TERREMOTO: il pensiero di due ingegneri di campagna

Riportiamo di seguito alcune riflessioni di ingegneri pervenute alla redazione


Abbiamo letto vari articoli ed in particolare degli ingegneri Zambrano, Mariani, Cardinale ecc. che sono agli apici della categoria degli ingegneri italiani ed europei e sono articoli pienamente condivisibili.
Al fine di contribuire al dibattito, inserendo anche una vena polemica, ci si chiede, come mai se il pensiero della categoria è quello di norme tecniche più semplici e di una professione che si sviluppa sulla competenza, le cose sono andate e continuano ad andare nella direzione opposta?

Oggi la competenza si acquisisce con la frequenza di corsi che ti danno dei punti che ti permettono di poter fare l’ingegnere o per contribuire alla ricostruzione o visionare i luoghi del terremoto, invece che un dovere ed un diritto, occorre aver frequentato il corso della protezionecivile.
La professione d’ingegnere oggi è piena di regole, balzelli, corsi, ecc. si passa l’80% del tempo a fare lo scribacchino ed il 20% a progettare e seguire i lavori in cantiere.

La competenza si acquisisce sul campo, progettando seguendo i lavori cercando di correggere gli errori che si commettono, copiando ed adattando le esperienze altrui, acquistando con il tempo la necessaria sensibilità. Occorre una rivoluzione culturale che metta al centro la sicurezza e la stabilità degli edifici, dove durante il terremoto si è più sicuri all’interno degli edifici che fuori.
Oggi abbiamo dei materiali che hanno delle caratteristiche di resistenza di parecchio superiori a quelle di cui sono fatte le pareti dei borghi appenninici ed ancora ci ostiniamo a mantenere e consolidare murature che avevano una logica alcuni secoli fa, che ora in molti casi non devono esistere. Consolidiamo murature di scadenti caratteristiche che dopo ogni terremoto di una certa importanza si lesionano nuovamente, producendo gravi danni alle persone, richiedendo ogni volta un impegno economico notevole. Si può fare una ricostruzione negli stessi luoghi mantenendo le caratteristiche estetiche degli edifici e dei borghi con strutture effettivamente antisismiche, consolidando, anche con tecniche innovative, gli edifici di pregio storico architettonico. Negli edifici esistenti, non basta intervenire con cordolature, coperture leggere e materiali compositi, occorre migliorare notevolmente le caratteristiche di resistenza delle pareti in muratura ed in particolare di quelle in pietrame a secco che dopo molti anni, come si vede anche dai servizi televisivi, si presentano prive di coesione e con poco possono crollare.