Ma le vernici isolanti possono davvero isolare termicamente?

A chiarire questo quesito un Documento di approfondimento realizzato da ANIT.

Negli ultimi anni l’efficienza energetica è diventata non solo un obbligo, ma anche una richiesta degli utenti finali sempre più attenti a ricercare prodotti che riducano la “bolletta energetica”.
 
A tale richiesta il mercato ha risposto proponendo prodotti e sistemi sempre più innovativi sia per tecnologia di prodotto e/o di posa, che non sempre però hanno in realtà funzione di isolamento termico.
L’errore nasce anche dalle prestazioni indicate dalle Aziende che commercializzano tali prodotti che non definendole con chiarezza secondo le normative vigenti, tendono ad indurre in errore chi crede di poter risolvere il problema energetico, per esempio, con uno strato millimetrico di rivestimento.
Tra le varie proposte infatti non di rado infatti ci si imbatte in soluzioni tecniche che propongono l’utilizzo di “pitture isolanti” con proprietà “termiche”. Ma sono davvero efficaci?
 
Per fare chiarezza ANIT ha redatto un documento di approfondimento proprio su questo tema, un documento utile sia ai professionisti che e ai consumatori per capire cosa richiedere a chi promuove tali soluzioni.
 
Nel documento, l’ANIT, ricorda innanzitutto che ogni produttore deve considerare tre parametri per valutare correttamente l’efficacia dell’isolamento termico invernale dei propri prodotti:
 
- Conduttività termica λ espressa in W/mK [-]
- Resistenza termica Rt del prodotto o del sistema in m²K/W [-]
o, se il prodotto vanta capacità di riflettere l’energia termica radiante,
- Emissività ? [-]
 
I materiali isolanti oggi in commercio sono caratterizzati da conduttività termiche dichiarate λD che variano:
- tra 0.09 e 0.031 W/mK per materiali tradizionali;
- fino 0.026 W/m K per materiali che sfruttano gas diversi dall’aria (ad esempio il poliuretano);
- fino a 0.020 W/m K per materiali innovativi con nanotecnologie atte a creare micropori senza molecole d’aria o atte a intrappolare in modo più efficace la molecole di gas (ad esempio l’aerogel).
 
Tuttavia per valutare correttamente l’isolamento termico di uno strato è indispensabile calcolare la sua resistenza termica. Per dare un’idea una struttura opaca in zona E si può indicativamente considerare isolata, per la legislazione vigente, quando ha una resistenza termica maggiore di 3 m²K/W.
 
Lo spessore dei pannelli isolanti comunemente utilizzati negli anni ’80 e ’90, dopo le prime leggi sull’efficienza energetica (Legge 373 del ’73 e Legge 90 del ’91) era di pochi cm.
Dal 2005, con il DLgs 192 e s.m.i. gli spessori sono cresciuti arrivando mediamente sopra i 10 cm.
Pertanto un materiale con una conduttività termica di 0,08 W/mK, per di più posato con spessore inferiore a 1 mm, offre una resistenza termica inferiore ai livelli in uso degli anni ’80 e ha un potere di isolamento termico almeno 10 volte inferiore a 1 cm di materiale isolante tradizionale.
 
Inoltre i materiali isolanti che hanno ottime capacità di riflessione dell’energia termica per irraggiamento hanno ridotti valori di emissività nel campo della radiazione termica, per esempio ? = 0.10. Sono materiali le cui superfici emettono solo il 10% dell’energia che potrebbero emettere per effetto della loro temperatura. Prodotti di questa natura sono in commercio da diversi anni, sono i materiali isolanti riflettenti, e sono regolati dalla norma UNI EN 16012.
 
Se una vernice ha un’emissività di 0.85, per esempio, non può essere una barriera termica nei confronti della radiazione termica incidente. Al contrario è una superficie alto assorbente e quindi non può vantare caratteristiche di isolamento termico poiché si comporta come una normale tinteggiatura o intonaco.
 
Sulla base di quanto indicato, le vernici alto emissive e, in quanto vernici, di ridottissimo spessore, non possono essere considerate prodotti per l’isolamento termico degli edifici per il comportamento invernale.
E’ invece corretto indicare che una vernice può comportare risparmi energetici legati al consumo di energia per il condizionamento estivo, nel momento in cui tali rivestimenti superficiali hanno un buon valore di SRI (indice di riflessione solare) e vengono applicati all’esterno (es. vernici comunemente denominate “Cool roof”).
 
Il documento si conclude ribadendo quindi che:
 
- Ad oggi non esistono in commercio prodotti con lambda dichiarati λD inferiori a 0,015 W/mK.
 
- Anche i materiali più prestazionali (con λD = 0,015 W/mK) se posati in pochi millimetri non possono essere considerati strati isolanti per il comportamento invernale.
 
- Per riflettere la radiazione termica infrarossa un rivestimento deve avere proprietà basso emissive.
 
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