La rigenerazione di un edificio in muratura portante

Il laterizio dimostra efficaci risposte di sostenibilità tecnica e di compatibilità formale anche in situazioni particolarmente articolate di interventi progettuali di recupero della struttura edilizia e di riassegnazione di qualità funzionali attuali

Il laterizio può essere utilizzato per definire parti di edifici esistenti in occasione di restauri, ristrutturazioni ed ampliamenti. La sua versatilità di impiego, le prestazioni offerte, la capacità di coniugarsi e legarsi strutturalmente con altri sistemi costruttivi, anche di diverso materiale, permettono di intervenire su complessi architettonici esistenti che, per questioni funzionali, di obsolescenza, di errati interventi nel tempo come di nuove sopravvenute esigenze, necessitano una progettata modifica della loro morfologia, struttura e distribuzione degli spazi.

 
Il laterizio, per semplicità geometrica ed economicità anche combinatorie, consente al progettista di definire con libertà di linguaggio tecnico e formale le diverse soluzioni adottabili, compatibili con le situazioni preesistenti, ottenendo una tipizzazione riqualificante anche per organismi edilizi formalmente conclusi. L’identità materica del laterizio, se segnalata e ricercata, permette la riconoscibilità dell’intervento attraverso l’uso delle ampie logiche costruttive disponibili. Si aggiunga che la conoscenza consolidata della posa in opera di tale materiale da parte delle nostre maestranze e di conseguenza delle sue modalità realizzative migliora il controllo in fase esecutiva, moltiplica l’articolazione di soluzioni di impiego e le invenzioni di dettagli costruttivi ed architettonici.
 
La configurazione tecnologica del progetto
La lettura in chiave tecnologica del progetto dello Studio Bricolo Falsarella è la evidenza che la fattibilità di un processo di re-innovazione logico funzionale impone una rigenerazione degli stessi concetti tradizionali di compatibilità tecniche. In tal senso, l’intervento dimostra che la stessa sostenibilità tecnologica e strutturale può essere oggetto di invenzioni puntuali, che esigono scelte semplici e specifiche tecniche ideate ad “hoc”. Quest’ipotesi è evidente nei nodi più complessi, come quelli fra la muratura in pietre non squadrate e la flessibile e modularmente adattabile muratura in laterizio, che sono stati risolti con un componente di transizione utile alla ripartizione dei carichi ed alla loro trasformazione in sollecitazioni non disassate e complanari.
Se la tecnologia, come ha scritto Ciribini, riguarda anche lo studio applicato ai processi di trasformazione, ricorrendo a criteri di compatibilità tecniche fra antico e rinnovato, questo progetto è significativo proprio nel ricercare i punti di soluzione di continuità fra materiali diversi, riconoscendoli e disegnandoli per la doppia valenza. La mediazione tecnologica, fra esistente e innovazione, rappresenta così già di per se stessa una riscoperta del bene anche in chiave manutentiva e di durata.
 
 
Sotto il profilo strettamente tecnologico, la problematica più delicata consiste nel piegare ad un disegno attuale, una qualità costruttiva preesistente e in molte parti degradata o ignorata per rincorrere false contemporaneità. Non si tratta dunque di mera applicazione di norme tecnico-costruttive disponibili, ma di disegnare caratteri costruttivi funzionali alla sicurezza statica ed alla nuova funzione del bene senza alterarne, anzi valorizzandone, la storia costruttiva e le vicende d’uso.
 
Come sostenuto da Nardi, l’innovazione postula il riconoscimento che bisogna agire in architettura per sistemi connessi, nei quali materia, logica formale, livelli prestazionali ed esigenziali si interrelazionino, producendo nuovi sistemi edilizi, strutturali, formali e funzionali. Ne consegue che anche la scelta geometrico dimensionale del laterizio e la sua posa in opera non sono un mero risvolto richiamato dalla transizione di texture ma piuttosto una ricomposizione dedicata di un organismo innovato e trascritto in ogni parte, fidando nelle molteplici qualità del materiale laterizio.
 
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Articolo in collaborazione con ANDIL, tratto da CIL 165.
Maggiori info su www.laterizio.it