BIM: Domanda e Offerta nell'Era della Digitalizzazione

Il Governo Italiano sta ora procedendo, con grande determinazione, nella configurazione dei tratti distintivi delle Politiche per la Quarta Rivoluzione Industriale, nell'ottica quinquennale del medio periodo, stimando, per la competitività del Paese, un fabbisogno complessivo di investimenti dell'ordine di alcune decine di miliardi di Euro.

Ciò pone un pesante interrogativo al Comparto delle Costruzioni, relativamente al modo di esserne incluso, pur conservando le proprie specificità che non sono ovviamente ascrivibili letteralmente a quelle del Settore Manifatturiero.

Per prima cosa, appare oggi possibile delineare i lineamenti della prossima, attesa, Industria dell'Ambiente Costruito, che si articola a partire dal trinomio Circolare/Digitale/Sociale, come vediamo in molte iniziative.

In realtà, i tre termini invitano, anzitutto, nell'ambito, per così dire, dell'Analogicità, a chiarire le modalità di Collaborazione e di Integrazione tra i tessuti committenti, professionali e imprenditoriali, strettamente legati, ma altrettanto strettamente conflittuali, in funzione di modi di abitare (di risiedere, di lavorare, ecc.) che siano più virtuosi, ma anche, e, in ispecie, più personalizzati (partecipati) ed evolutivi (flessibili).

Tutto sommato, le modalità etiche e partecipative, caratteristiche del pensiero architettonico contemporaneo, curiosamente (?) si approssimano a modelli di affari della Smart City, legati a tracciabilità e intelligence, che la componente meno umanistica, più tecnocratica, di questo fenomeno sembrerebbe oscurare: le istanze produttivistiche e comportamentali di impiego ottimizzato, situazionale e variabile dello spazio di lavoro del Cognitive Building non sono, poi, così distanti dal Co-Working...

Certo: i linguaggi appaiono ancora molto distanti, alcuni più colti, altri più imprenditivi.

Se volessimo, poi, trasporre la questione nell'ambito della Modellazione Informativa, dovremmo affermare che si tratti, in primo luogo, di concordare quadri contrattuali che disciplinino consensualmente e chiaramente quelle Identità e quelle Responsabilità che la Digitalizzazione, appunto, stressa e sollecita.

In altri termini, l'urgenza, per il Settore, di far fronte a un cambio di paradigma nelle Politiche Economiche e Industriali del Paese sollecita immediatamente un confronto franco e aperto sulle tensioni che, da molto tempo, agitano i diversi ambiti che gravitano attorno al Comparto, così da dirimerle positivamente, per quanto gradualmente e faticosamente, al di fuori di luoghi di confronto meno prospettici.

In secondo luogo, ammesso che si trovi una sintesi tra le diverse istanze, tutte legittime, ma altrettanto parziali, non vi ha dubbio che lo stesso passaggio alla scala urbana e territoriale degli Interventi e degli Investimenti imponga un riassetto dei principii organizzativi all'insegna dei processi aggregativi intra- e inter-settoriali e delle economie di conoscenza.

Analogamente, in termini di Gestione Informativa, ciò richiederebbe la condivisione di modelli di affari e di soluzioni organizzative capaci di affrontare il cambiamento di scala, ma anche di livello, legato alla Rigenerazione, al Rammendo, alla Riqualificazione, alla Sostituzione.

E' ovvio, tuttavia, che la risoluzione concertata dei quadri contrattuali e degli assetti organizzativi consegnerebbe al Settore Operatori in grado di affrontare le sfide del Mercato, o meglio dei Mercati, in maniera tradizionale, nel senso che, sul medio-lungo periodo, Connettività e Cognitività, di componenti dell'Opera come dell'Organismo Edilizio o Infrastrutturale stesso, conducono il Cespite ad assumere ruoli inediti, a permettere, nel Ciclo di Vita, in maniera evolutiva, di erogare Servizi in relazione alla Persona (all'Utente, all'Occupante).

Ciò, più di ogni altro agente, potrebbe richiedere a rinnovati Operatori del Settore di stabilire alleanze con e, soprattutto, di ragionare nei termini di altri Competitori, come le ICT Company e le Public Utility, proprio perché la Digitalizzazione (ma anche la Circolarità e la Socialità) evocano categorie di Intangibilità, di Immaterialità, che sono poco familiari al Settore.

In definitiva, al Comparto si prospetta un doppio movimento:

  1. risolvere problemi annosi in modo da dar vita, in un contesto domestico e comunitario, di Intervento sul Costruito, a modelli convenzionali maggiormente efficaci e produttivi;
  2. intraprendere un viaggio dal destino incerto nei confronti di un ambiente in cui le identità assodate potrebbero essere poste in profonda discussione.

Naturalmente, è possibile, se non probabile, che si preferisca affrontare l'evoluzione dei mercati con i contenuti divisivi attuali e cercando di rafforzare esclusivamente le dimensioni note dell'Oggetto e della sua Materialità. Non è un caso, infatti, che le retoriche di ciascuna parte in causa del Settore cerchino di rafforzare le logiche settoriali, in maniera talora autoreferenziale, quale riflesso difensivo e consolatorio di una dinamica trasformativa implicitamente temuta.

La Digitalizzazione, come sottofondo, pone, tuttavia, una grande occasione sia alla Domanda sia all'Offerta, in una prospettiva tendenzialmente Partenariale o, almeno, Collaborativa.

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