COP21: stop al consumo sfrenato di energia da combustibili fossili, sì alle rinnovabili!

Durante la Conferenza sul Clima di Parigi sono stati finalmente stipulati accordi che aspettavamo da tempo, che si rivelano fondamentali per il benessere del Pianeta. 195 i rappresentanti dei Paesi presenti. Tra i firmatari, anche Stati Uniti, Cina ed India: questa volta si tratta proprio di un accordo globale.

Si è stabilito che il riscaldamento globale del Pianeta va contenuto molto sotto i 2 gradi e che “bisogna proseguire gli sforzi” per assestarsi a 1,5 gradi nel 2020.

A partire dal 2020, saranno erogati da parte dei Paesi industrializzati 100 miliardi di dollari l’anno per tecnologie verdi e per convertire l’economia che dipende dal carbone. Sono previsti rimborsi per i Paesi geograficamente vulnerabili. Le verifiche del rispetto di quanto stabilito saranno realizzate su base nazionale dal 2018, prevedendo una verifica ogni 5 anni dal 2030, mediante autocertificazione. “Ogni cinque anni i Paesi dovranno rivedere il loro contributo e rinnovare gli impegni nazionali per raggiungere gli obiettivi fissati e quelli futuri che non potranno essere meno ambiziosi rispetto a quelli precedenti”.

Negli ultimi 150 anni, la temperatura globale del pianeta è già salita di un grado. Occorre frenare il processo di surriscaldamento per evitare conseguenze disastrose per gli ecosistemi e la biodiversità, quindi anche per l’umanità. La carta di Parigi rappresenta una sorta di “presa di coscienza collettiva” e di impegno morale, da parte di più Paesi del mondo contemporaneamente: il primo accordo condiviso totalmente, in 25 anni di negoziati sul clima. Gli accordi internazionali erano cominciati con il Summit a Rio De Janeiro, nel 1992; seguirono il Protocollo di Kyoto, una nuova conferenza a Copenaghen. Ma in questi casi c’è sempre stato qualche Paese assente o che ha mancato agli accordi prestabiliti. A Parigi, si è arrivati in seguito ad una pre-discussione condivisa sui temi più importanti, per facilitare le negoziazioni finali.

Alla base di tutto due semplici concetti: ridurre l’investimento nell’economia basata sui combustibili fossili ed incrementare l’attenzione e gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile.