I Livelli di Sviluppo (LOD) nel progetto digitalizzato

La misura dell’informazione all’interno del percorso BIM
 
La “I” di BIM e i Livelli di Sviluppo (LOD)
Nelle teorie generali della comunicazione, un'informazione ha tanto più valore quanto più è potenzialmente utile per i propri fruitori, per le loro molteplici finalità.
Questa valenza permane anche nel settore delle costruzioni, dove l’importanza del dato e della sua accessibilità sono divenuti elementi imprescindibili della digitalizzazione del progetto.
Il Building Information Modeling, termine sempre più utilizzato per descrivere compiutamente un metodo di rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali degli edifici, ha fatto della gestione dell’informazione uno dei propri principi fondativi, per garantire lo scambio di dati coerenti e coordinati tra gli attori del processo edilizio.
Il mercato delle costruzioni, in ragione dell’autorialità e delle responsabilità connesse con la generazione di elaborati e documenti progettuali, può trarre grandi benefici da questo sistema robusto e affidabile per la condivisione, a patto di sfruttare consapevolmente la leggibilità ed integrabilità dei modelli, ma soprattutto affidandosi a sistemi di controllo e convalida per ogni fase dello sviluppo delle opere.
Tuttavia i modelli digitali del processo BIM, basi di dati unificate o riunite in archivi federati, richiedono una struttura regolamentata per amministrare al meglio i propri contenuti informativi, distribuendoli nei tempi e nei modi più opportuni a chi ne deve fare uso operativo.
Le costruzioni digitali, generate in ambienti di modellazione software sempre più lontani dal CAD vettoriale dei decenni passati, hanno da tempo valicato il confine tra semplice rappresentazione geometrica e contenitore di informazioni estese, in virtù di componenti sempre più “intelligenti” e dotate di criteri intrinseci di relazione.
Le smart parts, le famiglie di componenti edilizie digitali, racchiudono i dati che ne caratterizzano non solo la forma, ma anche il costo, i parametri prestazionali, le modalità di posa e tutte quelle informazioni che vengono arricchite con la progressione della definizione del progetto.
Il termine temporale assume pertanto grande importanza, ma è necessario definire quali e quante conoscenze devono essere inserite nell’archivio durante il lifecycle delle attività di pianificazione, di costruzione e di manutenzione successiva.
A tal fine sono stati introdotti i Livelli di Sviluppo (LOD dall’inglese, Levels of Development), intesi come una misura della sicurezza e dell’affidabilità delle informazioni, raccolte e inserite nelle varie fasi di elaborazione, destinate ai diversi team di progetto (1).
Ciò nonostante, come già sosteneva Brian Renehan nel 2013 (2), il termine LOD è da usare con cautela per non generare confusione con i Levels of Detail (che condividono lo stesso acronimo, LOD); i livelli di dettaglio (Figura 1) fanno riferimento piuttosto al dettaglio grafico che distingue un componente, secondo un approccio mutuato dalla computer graphics (3).
 
Figura 1 – I Livelli di Dettaglio (LOD) in ordine crescente: si riferiscono all’aumento di contenuto grafico negli elaborati di progetto, dalle tavole tecniche di pianta, prospetto e sezione alle visualizzazioni 3D in rendering (fonte dell’immagine: practical BIM http://practicalbim.blogspot.it/2013/03/what-is-this-thing-called-lod.html).
 
I Livelli di Sviluppo, invece, non sono necessariamente una misura della quantità d’informazioni inserite in un elemento di modello, anche se quest’ultimo deve ovviamente racchiudere abbastanza informazioni per soddisfare il livello LOD di riferimento. Non sono neppure una misura della quantità o la precisione delle informazioni grafiche espresse (4).
 
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(1) Cfr. con Ciribini, A. (2013). Level of Detail and Level of Development: Commissioning processes and Information Modelling. TECHNE - Journal Of Technology For Architecture And Environment, 0(6), 90-99.
(2)Cfr. alla pagina web http://bimfix.blogspot.it/2013/07/developing-lod-level-of-development.html.
(3) Infatti, in CGI, gli oggetti da rappresentare nel dominio digitale richiedono un dispendio di risorse computazionali commisurate alla complessità degli elementi morfologici e topologici da visualizzare (punti, spigoli, poligoni, ecc.). Oggetti di contesto o lontani rispetto al piano di ripresa, soprattutto nei render, possono così essere approssimati con minor dettaglio rispetto a ciò che è in primo piano, seguendo criteri semplificativi che si rifanno ai Livelli di Dettaglio, misura del numero di segni grafici necessari per veicolare il dato della sola rappresentazione. 
(4) Cfr. alla pagina web http://mitbrand.com/blog/lod-what-is-it-good-for-bringing-on-data-exchanges/#sthash.FaJ8c5SV.dpuf