Cosa è cambiato in questi ultimi 20 anni nel rilievo “morfometrico”?

Profonde e sostanziali evoluzioni si sono susseguite in questi ultimi decenni nel settore del rilievo “morfometrico”.

 
Le accelerazioni tecnologiche hanno spinto gli operatori del settore a continui mutamenti di metodo e di tecnica per poter sfruttare al meglio le funzioni dell’elettronica e dell’informatica.
L’attività di Geogrà (società di servizi attinenti al rilievo in vari ambiti), inizia nel 1994 con i primi approcci nel settore del rilievo Topografico e Fotogrammetrico dei Beni Monumentali, adottando nella fattispecie la Topografia come metodologia a cui affidare il compito di validazione delle precisioni nella fase di acquisizione dei dati e per supportare le fasi di acquisizione stereo-fotogrammetrica  per redigere accurate rappresentazioni Architettoniche.
Senza entrare nel dettaglio sulle strumentazioni impiegate in quegli anni, preme evidenziare che le componenti elettroniche ed i supporti software erano basilari, pertanto le procedure di acquisizione dovevano essere estremamente rigide e codificate per prevenire errori che, a quei tempi, sarebbero stati evidenti solo durante le successive fasi di calcolo ed elaborazione.
Negli anni successivi, con l’evoluzione della strumentazione disponibile sul mercato, si è diffusa maggiormente la “cultura” del rilievo come elemento di conoscenza imprescindibile in qualsiasi ambito delle fasi progettuali, o meglio come elemento propedeutico alla stessa.
In Italia, un sostanziale cambiamento è avvenuto circa 15 anni fa con l’impiego di Laser Scanning 3D, (strumentazione che rileva direttamente sulla superficie visibile punti tridimensionali con densità variabile in funzione della distanza dal punto d’emissione all’oggetto), strumentazione che ha rivoluzionato sostanzialmente i sistemi di acquisizione precedenti quali la stereofotogrammetria in ambito Architettonico, Archeologico, Impiantistico ed Infrastrutturale.
Il Laser Scanning 3D ha portato importanti benefici alla “Conoscenza” (in qualsiasi ambito ove esso sia utilizzabile), per l’enorme quantità d’informazioni di tipo numerico e fotografiche che esso è in grado di acquisire che comunque necessitano della capacità nel tradurre il dato numerico in elaborati “classici”. Come spesso accade nell’uso della tecnologia ci si affida ad essa, senza accorgersi che se erroneamente impiegata può generare errori metrici e interpretativi ed è pertanto fondamentale un’analisi critica dei dati ed acquisire un’adeguata capacità  rappresentativa.
 
 
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