Riflessioni ad alta voce su BIM e applicazione in Italia

Il nuovo codice dei contratti pubblici prevede che il MIT, per razionalizzare le attività di sviluppo e verifica delle attività di progettazione, individui tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà dell’uso di metodi e strumenti elettronici di modellazione informatica per l’edilizia e le infrastrutture.

La progressiva introduzione non è un temporeggiamento ma è la previsione accorta che il nuovo metodo sia introdotto in modo progressivo, come progressiva è la sua fisiologia di sviluppo con la quale giungerà allo  standard operativo che ancora non ha maturato. E qualora fosse già un metodo maturo, anche la transizione al suo pieno utilizzo da parte delle organizzazioni ha bisogno anch’essa di un lungo lavoro e accurato, costante, sistematico, di iterazione e revisione continua dei risultati raggiunti.

Concordo che il percorso di crescita per giungere all’era della società digitale sia lungo e possibile solo se collettivo. Progettisti e costruttori, committenti e fornitori, specialisti di varia sorta, manager e consulenti, istituzioni pubbliche e organizzazioni private, dovranno in qualche modo fondere i propri processi per liberarsi innanzitutto dell’appesantimento delle procedure di interfaccia. E saremo già un bel pezzo avanti. Poi dovremo guardare con gli occhi del cliente e decidere insieme, in modo agile, integrato e collaborativo, come ottenere quello che il cliente chiede ed anche ciò che il cliente non sa ancora di volere. (Segnalo sul tema : LEAN UX  Applying Lean Principles to Improve User Experience di Jeff Gothelf - O’Reilly 2013).

Il tema non è certamente quello della legalità. Nel momento che la tecnologia dell’informazione traccerà ogni cosa (idee, decisioni, operazioni e i controlli) l’illegalità, che tende a proliferare negli spazi grigi, tenderà ad azzerarsi. Il tema vero è quello dell’integrazione e dell’organizzazione delle informazioni, dei dati, dei processi, delle persone, delle idee, delle infrastrutture, delle reti materiali e immateriali.

Difficile pianificare come arrivare a questa complessità e con quali sacrifici. Anche l’incertezza, che si percepisce a riguardo, non è irrilevante.

Le organizzazioni maggiori che sviluppano e forniscono software e sistemi stanno facendo la parte del leone in quanto possono proseguire le proprie attività, ampliandole con nuovi prodotti e servizi, operando all’interno della stessa propria area di business. Le organizzazioni che si devono trasformare hanno invece le maggiori difficoltà. Devono rivedere i propri processi  e convertire le persone a un nuovo modo più collaborativo e più strutturato di lavorare. Devono investire in formazione, strumentazioni, applicativi e consulenze. Devono aggiornarsi sui nuovi  metodi e prodotti e mettere a fuoco nuove strategie di business e operative. Tutto questo mentre la produzione deve continuare a correre per le esigenze vitali dell’organizzazione.

Uno strumento interessante su come dirigere il cambiamento è il Framework Scrum sviluppato da Sutherland  e Schwaber ( La "Guida a Scrum" – Luglio 2013 ; scrumguides.org), metodo leggero, facile da capire, ma difficile da padroneggiare, di organizzazione, controllo e motivazione degli operatori utilizzato oggi sempre più spesso per lo sviluppo di processi o prodotti complessi o di software. Scrum prevede l’introduzione di uno Scrum Team all’interno della struttura operativa che non si sostituisce al BIM Team, ma che lo rende trasparente e ispezionabile, facilitando e rendendo immediate le correzioni e l’introduzione di soluzioni ai rallentamenti od agli impedimenti di avanzamento. Scrum è sperimentato in Italia ad esempio come supporto ai gruppi di BIM Management di società di ingegneria dalla società Spraut di Roma.

La strada è lunga, e comunque lo scenario da prevedere è di medio, lungo periodo. Considerando il monito di Confucio ... “Colui che non prevede le cose lontane, si espone a infelicità ravvicinate”.