L’esperto BIM con competenze certificate

Il Building Information Modeling (Bim) è un metodo di progettazione già molto diffuso in alcuni Paesi europei, principalmente in Inghilterra, dove da quest’anno è in vigore l’obbligo di utilizzarlo per le opere pubbliche al fine di rendere più efficace ed efficiente il processo di realizzazione delle opere. Infatti, se applicato sfruttando tutte le potenzialità, il Bim consente un buon risparmio di tempo e di denaro nelle fasi di progettazione e di costruzione ma anche nella fase di gestione dell’edificio. Ciò perché permette di integrare in un unico modello tridimensionale le informazioni utili in ogni fase della progettazione, da quella architettonica a quella strutturale, impiantistica, energetica e gestionale; il modello riporta infatti informazioni riguardanti molteplici parametri: volume, dimensioni, materiale, aspetto e altre caratteristiche tecniche che non vengono perse nella comunicazione fra i progettisti consentendo un controllo puntuale di tutte le fasi di progetto incluse le “interferenze”, che si rivelano spesso critiche e individuabili solo in fase di cantiere.

L’adozione del Bim nel Codice Appalti
Il Bim si sta diffondendo anche in Italia, ma ancora in modo sporadico. L’attenzione è stata risvegliata dal nuovo Codice Appalti (Dlgs 50/2016), pubblicato il 18 aprile scorso, che consente alle stazioni appaltanti di richiedere progetti redatti con metodo Bim per lavori sopra la soglia comunitaria (5.225.000 euro).
L’art. 23 (Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi) cita infatti:

1. La progettazione in materia di lavori pubblici si articola, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo ed è intesa ad assicurare:
[…]
h. la razionalizzazione delle attività di progettazione e delle connesse verifiche attraverso il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture.

Per ora non vi è un obbligo legislativo, ma un successivo decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dovrà individuare i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà del Bim, valutata in relazione alla tipologia delle opere e tenuto conto degli importi.
Intanto, lo scorso 28 luglio è stata costituita la commissione Bim, presieduta dall’ing. Pietro Baratono del ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Provveditore alle opere pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna), con il compito di formare alcuni gruppi di lavoro che affrontino le questioni poste dal Bim su più temi: ad esempio le competenze dei professionisti che dovranno utilizzare il nuovo metodo, la formazione delle stazioni appaltanti che dovranno valutare i progetti in Bim e la costituzione di standard coerenti anche con le esperienze internazionali.

Lo schema di certificazione di ICMQ
In questo contesto è dunque importante dare il giusto valore a un aspetto determinante per la corretta applicazione del metodo Bim, riconoscendo la preparazione tecnica e formativa richiesta agli operatori che lo utilizzano. Perciò ICMQ ha ritenuto utile avviare una sperimentazione della certificazione delle competenze professionali dell’esperto in Building Information Modeling, sviluppando uno schema di certificazione in coerenza con la norma Uni Cei En Iso/Iec 17024 e articolato nei tre livelli professionali in vigore attualmente sul mercato:
• BIM SPECIALIST: è in grado di utilizzare il software per la realizzazione di un progetto Bim, secondo la propria competenza disciplinare (architettonica, strutturale, impiantistica, ambientale) ed è in grado di comprendere e utilizzare la documentazione tecnica e operativa aziendale per la produzione degli elaborati e dei modelli (standard e procedure).
• BIM COORDINATOR: è in grado di gestire e coordinare progetti Bim multidisciplinari secondo le risorse, gli standard e le procedure aziendali e di utilizzare gli strumenti software necessari per il coordinamento delle attività di redazione, controllo e gestione del progetto Bim. Conosce inoltre le modalità di utilizzo dei software per la redazione dei modelli Bim per una o più discipline (architettonica, strutturale, impiantistica, ambientale). È in grado di comprendere, utilizzare e aggiornare la documentazione tecnica e operativa della commessa per la produzione degli elaborati e dei modelli (standard e procedure).
• BIM MANAGER: è in grado di gestire e coordinare progetti Bim multidisciplinari secondo le risorse, gli standard e le procedure aziendali. È il responsabile della gestione e del coordinamento delle informazioni per i fornitori coinvolti nei servizi di progettazione, realizzazione e gestione dell’opera. È inoltre il responsabile dell’implementazione dei processi e della strategia Bim all’interno dell’azienda e della redazione della documentazione tecnica e operativa della commessa per la produzione degli elaborati e dei modelli (standard e procedure).
I primi due livelli sono suddivisi nelle due specializzazioni “Building” e “Infrastructure”, vista la forte differenza di conoscenze richieste per le due attività:
• BUILDING: si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di opere edili in campo residenziale, culturale e amministrativo, sportivo e dello spettacolo, produttivo e commerciale e di pianificazione territoriale.
• INFRASTRUCTURE: si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di opere infrastrutturali quali, ad esempio, strade, ferrovie, opere di sbarramento fluviale, reti tecnologiche, opere portuali e tutte quelle opere che hanno una forte interconnessione con il territorio nel quale sono inserite.
Il profilo Bim Manager è una figura trasversale alle specializzazioni Building e Infrastructure, in quanto si occupa della gestione e del coordinamento di gruppi di lavoro multidisciplinari in ambito di opere edili e infrastrutturali nei diversi campi dell’ingegneria e architettura (a titolo di esempio: residenziale, culturale e amministrativo, sport e spettacolo, produzione e commercio, pianificazione territoriale, trasporti, idraulica ed energia).
Il primo esame pilota si è svolto lo scorso 20 aprile, in una sessione alla quale hanno partecipato tre esperti: un Bim Specialist for Building e tre Bim Manager. L’esame si è svolto in tre prove: una prova scritta sia di carattere generale che specifico, con risposte multiple; una seconda prova “pratica” nella quale è stato fornito un caso studio da risolvere con l’uso del software dedicato e coerente con la specializzazione richiesta; una prova orale finale di discussione degli elaborati scritti e di approfondimento di tematiche specifiche.

Uno standard italiano per la certificazione Bim
Dopo queste prime esperienze, ICMQ ha ritenuto necessario coinvolgere le parti interessate al fine di migliorare e sviluppare ulteriormente lo schema anche con riferimento agli standard nazionali e internazionali come, per esempio, le norme Uni 11337, Uni/Ts 11337-3:2015, Pas 1192-2:2013. Lo scorso luglio è stato quindi avviato un gruppo di lavoro con lo scopo di esaminare nel dettaglio tutta la documentazione dello schema di certificazione, sia i documenti di riferimento (Regolamento tecnico), sia i documenti operativi, le domande di esame e i casi studio che vengono proposti ai candidati nell’esame di certificazione, per verificarne la coerenza e l’adeguatezza alle norme e alle esigenze del mercato.
Al gruppo di lavoro partecipano esperti provenienti sia da operatori del mercato sia da enti pubblici come l’Università di Genova (Dsa), l’Università di Venezia e l’Università di Salerno. A conclusione dei lavori verrà pubblicato un documento univoco e condiviso che potrà porsi come riferimento per la certificazione delle competenze dei professionisti Bim.