Il sistema di manutenzione delle coperture continue

E’ questione riconosciuta che la manutenzione ordinaria degli organismi edilizi, soprattutto in Italia, è ridotta (se non nulla) e, nella maggior parte dei casi, essa riguarda le facciate.
Purtroppo, mentre è diventato obbligatorio il “tagliando” e la “revisione” per gli automezzi, con il fine di aumentare la sicurezza sulle strade, così non è per gli edifici, con rischi sia di degrado precoce che di caduta di parti e conseguenti danni a persone e/o cose.

La norma “UNI 11540:2014. Linee guida per la redazione e corretta attuazione del piano di manutenzione di coperture continue realizzate con membrane flessibili per impermeabilizzazioni” cerca, nello spirito del gruppo di lavoro “coperture continue e impermeabilizzazioni”, coordinato dal prof. Sergio Croce, di colmare questo vuoto e mettere in luce questa criticità, fornendo adeguati strumenti risolutivi.

Manutenere un sistema di copertura vuole dire combinare tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, durante il ciclo di vita del sistema di copertura e/o dei suoi elementi e strati e finalizzarle a mantenere o riportare la stessa in uno stato in cui possa espletare le funzioni richieste.
La norma, quindi, ha come obiettivo quello di supportare, innanzitutto, il progettista nella redazione del piano di manutenzione.

E’ importante sottolineare proprio la centralità di questa figura: esso è un operatore incaricato che interviene nel processo edilizio per definire il sistema di copertura e le caratteristiche di tutti gli elementi o strati che lo compongono. Può quindi essere il progettista generale oppure uno specialista che interviene unicamente per progettare il sistema di copertura. Purtroppo, oggi, questa figura è quasi totalmente assente, come è assente il progetto della copertura.

E’ compito del progettista del sistema di copertura redigere il piano di manutenzione ed è compito del Direttore dei lavori, all’atto della consegna delle opere ultimate, verificarne la correttezza ed, eventualmente, procedere ai necessari aggiornamenti richiedendoli al Progettista.

E’ compito della Proprietà dell’immobile, o di chi da essa specificatamente delegato, mantenere in archivio il piano di manutenzione e i documenti allegati e inserire nel piano di manutenzione gli opportuni aggiornamenti che si dovessero rendere necessari nel corso della vita utile del sistema di copertura.
Come si può vedere è molto chiaro il concetto di responsabilità dei processi decisionali.
In cosa consiste il piano di manutenzione?
La struttura riprende quando previsto nel Decreto del Presidente della Repubblica N. 207 del 5 ottobre 2010, Regolamento di esecuzione e attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE ”- Art. 38 Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti, e l'Allegato XXI - Allegato Tecnico di cui all'art. 164 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE ”- Art. 24 Piano di manutenzione dell’opera, uniformandosi quindi, logicamente, al corpus normativo esistente.

Il piano di manutenzione è il documento che prevede, pianifica e programma l’attività di manutenzione di un’opera al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza e il valore economico.

Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all'importanza e alla specificità dell'intervento, ed è costituito dai seguenti documenti operativi:
a) il manuale d'uso;
b) il manuale di manutenzione;
c) il programma di manutenzione.

Il piano di manutenzione del sottosistema edilizio “copertura continua” può essere anche parte integrante del piano di manutenzione dell’intero organismo edilizio, qualora quest’ultimo fosse esistente.
Al fine di evidenziare le differenti specificità dei vari contesti progettuali, sono stati previsti due livelli del piano di manutenzione:
a) livello “1” normale;
b) livello “2” ottimale.

Il livello 2 è sempre richiesto nel caso di opere di interesse pubblico e/o artistico o con superficie superiore ai 3000 m2.
In questo modo si cerca di semplificare la redazione del piano di manutenzione per quegli interventi ritenuti più semplici anche se, evidentemente, la proprietà (o il progettista) possono ugualmente compilare il piano di manutenzione per gli interventi che riterranno opportuno.

ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO INTEGRALE SI APPORFONDISCE:

  • IL MANUALE D'USO
  • IL MANUALE DI MANUTENZIONE
  • IL PROGRAMMA DI MANUTENZIONE