GEORADAR: una metodologia di indagine versatile per impieghi a 360°

Negli ultimi anni la metodologia georadar, o GPR - acronimo per Ground Probin (o Penetrating) Radar -, è andata sempre più diffondendosi nel campo ingegneristico, grazie alla sua elevata versatilità e a costi che si sono gradualmente ridotti.

Il principio di funzionamento, basato sull’emissione di impulsi elettromagnetici e sulla ricezione degli echi di ritorno, risulta semplice, e ciò ne consente l’impiego su un vasto campo di problematiche.
Nel settore ingegneristico, l’ampia gamma di antenne disponibili, con frequenze variabili tra qualche MHz e qualche GHz, ne permette l’utilizzo sia nel campo della geotecnica che in quello della diagnostica strutturale.
I dati acquisiti forniscono informazioni di tipo qualitativo e richiedono, quindi, l’integrazione di informazioni derivanti da indagini decisamente più invasive, ad esempio l’esecuzione di sondaggi geognostici o di carotaggi, nel caso della diagnostica strutturale; la possibilità di estendere i valori delle prove puntuali a vaste superfici costituisce però un punto di forza permettendo di ridurre il numero delle prove puntuali dirette.
Anche le limitazioni legate alla risoluzione e alla massima profondità di indagine, all’aumentare della prima si riduce la seconda e viceversa, sono compensate dalla possibilità di estendere i rilievi a superfici di elevata ampiezza in tempi molto brevi.

Nel campo della geotecnica, le applicazioni classiche vanno dalla definizione della sequenza stratigrafica, all’individuazione della continuità di livelli litologici, della falda, di cavità, naturali o artificiali, di manufatti sepolti. Queste ultime applicazioni si rivelano di importanza notevole in caso di installazione, in cantieri di costruzione, di macchinari pesanti, tipicamente di gru, in aree urbanizzate, dove la presenza di resti di manufatti preesistenti ne potrebbe compromettere la stabilità.

Considerata la semplicità del principio di funzionamento, le possibilità di impiego della metodologia risultano decisamente ampie e spesso il mancato utilizzo deriva da false credenze, erroneamente affermate dal passato. L’impiego in presenza di acqua è uno degli esempi tipici di queste false credenze: la metodologia è effettivamente inapplicabile solo in presenza di acqua salata, a causa dell’elevata conducibilità della stessa. L’impiego in presenza di acqua dolce, nella quale la velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche è molto bassa, risulta invece caratterizzato da una elevata risoluzione.
Nel campo delle indagini strutturali le indagini georadar trovano il loro miglior campo di applicazione: l’utilizzo di frequenze superiori a 500 MHz garantisce infatti il raggiungimento di risoluzioni molto elevate, per le misure su qualsiasi elemento strutturale di dimensioni normali.

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