Quattro padiglioni dalle forme incredibili stampati in 3D

 
Ci sono poche cose che un amante del design ama più di un padiglione sperimentale: un padiglione sperimentale stampato in 3D.

L'obiettivo della stampa in 3D nelle costruzioni è da tempo quello di costruire qualcosa sempre più grande; recentemente, tuttavia, l'attenzione si è spostata al livello dei componenti e dei sistemi dove l'enfasi è sul dettaglio e il gioco si sviluppa su scala. E mentre i padiglioni non sono affatto un nuovo modo di testare le idee di progettazione, un numero crescente di architetti e designer si sta concentrando nella ricerca della stampa 3D per dar vita a strutture dalle forme innovative, caratterizzate da costruzioni di blocchi e pannelli che dimostrano come la tecnologia potrebbe (eventualmente) essere utilizzata per costruire in larga scala.
Di seguito alcuni progetti recenti di stampa in 3D.

Ronald Rael e Virginia San Fratello, architetti di San Francisco, hanno fondato Emerging Objects come propaggine di ricerca e sviluppo del loro studio di architettura omonimo per esplorare i modi di coinvolgere la stampa 3D con il loro lavoro. Tra i loro ultimi progetti c’è Bloom, una struttura indipendente che misura circa 2,7 metri di altezza e una superficie di un 1,2 metri quadrati: è composta da 840 blocchi stampati in 3D, personalizzati e realizzati in un polimero di ferro non ossidato e cemento Portland. La coppia ha anche esplorato la stampa 3D in fibra di legno, nylon, sale, tè e cioccolata; e si sono dilettati anche con la plastica convenzionale. La loro cupola Star Lounge è composta da 2.073 pannelli esagonali stampati in bioplastica (PLA) i cui colori corrispondono alla loro posizione nella struttura, facilitandone l'installazione e risultando un motivo ripetuto. In Emerging Objects hanno utilizzato stampanti Desktop 3D della MakerBot, che gestivano simultaneamente più di 100 stampanti per fabbricare i pannelli, che sono stati successivamente a assemblati a mano.

In occasione del SXSW (South by Southwest), la 3M, creatore di post-it, scotch, e pellicole architettoniche, ha creato Lifelab, un padiglione modulare plasmato da tubi di alluminio rivestiti in polvere con lunghezze personalizzate, uniti con più di 1.200 connettori snap-fit stampati in 3D. L'azienda ha lavorato con la ditta di New York Softlab e l’agenzia pubblicitaria BBDO per creare la struttura esterna, che è stata messa in mostra ad Austin, in Texas, presso il Brush Square Park dal 13 al 15 marzo. La cornice del padiglione si è sdoppiata in un soffitto, un divisore di spazio e un display rivestito da una sottilissima pellicola Dichroic staccabile, trasformando l'interno in un caleidoscopio colorato.

Tra i lavori in 3D della Skidmore, Owings & Merrill da segnalare un alloggio stampato: un involucro a coste che condivide energia rinnovabile con un’auto, anch’essa stampata in 3D, che le permette di rimanere off-grid durante i periodi di punta di utilizzo dell’energia elettrica. Progettato in collaborazione con l'US Department of Energy di Oak Ridge (Tennessee), il Laboratorio Nazionale di Maryville (Tennessee) dove ha base il produttore, Clayton Homes, e la Facoltà di Architettura e Design dell'Università del Tennessee, il prototipo, alto 12 piedi, lungo 38 e alto 13, è formato da una serie di pannelli in polimero rinforzato in fibra di carbonio stampati in 3D, post-tesi con barre in acciaio per la stabilità. Il prototipo è stato concepito come un micro-rifugio per operazioni di soccorso o alloggio per studenti, comunque producibile in serie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La struttura ispirata ad un baco da seta sembra essere il più grande padiglione architettonico al mondo stampato in 3D. Situato nell'atrio del complesso di uffici Parkview Green a Pechino e fabbricato dalla società locale Laboratory for Creative Design, Vulcan è un’installazione al Design Week 2015 in corso a Pechino. La costruzione arcuata del padiglione tipo bozzolo include più di 1.000 blocchi stampati in 3D che hanno avuto bisogno di 20 stampanti su larga scala e un mese per la produzione, più 15 persone impiegate ad assemblare per quasi due settimane. La forma risultante rimanda a una costruzione vera e propria del baco da seta, il Padiglione della Seta del 2013 della Mediated Matter Group del MIT, che ha abbinato un braccio robotico per stampare il fotogramma ad un esercito di bachi da seta vivi per riempire i vuoti con il loro filo. “Anche se sintetico, Vulcan, lungo circa 8 metri e alto 3, è modellato su un fungo atomico o un pennacchio di fuoco, - dicono i suoi creatori - che evoca il suo omonimo, il dio romano del fuoco.”