate le pavimentazioni e il muro d’argine; la sponda meridionale è stata ampliata e la banchina forma ora un nuovo approdo per la navigazione.

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Si ringrazia ANDIL per la pubblicazione dell'articolo.
 


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