Certificazione energetica, normativa UNI e internazionale, linee guida: lo stato dell’arte

1. INTRODUZIONE

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso 15 Luglio dei D.M. 26/6/2015 da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, si viene a riformulare il quadro legislativo come richiesto dalla revisione della Direttiva Europea 2010/31 CE. Nel primo decreto, si definiscono le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, includendo l’utilizzo delle fonti rinnovabili, nonché le prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari, nel rispetto dei criteri generali così come indiato all’art. 4, comma 1, del D. Lgs. 192 del 19 Agosto 2005. Sempre a partire dal medesimo D. Lgs. 192/ 2005, il secondo dei tre Decreti, ai sensi dell’art. 8, comma 1, definisce gli schemi e le modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto, in funzione delle diverse tipologie di lavori, come sarà specificato in seguito.
Infine, il terzo decreto ministeriale, redatto ai sensi dell’art. 1 e dell’art. 6, comma 12, del D. Lgs. 192/ 2005, si pone la finalità di favorire l’applicazione omogenea e coordinata dell’attestazione della prestazione energetica degli edifici e delle unità immobiliari, su tutto il territorio nazionale. In particolare, il decreto definisce le Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici.
Il quadro legislativo si completa mediante il D. Lgs. 102 del 4 luglio 2014, che stabilisce un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica che concorrano al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico in attuazione della Direttiva Europea 2012/27/CE, e con la Legge 90/ 2013 del 3 Agosto 2013 che introduce alcune importanti novità sempre in relazione all’applicazione della Direttiva Europea 201/31/CE. La Legge 90/ 2013 formalizza, per le nuove costruzioni, la definizione di edifici ad Energia Quasi Zero (NZEB) in presenza di una significativa quota di fabbisogno energetico coperta da FER e in presenza di una elevata prestazione energetica, e, per le ristrutturazioni, il ricorso ad un’analisi costi/ benefici.

2 ALCUNE NOTE SULLA LEGISLAZIONE E LA NORMATIVA

2.1 Il quadro legislativo

Gettato uno sguardo d’insieme ai Decreti e alle leggi varate solamente negli ultimi tre anni, il risultato può essere per certi versi sconfortante: la visione d’insieme appare confusa se non frammentaria. La pubblicazione di un testo unico appare come un’ancora di salvezza.
Tuttavia le proposte che emergono dall’attuale quadro legislativo forniscono al progettista importanti stimoli: l’edificio a energia quasi zero può risultare un utile volano nel settore dell’edilizia e favorire una progettazione più attenta al dettaglio costruttivo, all’efficienza del sistema impiantistico, all’integrazione con le energie rinnovabili, all’applicazione di sistemi di automazione e controllo.
Dal lato delle riqualificazioni/ ristrutturazioni, l’art. 5 comma 1 del D. Lgs. 102/ 2014 testualmente richiede: “a partire dall’anno 2014 e fino al 2020 sono realizzati attraverso le misure del presente articolo interventi sugli immobili della pubblica amministrazione centrale, inclusi gli immobili periferici, in grado di conseguire la riqualificazione energetica almeno pari al 3 % annuo della superficie coperta utile climatizzata o che, in alternativa, comportino un risparmio energetico cumulato nel periodo 2014-2020 di almeno 0,04 Mtep”. La diagnosi energetica offre quindi la possibilità di affrontare questo importante argomento in modo dettagliato e economicamente vantaggioso per l’utente.
Infine c’è la redazione dell’Attestato Energetico (APE), strumento volto in particolare all’utenza e al mercato immobiliare, ma che sicuramente stimola il progettista a scegliere soluzioni costruttive ed impiantistiche che consentano l’ottenimento di elevate prestazioni.

 

Piercarlo Romagnoni è Professore Ordinario presso Università IUAV di Venezia – Dipartimento di Progettazione e Pianficazione in Ambienti Complessi, Dorsoduro 2206 – 30123 Venezia


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