L’accessibilità negli edifici scolastici. Un’occasione per progettare la qualità

Nella scuola di oggi i requisiti di accessibilità, fruibilità e la sicurezza sono un’occasione per innalzare il grado di comfort e ospitalità degli spazi e per istituire negli studenti quel processo di appartenenza che sta alla base di un approccio educativo “moderno”

Nell’ambito delle azioni necessarie a rilanciare il sistema educativo nazionale, il tema della riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico è di particolare attualità.
Ne è testimone il recente piano per l’edilizia scolastica varato dal MIUR che, attraverso le tre iniziative #scuolebelle, #scuolesicure e #scuolenuove, prevede lo stanziamento di un badget di oltre un miliardo di euro, di cui un terzo destinati al ripristino funzionale, alla messa in sicurezza e rimozione delle cosidette barriere architettoniche.
Al di la degli annunci e delle intenzioni, è evidente che la problematica dell’efficientazione degli edifici scolastici, della loro messa in sicurezza, oggi non è più procrastinabile. Consultando l’anagrafe scolastica ministeriale possiamo constatare che il patrimonio immobiliare gestito dal Miur conta oltre 41.000 edifici, articolati in oltre 366.000 aule. Oltre il 60% delle scuole italiane risale a prima del 1974, e di queste quasi un terzo è anteriore al 1940. Le scuole realizzate dopo il 1990, invece, sono meno del 7%. Tale patrimonio interessa i tre principali ambiti educativi relativi, all’istruzione prescolastica, all’istruzione primaria e secondaria ospitando studenti che vanno dai 2 ai 18 anni di età, il tutto per un bacino di utenza che conta poco meno di 7 milioni e 300mila alunni.
I numeri ci fanno capire come sia ben complesso il processo di verifica e messa a norma degli ambienti scolastici anche in relazione alle tipologie di attività, spesso articolate in plessi separati, come palestre, biblioteche, sale convegni, ecc.
In questo scenario, la manutenzione e la messa a norma dei plessi scolastici spesso sono legate a programmi che, sulla scia delle quotidiane attività di emergenza degli interventi, risultano avulsi da una strutturata e specifica pianificazione. Di fatto gli enti gestori sono costretti ad accollarsi spese tali che sarebbero ben meglio ammortizzabili con programmi di ristrutturazione pluriennali. Programmi capaci di diluire le spese in maniera tale da prospettare ricadute a medio termine ben più performanti nel rapporto costo beneficio, tenendo conto che investire sull’edilizia scolastica significherebbe non solo risolvere un’emergenza ma anche contribuire alla ripresa di una grande infrastruttura pubblica come è la scuola. ...

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Articolo a cura di ANDIL www.laterizio.it tratto da CIL 160


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