Broad Meseum - Los Angeles: un alveare con l'anima in calcestruzzo

Soprannominato “il velo e la volta”, il nuovo Broad museo firmato da Diller Scofidio + Renfro ospiterà la collezione della The Broad Art Foundation.
L'edificio è stato naugurato il 20 settembre nel downtown di Los Angeles, tra la Walt Disney Concert Hall e il MOCA.

 

Il “velo” è un’imponente struttura alveolare di calcestruzzo, acciaio e fibra di vetro che circoscrive e protegge l’intero museo, con struttura in calcestruzzo, lasciando filtrare la luce naturale in maniera diffusa verso l’interno.
Una sorta di grande involucro che ricorda un alveare, tagliato sui due angoli frontali, da uno dei quali si accede alla grande hall che per contrasto ricorda le forme organiche di una grotta, modellata e sovrastata dalla “volta” che è un grande e denso volume in parte sospeso al centro dello spazio museale.

E’ possibile vedere tre interessanti video che riguardano il Broad Museum.
> Il primo realizzato da PCA, è dedicato al progetto: LINK 1
> il secondo invece è il time lasse di tutta la realizzazione: LINK 2
> il terzo rappresenta invece una visione notturna dell’edificio realizzata con un drone: LINK 3

La volta che avvolge l’edificio su tutti i lati da un arioso come una sorta di esoscheletro, è composta da un sistema cellulare costituito da 2500 pannelli di cemento armato con  fibra di vetro (GFRC) su 650 tonnellate di acciaio: essa fornisce e filtra la luce naturale alla parte superiore dell'edificio.

Per David Pakshong di Gensler, l’architetto esecutivo del progetto, la grande sfida è stata quella di creare centinaia di aperture di luce coniche per la costruzione e creare "l'occhio anteriore" all'interno di una sorta di superficie curva parabolica. Per questo Pakshong evidenzia come si sia cercato un prodotto che fosse flessibile e versatile, in grado di adattarsi a questa forma di progettazione. E vi si è arrivati attraverso l’uso di calcestruzzo GFRC, ovvero la creazione di pannelli realizzati con cassaforme in fibra di vetro sagomate.

I designer hanno creato questi pannelli attraverso una progettazione digitale tridimensionale. Il produttore dei manufatti in calcestruzzo ha importato questi dati direttamente dal software per creare le istruzioni per una macchina a controllo numerico che ha consentito di ritagliare in modo tridimensionale gli stampi in schiuma ad alta densità. Prima dello "scuoiamento" in vetroresina, gli stampi in schiuma sono stati levigati e sigillati per creare la cassaforma in negativo per i pannelli GFRC. "La versatilità di questo prototipazione rapida ha consentito la risoluzione tempestiva di molte condizioni geometriche complesse", ha spiegtoa Pakshong.

L'elevata resistenza della pelle in GFRC ha garantito la resistenza supplementare necessaria per le forme, che erano strutturalmente uniche. La resistenza della pelle  soddisfa anche i requisiti di durabilità.
Pakshong vede questo edificio come uno dei progetti più innovativi che abbia mai realizzato: "Dopo quattro anni di lavoro sulla costruzione, sono ancora sorpreso dalla capacità dell'architettura di sfidare il nostro modo di intendere lo spazio."