Innovazione tecnica e progettazione: quale futuro? intervista a F. Daniele, Tecnostrutture

Per conoscere più da vicino quale sia la reale percezione e utilizzo di quelli che sono gli strumenti più innovativi nel campo della progettazione abbiamo voluto chiedere il punto di vista, il commento a chi sta quotidianamente a contatto con committenze nell’ambito delle costruzioni.

Intervista a Franco Daniele, fondatore e presidente di Tecnostrutture s.r.l, azienda con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e produzione di strutture prefabbricate e miste acciaio-calcestruzzo NPS® e Stefano China, direttore tecnico dell’azienda.

  

L’evoluzione dei software e dei loro linguaggi, delle reti digitali, dell’hardware e, non per ultimo, della cosiddetta Internet of Things sta di fatto rivoluzionando il modo di progettare nelle costruzioni. Quali sono a vostro parere le innovazioni che più stanno cambiando l’approccio e la realizzazione del progetto?

Sta cambiando la mentalità: c’è maggiore rispetto per il progetto architettonico ed una spiccata ricerca della precisione. Si adottando sempre più spesso tecnologie e materiali innovativi come ad esempio l’alluminio, il carbonio, il vetro o le strutture miste per garantire la realizzazione di un progetto adeguato alla sua concezione architettonica. La cura e la precisione stanno predominando in un mondo che fino a qualche anno fa parlava in centimetri e di tolleranze imbarazzanti.

Di conseguenza, si inizia anche a progettare con una mentalità diversa – mutuata dal settore dell’automotive – concependo l’edificio come un prodotto completo, composto da più parti che devono coesistere sia in fase di progettazione che di realizzazione, senza inconvenienti.

In questo articolato contesto, la possibilità di dialogare in tempo reale con gli attori del progetto tramite uno strumento comune – il software BIM – che fa emergere le interferenze in modo oggettivo e adegua coerentemente il progetto, risulta determinante per lavorare in modo ragionato ed efficiente.

Parlare oggi di innovazione tecnica non può prescindere dall’utilizzo di strumenti come il Building Information Modeling. Da quanto tempo la vostra azienda opera in ambito BIM? Lo utilizzate solo quando richiesto o per scelta aziendale?

Abbiamo iniziato ad impiegarlo da circa un anno per nostra scelta, coscienti di essere dei precursori, almeno in Italia, dove è un linguaggio che una grande parte di professionisti ancora non conosce.

Da allora lo impieghiamo sempre e abbiamo eliminato tutti i precedenti programmi.

 Per operare con il BIM è necessario che tutta la filiera sia in ambito BIM o comunque si registrano vantaggi per i singoli soggetti?

Trasformare tutta la filiera sarebbe certamente la soluzione migliore perché significa minimizzare i tempi di lavoro di tutti, a fronte di un investimento economico iniziale. Nel nostro caso si aggiunge un ostacolo in più poiché gran parte della filiera utilizza un software proprietario e quindi è stato necessario svilupparne l’interfaccia bidirezionale con Tekla.

Tuttavia i vantaggi per il singolo che decide di lavorare in ambito BIM sono tangibili da subito. Nel nostro caso, ad esempio, abbiamo accorciato la filiera progettuale tra ufficio tecnico e stabilimento avendo già come output progettuale la distinta di produzione e la contabilizzazione dei prodotti.

Lavorare in 3D ci permette di affrontare già in fase progettuale eventuali interferenze che diversamente si evincerebbero solo in cantiere. Così siamo più veloci e più precisi. Inoltre, mettendo a breve a disposizione dei nostri clienti la libreria BIM degli elementi NPS®, siamo convinti di offrire loro un servizio estremamente utile e di acquisire come azienda un vantaggio competitivo.

La confidenza e l’esperienza che stiamo sviluppando in ambito BIM ci permetterà nel medio periodo di trasmettere sempre maggiore affidabilità ai progettisti, offrendo delle certezze in questo nuovo linguaggio di progettazione.

La possibilità da parte del progettista di utilizzare strumenti di modellazione e simulazione (soprattutto architettonica e impiantistica) porterà dei vantaggi alla professione o aggiungerà solo ulteriori oneri ?

Noi stimiamo dei vantaggi perché ci sarà l’immediata verifica della compatibilità della progettazione del singolo con quella fatta a monte e quella impiantistica a valle. Il tutto in modo oggettivo, tramite una piattaforma indipendente dagli interessi di ciascuno.