Nuova ricerca dimostra che il Calcestruzzo è affidabile per il confinamento a lungo termine delle scorie nucleari

08/12/2015 4480

Una delle principali sfide per l'industria nucleare è il confinamento a lungo termine delle scorie nucleari.

Il calcestruzzo è uno dei “materiali barriera” comunemente più usati per contenere radionuclidi, sia in reattori nucleari e impianti di rifiuti ad accumulo nucleari. Per questo motivo, è estremamente importante che i ricercatori e professionisti del settore riescano a mettere a fuoco e comprendere al meglio la stabilità chimica e strutturale del cemento (l'ingrediente base del calcestruzzo) contenente materiali radioattivi.

Un nuovo studio è stato condotto da dei ricercatori del MIT Concrete Sostenibilità Hub e da un gruppo formato da MIT-French National Center for Scientific Research (CNRS) su questa interessante materia per dimostrare che il cemento è efficace per il contenimento nucleare di materiali radioattivi.

Il documento, scritto dal MIT postdoc Lucile Dezerald, dal visiting scientist Andres Saul, dal ricercatore senior Roland J.-M. Pellenq, e dal professor Franz-Josef Ulm, presenta la ricerca che, per la prima volta, offre una modellazione quantistica del cemento idrato su scala nanometrica. "In breve, ciò che la ricerca ha dimostrato è che il cemento è una buona scelta per lo stoccaggio di scorie nucleari dalla reazione di fissione in impianti nucleari", dice Pellenq.

Uno dei risultati chiave dello studio è che il cemento potrebbe essere un buon materiale per immagazzinare lo stronzio-90 radioattivo e dei suoi elementi collegati (ittrio e zirconio) dal suo radioattivo decadimento beta. Questo potrebbe essere molto rilevante per migliorare le condizioni di stoccaggio dei rifiuti nei casi accidentali, come ad esempio il disastro di Fukushima Daiichi del marzo 2011.


Lo studio può anche avere un impatto sul considerazioni intorno alla disattivazione delle centrali nucleari.

“Quando stacchiamo l’impianto dalla rete, le scorie nucleari sono ancora lì" Pellenq ha affermato, notando che i nuclei delle centrali nucleari dismesse dal 1950 nel Regno Unito e in Francia sono ancora intatte, così come lo sono gli impianti ancora dismessi ancora prima negli Stati Uniti. Sapendo ora che il cemento può contenere efficacemente i rifiuti nucleari i ricercatori hanno abbastanza tempo per migliorare le tecnologie e pensare a possibili soluzioni a lungo termine.

Per vedere l’articolo della ricerca: LINK

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