RILEVIA per il rilievo speditivo delle costruzioni in aree soggette a fenomeni idrogeologici

Il rilievo speditivo delle costruzioni in aree soggette a fenomeni idrogeologici è un tema attuale e di grande interesse. Sul territorio nazionale il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e rappresenta un problema di notevole importanza, con un elevatissimo impatto sociale ed economico. Negli ultimi anni sempre più spesso si è manifestata l’esigenza di effettuare rilievi speditivi delle costruzioni localizzate in zone caratterizzate da fenomeni idrogeologici, sia in caso di post-evento a seguito di frane o alluvioni, sia per l’analisi dello stato attuale e la valutazione della vulnerabilità delle costruzioni a questo tipo di fenomeni. RILEVIA (acronimo di RILievo di Edifici Vulnerabili a fenomeni geologici, Idrogeologici e Alluvionali) nasce proprio come risposta a questa esigenza.

RILEVIA è una applicazione per smartphone e tablet sviluppata dallo spin off di ricerca e consulenza StroNGER per la valutazione della vulnerabilità delle costruzioni esistenti ai fenomeni geologici e idrogeologici. Nasce come risposta a una serie di lacune riscontrate negli attuali strumenti per il rilievo speditivo e si propone come strumento innovativo per un rilievo oggettivo, esaustivo e per il quale i dati raccolti siano facilmente catalogabili e condivisibili. E’ strutturata con un approccio multi-livello, basato sulla compilazione informatizzata di interfacce sequenziali che partono dal rilievo del territorio in cui sorge l’edificio ed arrivano al rilievo delle fessure all’interno delle singole unità immobiliari. 

INTRODUZIONE
Negli ultimi anni, l’Italia è stata interessata da numerosi eventi di natura idrogeologica, anche dagli effetti devastanti, che hanno evidenziato una situazione di dissesti generalizzati che interessano gran parte del territorio nazionale. Tra i fattori naturali che predispongono il territorio ai dissesti idrogeologici, rientra la sua conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi. Il rischio idrogeologico è inoltre fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano e aumentato l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.

Si sottolinea che quando si parla di dissesti idrogeologici non si intendono solo frane e alluvioni. Si ha un dissesto idrogeologico quando il territorio non e? più in equilibrio e, attraverso un evento erosivo e deposizionale, si assesta in una nuova condizione di equilibrio. In questo senso possono essere considerati dissesti idrogeologici anche gli sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura (i sinkhole), la subsidenza delle zone pianeggianti, l’erosione e la perdita di terreno, l’arretramento delle coste.
A causa della diffusione capillare di questi dissesti, il problema del rilievo speditivo delle costruzioni in zone a rischio è un tema estremamente attuale. Nella pratica comune, durante i rilievi speditivi delle costruzioni, a partire da quelli finalizzati alla redazione di testimoniali di stato o di perizie statiche sulle costruzioni fino a quelli per le verifiche di agibilità a seguito di eventi eccezionali quali sismi o frane, il tecnico compila delle schede in forma cartacea prestampate finalizzate alla registrazione di una serie di informazioni sulla costruzione (dati catastali, geometria, tipologia strutturale, fondazioni, materiali, funzionamento statico, descrizione degli eventuali danneggiamenti, etc). Alla fine della compilazione il tecnico, sulla base di quanto osservato, deve inserire una valutazione sulla vulnerabilità della costruzione. Un rilievo di questo tipo viene denominato “speditivo” perché la scheda viene interamente riempita in loco e alla fine del rilievo si ha già a disposizione un “voto” sintetico riassuntivo delle condizioni strutturali. Questo modo di operare è ormai consolidato nel caso di rilievi post-sisma di aree urbane ed ha il vantaggio di permettere di catalogare numerose costruzioni in poco tempo. La scheda più famosa in questo senso è la scheda AeDES utilizzata in forma cartacea dal Dipartimento della Protezione Civile (AeDES, 2000; Baggio et al., 2002), finalizzata al rilievo post-sisma.
Questo approccio è però caratterizzato da alcune limitazioni significative. Le limitazioni riscontrate riguardano sia le modalità di rilevamento e valutazione del singolo edificio sia le possibilità di successivo riutilizzo della base di conoscenza ottenuta dai rilievi, aspetto fondamentale per la progettazione di eventuali interventi di consolidamento.
Inoltre, le schede che comunemente vengono utilizzate sono nate per il rilievo di costruzioni in caso di eventi sismici mentre non esistono schede esaustive per il rilievo delle costruzioni in zone soggette a dissesti idrogeologici.
Partendo dall’osservazione di queste problematiche sono stati effettuati degli studi approfonditi sulla tipologia di informazioni da rilevare, sul livello di dettaglio e sui meccanismi di danneggiamento tipici delle costruzioni soggette a fenomeni idrogeologici. Tutte queste informazioni sono state integrate in una applicazione per smartphone e tablet sviluppata ad hoc, RILEVIA, che come dice il nome (RILievo di Edifici Vulnerabili a fenomeni geologici, Idrogeologici e Alluvionali) è specificatamente finalizzata al rilievo informatizzato degli edifici in zone soggette a fenomeni idrogeologici.
L’informatizzazione della procedura di rilievo porta vantaggi dal punto di vista della qualità del rilievo e per il successivo utilizzo dei dati, sia in termini di catalogazione sia per quanto riguarda la condivisione tra i diversi attori che operano sulla costruzione.

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