Proposte di modifica dell’Ecobonus per favorire le riqualificazioni profonde

21/09/2016 1706
Le osservazioni di Renovate Italy
La Direttiva 2010/31/UE non chiede agli Stati Membri un generico miglioramento della prestazione energetica degli edifici, ma la trasformazione dello stock edilizio in edifici a energia quasi zero (nZEB).
Questo concetto è stato recentemente ribadito da una Risoluzione del Parlamento Europeo e da una Raccomandazione della Commissione Europea.
Alla luce di ciò è necessario riqualificare l’intero stock immobiliare perché la riqualificazione di ogni edificio porta con sé molteplici benefici (economici, sociali, ambientali) che possono essere massimizzati solo intervenendo su un numero elevatissimo di edifici.
 
Constatato che l’attuale meccanismo dell’Ecobonus non è stato in grado di stimolare le riqualificazioni profonde, Renovate Italy, associazione composta da numerose realtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia, presenta alcune osservazioni e suggerimenti per la predisposizione da parte del Governo di un meccanismo di incentivazione per le riqualificazioni profonde.
 
A titolo esemplificativo, l’esito dell’attuale modello di incentivo nell’anno 2013 ha prodotto un aumento del tasso di coibentazione degli elementi opachi degli edifici italiani solo pari a 0,014%. Questa scarsa efficacia dell’incentivo è dovuta al fatto che l’Ecobonus è incapace di affrontare il problema dell’anticipazione dell’investimento necessario per realizzare gli interventi. Le detrazioni fiscali sono completamente inadatte allo scopo, anche a causa dell’eventuale incapienza fiscale dei beneficiari.
 
Secondo Renovate Italy, al fine di stimolare le riqualificazioni profonde il nuovo sistema incentivante dovrebbe, in sintesi:
  • poter essere attivato da qualsiasi tipo di richiedente (persone fisiche, imprese, con ogni livello di capienza fiscale) e per ogni tipologia di edificio;
  • essere legato alla definizione di nZEB, non alla classe di efficienza energetica, né al miglioramento rispetto alla situazione ex-ante;
  • essere accessibile anche per interventi parziali, ma solo se eseguiti con la corretta priorità (prima la coibentazione dell’involucro, poi il miglioramento dell’impianto termico, infine l’installazione di impianti per le fonti rinnovabili);
  • essere strutturato su più soglie di accesso, la più severa delle quali coincidente con il livello nZEB; il raggiungimento di soglie meno severe potrebbe consentire la richiesta di un incentivo minore (in termini di intensità e/o massimale);
  • sfruttare il concetto di “finestra di opportunità” per migliorare non solo la prestazione energetica, ma anche altre prestazioni dell’edificio che altrimenti potrebbero non essere mai oggetto di intervento, coordinando i rispettivi modelli di incentivazione;
  • essere azionato anche con il semplice coinvolgimento delle imprese edili, al limite supportate da un esperto in gestione dell’energia (EGE);
  • essere abbinato a un sistema di garanzia pubblica a sostegno dei condomìni che versano in condizione di grave disagio economico;
  • essere affiancato da un provvedimento correttivo delle norme che fissano, per le ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche, requisiti non fattibili o eccessivamente dissuasivi.