Torre uffici Grattacielo Regione Piemonte: realmente efficiente o si poteva fare di piu'?

23/11/2015 4105

Realmente efficiente o si poteva fare di più?

Questo articolo ha l’obiettivo di illustrare il comportamento energetico della Torre del Grattacielo della Regione Piemonte, quella parte del Grattacielo, cioè, che ospiterà tutti gli uffici della Regione.
Prima di passare in rassegna gli aspetti più tecnici dell’intervento, facciamoci una domanda: è normale che a Torino, città fino a qualche anno fa considerata l’icona dell’industria italiana, sorga un edificio caratterizzato dalle più innovative tecniche di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale, o si tratta di un caso isolato?

Nel 2011 Enzo Lavolta diventa assessore all’Ambiente e contemporaneamente presidente della Fondazione Torino Smart City, e non è un caso che un giovane amministratore (classe ’78) sia più sensibile tanto ai temi dell’ambiente che dell’innovazione tecnologica.
Molte sono le azioni e i piani messi in campo nel capoluogo piemontese: dall’estensione del teleriscaldamento, al Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS), all’efficientamento energetico degli edifici, sino ai piani di lavoro per realizzare SMILE (Smart Mobility, Inclusion, Life, Energy).
Ma visto che una città Smart deve saper coniugare innovazione e qualità della vita, coinvolgendo tutta l’area metropolitana, c’è bisogno di un confronto continuo e produttivo tra pubblico e privato, ed ecco che al fianco del Grattacielo della Regione troviamo l’altrettanto noto Grattacielo Sanpaolo, o il complesso “25 verde” che riprende i concetti del Bosco Verticale di Milano, ma anche al di fuori dell’edilizia troviamo esempi che puntano al risparmio di energia e all’impatto zero, come la Start Up Pony Zero Emissioni che effettua un servizio di trasporto merci e ufficio postale sfruttando esclusivamente la mobilità sostenibile.
Ma un amministratore “illuminato” non basta per poter realizzare un cambiamento così epocale in una città come Torino, c’è bisogno di “terreno fertile”, della cosiddetta “domanda dal basso”, perché le intenzioni possono essere buone, ma se pochi condividono questi principi, qualunque sforzo rimane vano.
Anche in questo caso Torino è molto attiva, soprattutto attraverso le associazioni e il volontariato; citiamo solo un esempio ma l’elenco sarebbe infinto: Bike Pride Fiab Torino, l’associazione di ciclisti urbani che ogni anno nel proprio raduno fa pedalare più di 30'000 ciclisti per le strade della città per chiedere una città più a misura di utenti deboli (ciclisti, ma anche pedoni), grazie al lavoro a contatto di gomito con l’amministrazione (e non a caso proprio con l’assessorato ambiente) ha richiesto e ottenuto la realizzazione nel 2013 del Bici Plan, documento considerato il “Piano Regolatore della Mobilità Sostenibile”, in sintonia con una città Smart.


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