Andrea Dari: La messa in sicurezza sismica non si risolve solo con incentivi e proclami

In Italia purtroppo quando avviene un “evento sismico” siamo costretti ad abbinarci l’aggettivo “tragico”.

Questo perchè - come dimostrano i numeri dati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri - siamo un Paese con un numero enorme di immobili in zona sismica e con caratteristiche prestazionali non adeguate: 21,5 milioni di persone abitino in aree del paese esposte a rischio sismico molto o abbastanza elevato (classificate, rispettivamente, 1 e 2), con una quota pari quasi a 3 milioni nella sola zona 1 di massima esposizione. (LINK allo studio)
Ecco perchè purtroppo in Italia la parola terremoto è sinonimo di morte, distruzione, devastazione, dolore.

Come spesso avviene in questi casi la tempesta mediatica che si scatena nei giorni successivi a un sisma distruttivo si concentra su alcuni episodi che hanno la capacità di fare “impressione” sul pubblico ed essere facilmente comprensibili, con considerazioni talmente frettolose e spesso pasticciate, da poter diventare più pericolose dello stesso terremoto per le conseguenze che possono portare per le scelte future del Paese.

In questo caso l’attenzione di ogni tg, di ogni giornalista, di ogni comunicato è stata concentrata sulla Scuola “Romolo Caprinica”, oggetto di un intervento di miglioramento sismico nel 2012 e purtroppo ora in parte crollata.

La Scuola elementare “Romolo Caprinica” era stata oggetto di un intervento di miglioramento sismico in quanto opera storica, essendo stata inaugurata nel 1936.  Va detto che in questi 80 anni si sono susseguite numerose ristrutturazioni e opere aggiuntive, come un rialzamento della palestra nel 1945. Mentre negli anni ’60 fu necessario ampliare la struttura. Lo stesso avvenne tra il 1994 e il 2003, lavori che portarono in via Saturnino Muzii anche la scuola Materna e la Media.
Poiché il complesso, evidentemente, non seguiva le norme anti-sismiche nel 2012 il Comune di Amatrice con il contributo della Regione Lazio diede il via all’intervento di ristrutturazione di una parte dell’edificio. Lavori che come recita il cartellone appeso all’interno della scuola furono realizzati espressamente per “l’adeguamento della vulnerabilità sismica”. E sempre nella cartellonista troviamo che nell’ambito dell’intervento di ristrutturazione sono stati fasciati “i pilastri con le fibre di carbonio”, sono stati “rinforzate le colonne centrali, sono state messe in “sicurezza le tamponature esterne e le tramezze interne”. Poi altri lavori più superficiali. Il tutto per un importo di euro 511.297,68 esclusa l’IVA pagato dalla regione Lazio (di cui 106.000,00 da parte del Comune) e ulteriori 200mila euro erogati dalla Provincia di Rieti, provenienti dai fondi della ricostruzione del post terremoto aquilano del 2009 . Impresa esecutrice: Consorzio Stabile Valori di Roma.

Il crollo di una parte di questo edificio ha portato a questi messaggi mediatici:

  1. il crollo ha riguardato tutta la Scuola elementare “Romolo Caprinica”
  2. l’intervento di miglioramento ha riguardato tutto lo stabile
  3. sono stati spesi 700.000 euro per l’intervento di miglioramento sismico
  4. il miglioramento sismico è quindi pericoloso, va sempre fatto l’adeguamento
  5. il progettista ha sbagliato
  6. l’impresa che ha fatto i lavori li ha fatti male e forse è collusa con il malaffare

Una gogna mediatica che ha colpito in modo incessante l'impresa, il progettista, ancor prima che sia stato dimostrato che questi soggetti abbiano delle colpe reali, ma che sta colpendo anche le nuove norme tecniche.

Al momento stanno emergendo molte imprecisioni in relazione a questa attività mediatica. Chi ha visitato il sito ci informa, per esempio, in relazione al punto 1, che la scuola sarebbe crollata solo in parte, e per il punto 2, che l’intervento di ristrutturazione avrebbe riguardato solo una parte dell’edificio, probabilmente quella che non è crollata, e per il punto 3 che dei 700mila meno di un terzo sono stati spesi per la parte sismica e per i punti 5 e 6 che ci siano ancora troppi pochi elementi per capire dove stia la verità.

E il risultato di questa azione mediatica è di scaricare di fatto le responsabilità generali della distruzione del terremoto e del pericolo sismico del Paese su due soggetti: i professionisti che non sanno progettare (come ha detto Vespa alla ormai famosa Porta a Porta della prima sera post terremoto) e delle norme che consentono il Miglioramento invece dell'Adeguamento.

Ecco perchè da ingegnere che sono sento il bisogno di cercare di fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto che differenza c’è tra Adeguamento e miglioramento sismico:

  • l’adeguamento sismico è un intervento che ha come obiettivo di portare un edificio vecchio a un livello di sicurezza pari a quello che avrebbe se quell’edificio fosse costruito ora con le norme in vigore.
  • il Miglioramento sismico invece ha l’obiettivo di migliorare le performance dell’edificio in modo che in caso di sisma abbia un comportamento strutturale migliore, e consenta la salvaguardia della vita di chi lo abita in quel momento.

Come ci disse il Prof. Braga in un’intervista da me fatta un anno fa il numero di edifici a rischio è talmente ampio che il pensare di adeguare tutti gli edifici avrebbe dei costi talmente alti da impedire di fatto qualsiasi programmazione diffusa (LINK all'intervista).

Anche per quanto riguarda gli edifici vincolati. Peraltro, pensando proprio a questi ultimi, la salvaguardia di alcuni aspetti, come il mantenimento dei materiali costruttivi esistenti così come dell’aspetto architettonico renderebbe impossibile l’adeguamento in molti casi. Pensiamo a quanti di noi accetterebbero di avere un Colosseo in cui ogni arco è putrellato o incamiciato ….

Ma il miglioramento, per essere efficace e affidabile, sia da un punto di vista tecnico che politico, deve essere normato.

1 - NTC e MIGLIORAMENTO

Ed ecco quindi la prima necessità concreta che dobbiamo soddisfare: occorre una Normativa Tecnica che consideri in modo appropriato il Miglioramento sismico e ne regoli i coefficienti.
In realtà in Italia questa normativa tecnica l’avremmo, ma è in discussione da anni e quindi ancora non approvata (la discussione sulla precedente normativa che durava anche quella da anni fu risolta con il terremoto del L’Aquila.)

Una volta messa a posto la normativa occorre però risolvere un'altra serie di problematiche, tra cui quella non indifferente di chi deve pagare i costi di intervento di miglioramento sismico.

Ovviamente da un punto di vista mediatico si è cercato anche in questo momento di puntare sulla soluzione più comprensibile: gli incentivi fiscali per gli interventi strutturali. Dietro ogni semplificazione purtroppo ci sono tante bugie.
Perché ? proverò ad evidenziare delle criticità che devono essere risolte se si volesse realmente affrontare il problema con serietà.
Partiamo dalla quantificazione dell’incentivo. In ambito energetico si è fatta una scelta di fondo - sbagliata - di finanziare la spesa fatta a prescindere dal miglioramento ottenuto. In caso di interventi strutturali in ambito sismico questo non si può ovviamente fare. Ecco perchè occorre un documento che consenta di classificare la “qualità sismica” dell’edificio prima e dopo l’intervento.

2 - Classificazione sismica degli Edifici

Possiamo quindi evidenziare la seconda necessità concreta che dobbiamo soddisfare: occorrono Linee Guida per la Classificazione Sismica degli edifici.
In realtà, anche in questo caso, in Italia queste Linee Guida l’avremmo, già finite da circa un anno e mezzo, le ha predisposte un gruppo di lavoro presieduto dall'ottimo esperto Pietro Baratono (provv. OO.PP. Lombardia ed Emilia Romagna) con la presenza di esperti di fama mondiale, ma il Ministro solo ora le ha passate al Consiglio Superiore (dove peraltro troviamo alcuni degli esperti che le hanno predisposte …)

Ma la pubblicazione delle nuove NTC e delle Linee Guida di classificazione sismica non sono ancora sufficienti per risolvere le problematiche economiche.
Perché abbiamo tanti altri problemi connessi, per esempio il problema dei condomini, dove a dover prendere delle decisioni sono delle comunità di persone in parte proprietari degli immobili in parte affittuari. Chi decide ? Chi paga ? in che percentuale ? se ho un contratto ad affitto bloccato che diritti ha l’affittuario ? il proprietario può scaricare nell’affitto parte dei costi di ristrutturazione ? in California ogni Contea è intervenuta dando delle regole e coinvolgendo istituzioni, banche, assicurazioni associazioni dei proprietari e degli affittuari, In questo modo quando un edificio è dichiarato non sicuro non si perdono 20 anni in riunioni condominiali: si deve intervenire, lo stato attraverso le banche sostiene gli interventi nella fase iniziale e il costo è ripartito su più anni tra proprietari e affittuari in base a regole precise.

3 - regole chiare su responsabilità degli interventi
La terza esigenza è quella quindi di affrontare il tema dei costi anche dal punto di vista delle responsabilità di intervento e suddivisione dei costi.


Ho parlato di aspetti strutturali e di problemi di costi, ma ovviamente il tema della sicurezza sismica è complesso e dobbiamo allargare gli scenari.
Pensiamo per esempio alla normativa urbanistica e proviamo a pensare a un caso che potrebbe essere reale. Un condominio decide di fare un intervento di miglioramento sismico dell’edificio e il progettista prevede di realizzare un rinforzo della struttura sulla facciata esterna. Ma il condominio è in un contesto urbano, è già al limite delle distanze urbanistiche previste, ed è confinante con altri immobili …  spesso alla fine si giunge alla conclusione che l’intervento non si possa fare. La Corte Costituzionale, con sentenza 178/2016, ha dichiarato illegittimo l'art.10 della Legge Regionale Marche 16/2015, riferito ad alcune deroghe sulle distanze minime tra edifici e sulle altezze degli stessi.
La normativa regionale originaria (legge 36/2014) prevedeva la possibilità di discostarsi dai parametri solo negli interventi di qualificazione del patrimonio edilizio già esistente, riqualificazione urbana, recupero funzionale e lavori di interesse pubblico, mentre la legge 16/2015 ha eliminato l'obbligo di rispettare le distanze previste dal DM 1444/1968 negli interventi di trasformazione edilizia. Secondo la Corte, intervenuta dopo l'impugnazione da parte del Governo della legge, così facendo la Regione fornisce un interpretazione potenziale di liberalizzazione 'generale' della normativa, ossia in tutti gli interventi di trasformazione e non solo in quelli volti al miglioramento e alla riqualificazione. Il principio fondamentale, quindi, è che non si può derogare in merito alle distanze se non per i soli motivi di interesse pubblico.

4 - Norme urbanistiche adeguate

La quarta esigenza è quella quindi di affrontare il tema della normativa urbanistica, perseguendo un principio che per almeno per una volta possa essere chiaro e unico a livello nazionale.

Ma proseguiamo la nostra analisi del tema del miglioramento sismico del Paese toccando anche altri aspetti: la qualità degli interventi, ovvero la qualifica delle imprese, la qualifica della manodopera, l’attività di controllo e collaudo. Tornando alla ormai famosa scuola di Amatrice, vediamo che è stata realizzata da un Consorzio:
chi è il Consorzio Stabile Valori che ha realizzato l’intervento ? Lo troviamo nel loro sito: il Valori S.c.a r.l. Consorzio Stabile nasce circa 10 anni fa (a Giugno 2014 ricorre il 10° anniversario) dall’unione di imprese di consolidata tradizione con “l’intento di diventare un punto di riferimento a livello nazionale  in un mercato sempre più dinamico e complesso come quello degli Appalti pubblici e privati.”  e “Oggi il Consorzio è un operatore in grado di acquisire e gestire Commesse nei settori dell’edilizia pubblica, delle infrastrutture, del consolidamento e difesa del territorio, del restauro e riqualificazione urbana, ma anche delle opere speciali, dell’energia, dell’impiantistica e di quant’altro compatibile con la propria attestazione S.O.A.”. Per quanto riguarda la composizione “Le imprese consorziate a Valori S.c.a r.l. sono attualmente sessantadue, distribuite sull’intero territorio nazionale e rappresentative dei vari segmenti e settori di mercato.

A me non piace fare processi sommari senza avere le conoscenze complete di tutti i fatti. Non sono in grado quindi di poter valutare se il suddetto Consorzio ha lavorato bene o male.

Posso però osservare che è un soggetto che nasce dall’unione di  62 soggetti più piccoli probabilmente con l’obiettivo di avere la massa critica “economica” per partecipare a certi appalti. Mi viene quindi da pensare che l’attuale sistema di qualificazione tramite livelli economici e le SOA più che fare selezione sulla stabile organizzazione del soggetto e le sue competenze reali finisca per valutare la capacità di aggregazione, e questo abbia contribuito a generare un tessuto imprenditoriale italiano, nel mondo delle costruzioni, in genere debole perchè molto frazionato, poco capitalizzato e strutturato, e nella sostanza non sempre in grado di fornire quelle sufficienti garanzie tecniche che un processo specialistico di interventi di miglioramento sismico richiederebbe. Peraltro senza alcun sistema di qualifica di personale ad oggi ancora in atto. Certi interventi in cui la qualità della manodopera è fondamentale si dovrebbe introdurre l’obbligo del patentino professionale.

5 - qualifica delle imprese e del personale
La quinta esigenza è quella quindi di riformare il sistema di qualifica delle imprese e della manodopera, privilegiando le competenze e le specializzazioni, ma in modo che il tutto non possa essere bypassato con aggregazioni temporanee.


Qualcuno potrà obiettare che comunque c’è sempre prevista la figura della direzione lavori che dovrebbe controllare come si sta operando e del collaudatore. Detto che a mio parere un controllore non risolve il problema di un operaio incapace, comunque la direzione lavori è importante, fondamentale. Ma se lo è, e lo è, allora perchè non avviene per questa voce di costo negli appalti quanto accade per i costi della sicurezza: in un appalto i costi della sicurezza non sono scontabili. Stessa cosa dovrebbe avvenire per i costi di direzione lavori e collaudo. Dovrebbero esserci delle tariffe professionali, calcolate sulla base di un regolamento specifico, non soggette a sconti. La scelta della Direzione Lavori dovrebbe avvenire sulla base di valutazioni tecniche e di qualità del servizio senza ridurre l’onere. Perché se il servizio viene appaltato a costi bassi, come posso assicurarmi poi un controllo efficace.

6 - tariffe professionali per chi controlla
La sesta esigenza è quella quindi di tornare a un tariffario professionale, almeno per quelle che sono le attività di controllo e collaudo.


Riflessioni finite ? facciamo finta che tutto quello che ho evidenziato fin d’ora sia stato affrontato e quindi si sia riusciti a fare un intervento di miglioramento sismico di un edificio con un progetto ben fatto, un lavoro ben fatto, un controllo ben fatto. Poi chi vive in un appartamento fa installare sopra il letto dei bambini un bell’armadio a ponte che è strutturalmente ancorato al muro di tamponamento fatto con cartongesso, posizionato in quella posizione tre anni prima semplicemente per dividere la stanza, senza curare neanche il problema degli ancoraggi. Arriva il terremoto, la casa tiene ma l’armadio crolla sui bambini.

7 - formazione della popolazione
E arrivo quindi alla settima, e mia ultima esigenza: occorre sensibilizzare e formare la popolazione.
Il problema della sicurezza (sismica, incendio, …) deve diventare argomento di educazione civica nelle scuole, perchè senza una consapevolezza diffusa tra i cittadini sarà impossibile avviare qualsiasi politica seria in tema di prevenzione.

In questa lunga mia riflessione ho sollevato 7 esigenze:

  • aggiornare le norme tecniche e normalizzare il concetto di miglioramento sismico
  • approvare le linee guida di classificazione sismica degli edifici
  • stabilire delle regole che chiariscano - soprattutto nelle situazioni complesse - chi paga le ristrutturazioni strutturali e in che modo
  • semplificare la normativa urbanistica e renderla adeguata a una logica di interventi sul costruito
  • cambiare il sistema di qualifica delle imprese e introdurre il patentino di specializzazione per la manodopera
  • fissare tariffari professionali inderogabili per le direzioni lavori e i collaudi
  • fare cultura del rischio con la popolazione

Ovviamente se ne potrebbero evidenziare altre: se si vuole affrontare seriamente il problema del miglioramento sismico del paese non è sufficiente fare dei proclami, trovare dei capri espiatori, baciare dei progetti mediatici come CASA ITALIA: occorre affrontare il problema nella sua complessità.


Qualche anno fa una bellissima pubblicità della Pirelli recitava: la potenza è nulla senza controllo. Ecco noi dobbiamo mettere sotto controllo in Italia il problema della sicurezza, perchè altrimenti torneremo a piangere dopo ogni terremoto, dopo ogni incidente ferroviario, dopo ogni alluvione, dopo ogni evento eccezionale.

Andrea Dari

Ingegnere, Editore di INGENIO