Padiglione Germania a Expo Milano 2015: intervista a Lennart Wiechell

Il Padiglione e gli spazi espositivi

Il Padiglione della Germania ad Expo Milano 2015 è sintetizzato nel motto “Field of ideas”, ovvero un “Campo di idee”: è espressione architettonica della forma di campi e prati, con leggera pendenza, dove invece di piante crescono “idee”. La vegetazione è comunque rappresentata da numerose strutture tese verso l’alto, con copertura a membrana, che richiamano la forma delle foglie e che coprono i percorsi, creando un’immagine suggestiva e rievocativa della natura.
Nell’edificio si fa largo utilizzo del legno, materiale naturale per eccellenza, per richiamare ulteriormente l’idea di natura. La facciata ha una struttura lamellare ad andamento orizzontale. Il Padiglione e gli spazi esterni connessi si sviluppano su più livelli, comprendendo anche una piazza aperta a gradoni per i visitatori.
All’interno del Padiglione è presente una mostra multimediale, un viaggio attraverso suolo, acqua, clima e biodiversità, per scoprire come queste sono collegate all’alimentazione e al mondo della produzione e del consumo. Lo spazio indoor è costituito da forme organiche. Al termine del percorso è previsto uno spazio interattivo, dove i visitatori ricevono una “Seed Board”, con cui possono interagire con testi, immagini, filmati e giochi.

Alcuni temi toccati nell’esposizione multimediale tedesca:

- Il recupero del fosforo come fertilizante essenziale per le piante (Deutsche Phosphor Plattform [Piattaforma Tedesca per il Fosforo] e Berliner Wasserbetriebe [Impresa per la gestione idrica di Berlino])
- Cicli dell’acqua e della materia sostenibili nello spazio urbano (Progetto pilota Hamburg Water Cycle)
- Principi e applicazione delle colture alternate in agricoltura, per salvaguardare la produttività del terreno (Stiftung Oekologie & Landbau)
- Agroforestazione come prevenzione dei fenomeni di erosione e per stabilzzare l’equilibrio idrico (Technische Universität di Cottbus-Senftenberg)
- Agrofotovoltaico: utilizzo combinato di superfici per l’energia e l’agricoltura (Fraunhofer Institut für Solare Energiesysteme e Università di Hohenheim)
- Acquacoltura Offshore, una combinazione di allevamento ittico ed energia eolica (AlfredWegener-Institut e Helmholtz-Zentrum für Polar - und Meeresforschung)
- la Banca dei geni di Gatersleben, una delle più grandi al mondo per le piante da coltura (Leibniz-Institut für Pflanzengenetik und Kulturpflanzenforschung)
- protezione e salvaguardia della biodiversità genetica degli animali da allevamento sull’esempio di alcune specie di suini, bovini e pollame a rischio (Gesellschaft zur Erhaltung alter und gefährdeter Haustierrassen [Società per la preservazione delle razze di animali domestici antiche e a rischio])
- la ricerca interdisciplinare dell’università di Bonn sul tema dell’industria lattiera con il progetto CIDRe, che non parla soltanto di latte buono e sano, ma anche della qualità di vita e delle condizioni di allevamento dei bovini in stalla
- marchi ed etichettature, che mirano a garantire al consumatore maggiore trasparenza all’acquisto in merito all’origine del prodotto.
Muovendosi verso l’alto del Padiglione, si subentra nel “giardino delle idee”, che è un vero e proprio giardino, e all’interno di una cucina, approfondendo la cultura alimentare tedesca e progetti tedeschi inerenti l’educazione scolastica in campo alimentare.

Autori
Su incarico del Ministero federale dell’Economia e dell’Energia, la Fiera di Francoforte ha affidato al gruppo di lavoro “Deutscher Pavillon Expo 2015 Mailand” (ARGE) la realizzazione del Padiglione Tedesco. ARGE, in qualità di contraente generale, è responsabile della progettazione e della costruzione del Padiglione Tedesco, nonché dell’esposizione al suo interno. SCHMIDHUBER, di Monaco, firma il progetto degli spazi, l’architettura e il masterplan. Milla & Partner, di Stoccarda, è responsabile della progettazione dei contenuti, dell’allestimento e dei diversi medium espositivi. Nussli, di Roth presso Norimberga, si occupa della gestione del progetto e della fase costruttiva.

Intervista a Lennart Wiechell, architetto leader del Padiglione tedesco e Direttore dello Schmidhuber

1. Qualche considerazione in merito agli aspetti architettonici del Padiglione. Ci sono stati problemi nella costruzione?

L’uso del materiale legno crea un carattere individuale, con differenti grane e colorazioni. Il legno non è solo un elemento di decoro, ma testimonia l’uso consapevole di materiali con un’impronta di carbonio pari a zero. Tutta la parte interna dell’arredamento nella parte espositiva pubblica e nel ristorante è costruita in legno. Tutela delle risorse, artigianato, alta resistenza e funzionalità sono testimonianza di naturalezza e sostenibilità. Gli alberi solari, posizionati nella parte di costruzione ultra – leggera, sono coperti con moduli trasparenti ricoperti in PVC. Il materiale tessile è estremamente luminoso e resistente e appare trasparente o luminoso a seconda dell’incidenza della luce. Lo scheletro in acciaio degli alberi solari è particolare: è fatto di moduli in acciaio dal design dettagliato, che creano strutture esili ma ardite.
L’elemento compositivo principale del Padiglione è costituito da espressivi rifugi coperti da membrane a forma di piante che stanno spuntando dal terreno: “il germogliare delle idee”. La loro costruzione ed il design bionico sono ispirati alla natura. Lo spazio in cui “germogliano le idee” collega spazi interni ed esterni, in un mix di architettura e spettacolo, e nello stesso momento offre ombra ai visitatori estivi.
Integrando la tecnologia all’avanguardia del fotovoltaico organico (OPV), I germogli diventano alberi solari. Il Padiglione Tedesco è il primo grande progetto di architettura internazionale che utilizza questi prodotti innovativi. Al contrario di un progetto in cui si utilizzano moduli fotovoltaici tradizionali, gli architetti del Padiglione Tedesco hanno avuto l’opportunità di fare più dell’incorporare la tecnologia esistente. Hanno avuto la possibilità di disegnare membrane modulari e flessibili per esprimere la loro creatività, integrandole nell’intero disegno del Padiglione.

2. Cosa accadrà dopo la fine di Expo? Che destino avrà il Padiglione Tedesco?

In vista dell’assemblaggio e dello smantellamento del Padiglione Tedesco è stata prestata particolare attenzione all’utilizzo di soluzioni costruttive semplici e modulari. I costruttori hanno evitato di utilizzare materiali compositi, per essere in grado di separare e riutilizzare i materiali dopo il completo smantellamento, come ad esempio lo scheletro in acciaio.
L’arredo è per la maggior parte stato noleggiato. Dopo l’utilizzo a Milano, torneranno ai rispettivi produttori e verranno riutilizzati. Le luci delle aree espositive e delle aree gastronomiche sono state lasciate alla Kaiserslautern University del Padiglione Tedesco e in seguito alle generazioni di architetti di domani.

3. Qualche considerazione in merito alla struttura del padiglione

Dopo la preparazione del pavimento, è cominciata la costruzione del Padiglione Tedesco, con l’assemblaggio di una rigida struttura a telaio fatta di acciaio.
In secondo luogo, sono state erette pareti leggere di cartongesso, per definire stanze e zone al piano terra e ai primi piani: aree di esposizione, uffici, stanze di appoggio, ristorante, VIP lounge, depositi e lounge per I visitatori.
Sono poi stati posizionati i solai in legno. Costituiti in differenti strati ed in direzione alternata, i diversi livelli di pannelli in legno incarnano il tema del Padiglione Tedesco, “Campo di idee”. La superficie del legno è non scivolosa e a prova di agenti atmosferici, grazie ad uno speciale trattamento superficiale. Questo è stato verificato sia da test tedeschi che italiani.
Lo step successive è stato quello di posizionare la facciata. E’ stata realizzata con l’utilizzo di pilastri in legno, ai quali è stata assemblata una struttura lamellare in fibrocemento. Quattro diversi angoli di posizionamento influenzano sia l’incidenza della luce nello spazio espositivo, sia l’aspetto dell’esterno dell’edificio.
Tra gli ultimi passi, sono state assemblate le costruzioni leggere delle strutture in acciaio relative ai “germogli” di idee. Hanno raggiunto il sito come elementi prefabbricati e sono stati posizionati nei vuoti.
E’ seguito il posizionamento di tessuti a pori aperti, che sono state completati in accordo con un dettagliato piano di montaggio. I moduli fotovoltaici organici sono stati appesi ai cavi in acciaio. In questa fase sono nati gli “alberi solari” da “germogli di idee”.
I lavori di costruzione per definire lo spazio sono stati completati con il progetto dell’interno del ristorante, della lounge VIP e delle aree di servizio, oltre all’installazione del palco per eventi e il progetto degli esterni.

4. Quali sono state le relazioni tra architetti, ingegneri e contractor? E’ stato complesso lavorare con così tante persone?

E’ stato molto importante il lavoro di comunicazione del progetto. Più che altro è stato molto importante convincere ed incoraggiare le persone nelle riunioni importanti e nei diversi uffici, utilizzando varie lingue.

5. Qualche considerazione in merito agli strumenti di calcolo usati per la progettazione. E’ stato difficile integrare architettura ed ingegneria?

Durante gli ultimi anni, i processi di progettazione architettonica ed ingegneristica si sono sviluppati grazie all’utilizzo dei modelli 3D. Tutti gli ingegneri stanno usando gli stessi software e i progetti devono essere costruiti con questi modelli. L’architetto coordina e approva questi modelli. Grazie all’intenso coordinamento tra costruzioni in acciaio, tecnologia costruttiva e architettura nel modello, l’utilizzo delle risorse viene ridotto al minimo.

Per fotografie ufficiali, si rimanda al sito www.flickr.com/photos/expo2015germany/

Visita il sito del padiglione Germania expo2015-germany.de/it/

Scarica brochure e approfondimento

Leggi inoltre:
- Soggetti coinvolti nella progettazione
- Contenuti tecnici
- Dati sullo show

(Fonte: Ufficio Stampa Padiglione Germania)