La rappresentazione come nuovo modello di sviluppo economico

Progettare in ambito BIM: dal project management alla project visualization
La capacità di comprendere meglio il senso profondo della cosa è lo scopo attribuito dalla fenomenologia di Husserl (1) alla rappresentazione e, chiaramente, questo può essere considerato il presupposto al cambiamento metodologico operato dai sistemi BIM. Scegliere di operare nell'ambito della modellazione informatizzata può garantire, certamente, la comprensione e la gestione di tutte le parti del processo edilizio sino alla valorizzazione, migliorando non solo la collaborazione e l’interoperabilità fra i diversi attori, ma trovando la sua ragion d’essere in quell’aspetto fondamentale che è l’economia.
L’uso di prodotti software BIM Based (AutoDesk, Nemetschek, Bentley, Graphisoft, Solibri,Tekla, Novapoint, DDS-CAD, EnergyMep, Vico, RIB iTWO, Aconex Suite, ecc…) permette la gestione e l’integrazione del dato numerico di tutto il workflow, per le diverse figure professionali che concorrono alla redazione dello stesso, permettendo il massimo controllo e flessibilità progettuale. In quest’ottica tutto è progettato in tre dimensioni e l’atto di estrazione delle proiezioni mongiane non è altro che una rappresentazione temporanea del linguaggio dell’architettura che, nel suo intero processo di gestazione, mantiene il carattere numerico tridimensionale. Gli scanner tridimensionali (laser, ottici, ecc…) rappresentano una tecnologia di acquisizione dati metrici utilizzata in molteplici settori: architettonico, cantieristico, infrastrutturale e, chiaramente, nel restauro. Ad oggi le geometrie che strutturano i sistemi BIM e le clouds of point (generate dai sistemi di acquisizione tridimensionale) sono strutturalmente diversi.

I BIM si basano sulla descrizione della geometria partendo da un numero di parametri definiti o definibili (questo nei sistemi più complessi, migrati spesso dai sistemi CAD meccanici), mentre le nuvole di punti non sono altro che milioni di coordinate geometriche ovvero “punti” nello spazio. Sebbene il peso informatico di tali dati rilevati possa rappresentare un ostacolo, divengono essi stessi la forza del sistema: numerosi dettagli, al servizio delle diverse competenze, che svincola gli operatori all'accesso del cantiere gestendo così l'intero organismo costruito in sede separata.
I sistemi BIM utilizzano un motore informatico moderno, complesso e strutturato che permette di andare ben oltre la geometria stessa (si pensi all’utilizzo della semantica per la descrizione/interrogazione dei modelli, la possibilità di attribuire alla geometria caratteristiche di peso, resistenza, caratteristiche termiche, di computo, ecc.).

I modelli BIM non sono solo rappresentativi, ma sono “realtà virtualizzate” con una capacita intrinseca di interrogazione e analisi progettuale/conservativa/divulgativa/materica/numerica/ecc..extra-visualizzativa. Ecco perché i modelli BIM rappresentano il presente della buona progettazione dove le caratteristiche meccaniche, di computo ed energetiche diventano spesso più importanti a livello qualitativo e normativo-autorizzativo del progetto stesso.

(1) E. HUSSERL, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale. Il saggiatore, 2008

Integrazione di processi nelle piattaforme informatiche: dalla nuvola di punti al progetto BIM.

 

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