Come isolare un massetto per la posa del parquet?

Nel mese di settembre 2010 si è pubblicata la norma sui massetti la UNI 11371Massetti per parquet e pavimentazioni di legno – proprietà e caratteristiche prestazionali” che definisce dettagliatamente le proprietà e le caratteristiche prestazionali dei massetti cementizi o a base di leganti speciali e a base di anidride (solfato di calcio), destinati alla posa mediante incollaggio di parquet e di pavimentazioni in legno.
La norma si applica ai massetti di nuova costruzione e ai ripristini di massetti esistenti.

Nello specifico indica le tipologie in funzione alle modalità di realizzazione, dei piani di posa che sono così suddivisi:

•    Massetti aderenti
•    Massetti de solidarizzati
•    Massetti galleggianti
•    Massetti con riscaldamento/raffrescamento

Vengono inoltre specificate le relative caratteristiche prestazionali che sono:

•    Stagionatura
•    Assenza di fessurazioni
•    Umidità residua
•    Spessore
•    Planarità
•    Compattezza in tutto lo spessore
•    Durezza superficiale
•    Resistenze meccaniche
•    Pulizia

Il massetto, o più genericamente lo strato ripartitore dei carichi, costituisce lo strato del supporto che deve resistere alle varie sollecitazioni meccaniche impartite sia dalla pavimentazione che dall’esercizio della stessa, come carichi statici e dinamici.

Come si è detto può essere costituito da diversi materiali, aventi caratteristiche e prestazioni differenti e può possedere caratteristiche diverse a seconda della metodologia di posa prevista per il parquet: incollato, inchiodato o galleggiante.
Di solito la pavimentazione di legno, fatta salva la necessità di strati di regolazione per rendere più uniforme la superficie, è posta in opera direttamente sul massetto.
Il massetto deve essere omogeneo e avere uno spessore uniforme in tutta la sua estensione, considerando che ogni brusca variazione di spessore è causa di lesioni e fessurazioni.
Non deve contenere nel suo spessore impianti idraulici o elettrici, che ne comprometterebbero l’uniformità: essi devono essere collocati nello strato di compensazione posizionato sopra al solaio o allo strato portante sotto al massetto e devono essere coibentati per evitare eccessive trasmissioni di calore (possibili fessurazioni del parquet) o condensazioni di umidità (possibile dilatazione o imbarcamento del parquet).

Tutti i massetti, per garantire le prestazioni previste, devono essere realizzati interponendo una barriera al vapore tra il solaio ed il massetto, questo perché il massetto deve essere protetto da umidità proveniente dagli strati sottostanti, formazione di acqua di condensa ecc..
Come prescrive la norma di riferimento UNI 11371. Questa barriera al vapore è caratterizzata da un valore relativo allo spessore d’aria equivalente (Sd) pari ad almeno 30 m, composta da due strati di fogli di polietilene da 150 micron ciascuno, con fattore di resistenza alla diffusione del vapore acqueo (mu) pari a 100.000. al fine di garantire la continuità della barriera, i fogli vanno sormontati per almeno 100/150 mm e opportunamente nastrati sui giunti.

 Una particolare attenzione va posta nei confronti dei massetti in anidride, all’umidità ambientale durante la loro realizzazione. Questo tipo di massetti necessitano di circa 7giorni per raggiungere la totale essicazione, trascorso questo periodo occorre proteggerli da eventuali interferenze con l’esterno, carteggiandoli e primerizzandoli.
La carteggiatura e la primerizzazione, non sono obbligatorie nei massetti autolivellanti a base cementizia, si effettuano solo se in superficie vi sono sostanze inconsistenti da eliminare.   
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