L’impostazione planivolumetrica dell’edificio in REVIT

Un Architetto mi ha recentemente detto che ritiene i software BIM troppo avanzati per la quasi totalità dei colleghi, ritenendo che le funzionalità e le potenzialità di Revit sarebbero in gran parte inutilizzate per i piccoli studi professionali.
Da questa asserzione, evidentemente basata su una conoscenza superficiale, se ne potrebbe desumere che Revit sia adatto alle sole strutture professionali di medie o grandi dimensioni. Come ho cercato di illustrare nei precedenti articoli, anche i piccoli professionisti possono invece avvalersene con grande beneficio, risparmiando tempo e avendo nel contempo un continuo aggiornamento e coordinamento delle informazioni progettuali.
Paradossalmente, per uno strumento che ha nella possibilità di lavorare assieme sul medesimo progetto contemporaneamente e su un unico file che recepisce tutte le modifiche apportate una delle sue caratteristiche più importanti, direi che potrebbero essere proprio le piccole realtà professionali a ottenere i maggiori benefici dalla sua adozione, abbandonando l’oramai obsoleto software bidimensionale.
 
Tra gli strumenti che Revit ci mette a disposizione e di cui possiamo avvalerci in fase di progettazione preliminare vi sono le Masse e le opzioni progettuali; l’utilizzo congiunto di questi ci consente di dimensionare agevolmente il progetto, definendone le superfici calpestabili lorde, la superficie dell’involucro o la volumetria complessiva.
Di seguito sono riportate le volumetrie, ottenute con lo strumento Masse, inizialmente definite per la messa a punto iniziale di un piccolo edificio scolastico.
Pur avendo modellato, in via preliminare, il contesto, nelle viste a fianco questo è stato omesso per evidenziare l’oggetto di questa breve digressione. (Le viste sono tutte orientate nella medesima direzione).
 
 
 
 
 
Queste volumetrie sono state create come alternative progettuali all’interno dello stesso file, e per essere ancora più chiari, risiedono nella stessa identica posizione, per valutarle unitamente al contesto (che, ripeto, è stato qui omesso) e sono quindi più o meno sovrapponibili tra loro. La loro effettiva compresenza, nel medesimo file e nella stessa identica posizione, comporterebbe in altri software notevoli problemi di gestione della visualizzazione, che invece con Revit non abbiamo.

È infatti possibile ottenere questo risultato impiegando il comando “Design Options” posto all’interno della scheda Manage (Gestisci). 

Si apre così lo schema di gestione delle opzioni in cui andremo a definire uno o più set di opzioni (in questo caso le sole volumetrie). La combinazione di più opzioni (una per il tetto, una per l’ingresso, ad esempio) consente di ottenere una ampia serie di alternative progettuali e di visualizzarle contemporaneamente.
 
Una volta definito il set di opzioni, si possono poi creare nuove alternative progettuali a piacere. Va rilevato, come venga visualizzata la variante progettuale definita come primaria, con le altre richiamabili o visualizzabili a piacere. 


Si procede alla creazione delle volumetrie di progetto, mediante la modellazione “in place” di volumetria (o Massa in “revittese”) o l’inserimento di una già esistente, avvalendosi dei corrispondenti strumenti presenti all’interno della scheda Massing & Site.

  

Una volta creata la Massa, nella relativa scheda delle proprietà abbiamo immediatamente a disposizione i valori dimensionali della superficie dell’involucro e del volume. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONTINUA L'APPROFONDIMENTO NEL DOCUEMNTO INTEGRALE

L’autore è un istruttore Revit certificato Autodesk e tiene corsi in tutta Italia, direttamente presso le strutture che lo richiedono. (cfr.: revit-aci.jimdo.com)