Innovazione e salvaguardia del costruito

Molto spesso si tende a confondere l’innovazione con il contenuto tecnologico che la rende tangibile. Tuttavia, riprendendo il significato intrinseco del termine, l’innovazione è prima di ogni altra cosa un avanzamento, in termini di processo, di metodo, finanche di tecniche e tecnologie applicative.
Volendo declinarla al variegato cosmo delle costruzioni, occorre affrontarne la dinamica da diverse prospettive: l’innovazione può essere un miglioramento di approcci già in essere oppure può intendersi come adozione di metodi non-convenzionali e completamente nuovi.
Se nel primo caso si intende un raffinamento progressivo di flussi di lavoro tradizionali, nel secondo lo scenario si presenta più articolato.
 
Nel 1997 Clayton Christensen pubblicò il volume “The innovator's dilemma: when new technologies cause great firms to fail”, nel quale introduceva il concetto di digital disruption; il termine (assolutamente positivo) indica quel momento in cui una nuova tecnologia porta al cambiamento di un’attività modificandone completamente il modello di business precedente. La digitalizzazione, con il suo potenziale enorme di cambiamento e la sua crescente pervasività nel settore delle costruzioni, si candida a rappresentare questa mutazione dirompente: ancora una volta Ingenio vuole indagare l’innovazione nell’ambiente costruito privilegiando il contenuto digitale, prestando particolare attenzione al contesto fragile di un Paese, il nostro, che di recente ha dovuto nuovamente confrontarsi con lo spettro del sisma e delle inerzie tecnico-normative che rallentano l’adozione di buone pratiche e controlli estesi.
 
Nel contributo dal titolo “Il dissesto e la prevenzione: la riduzione del rischio attraverso il monitoraggio terrestre e aereo da RPAS (Remotely Piloted Aircraft System) mediante tecniche geomatiche” Marco Dubbini, insieme a Salvatore Agosta, Giacomo Uguccioni e Lucia Irene Curzio affrontano la tematica della salvaguardia e della sicurezza dell’ambiente utilizzando sistemi aerei di rilievo per il territorio mediante sistemi a pilotaggio remoto e software di analisi numerica. Innovazione strumentale quindi, legata a macchine in grado di fornire un nuovo punto di vista sul territorio, come si evince anche dal contributo “Droni 2.0: applicazioni e potenzialità in ambito civile. Breve rassegna sugli impieghi della nuova generazione di APR nel settore delle costruzioni e dell’ambiente”, nel quale Valentina Russo esplora il potenziale e lo sviluppo tecnologico di un settore in continua evoluzione e che sta portando un alto contenuto in tecnologia sempre più alla portata di operatori che però devono essere consapevoli anche dei rischi connessi. Un caso di studio molto significativo in tal senso è costituito dal “Rilievo fotogrammetrico con drone alla diga di Ridracoli” di Marco Barberini e Matteo Rubboli.
 
Semplicità d’uso, pervasività delle apparecchiature e diffusione degli strumenti digitali nell’industria sono i capisaldi della crescita, ma il contrappasso da scontare nella loro adozione è rappresentato dalle infrastrutture che non sempre sono nella condizione di sopportare un sempre maggiore scambio di informazioni digitali, come riportato da Davide Baldi nel suo “Internet-of-Things: impatto sul mondo civile ed industriale”, o nell’interessantissimo percorso di prototipizzazione tridimensionale di WASP.
Svariati progressi possono essere ravvisati ancora una volta nelle applicazioni digitali del Building Information Modeling, che sta ricavandosi una propria dimensione nella preparazione dei professionisti italiani. Nello scritto “Tra analogico e digitale: breve storia dei modelli analitici“, Claudio Vittori Antisari e Chiara Rizzarda espongono lo sviluppo dei metodi di calcolointegrati che costituiscono uno dei punti di forza del processo BIM. L’esperienza professionale quindi gioca un ruolo importante nella comprensione di questi aspetti, come è possibile ravvisare anche nel contributo di Marcella Bonanomi, Paolo Citelli, e Giulio Drudi dal titolo “Here we are. La transizione al digitale di Lombardini22” o anche ne  “L’importanza del BIM nello sviluppo degli impianti MEP“ di CSP FEA, nel quale Manuel André Bottiglieri, intervistato in merito al reale utilizzo della tecnologia per l’impiantistica descrive non solo i vantaggi ma anche ciò che ancora separa il progetto digitale dal suo duale realizzato in concreto.
 
La digitalizzazione dell’informazione deve sempre più assumere una valenza di innovazione metodologica con solide radici nel mondo reale: Paolo Fiamma, con l’articolo “Il BIM e la cultura della preminenza della costruibilità dell’opera“, traccia un’interessante percorso che conduce alla consapevolezza di come il BIM abbia realmente il potenziale olistico di coordinare esperienze e saperi differenti, per tutto il ciclo di vita dei fabbricati, a partire dal concept fino alla gestione post costruzione, come evidenzia anche Gianni Utica in “Il BIM e il Facility Management: nuovo modello operativo per la gestione del costruito”.
 
Si sottolinea così nuovamente, se ancora ce ne fosse necessità, come la modellazione informativa digitale racchiuda un potenziale sempre più concreto e meno latente, come si evince nel “BIM e pensiero computazionale“ di Adriano Castagnone, che nella strutturazione dei dati racchiude il controllo dei i tempi e dei costi preventivati per la costruzione, come lucidamente esposto, privilegiando gli aspetti di cantiere, anche in ”Project Control e innovazione nella Costruzione: l’approccio del Last Planner System” di Marco Alvise Bragadin.
 
Ma se da un lato il BIM è immaginato per favorire la qualità di progetto delle nuove costruzioni, dall’altro esso rappresenta un valido strumento per affrontare le criticità del patrimonio esistente, come esposto nel contributo “BIM per i beni architettonici: una questione aperta” di Stefano Brusaporci e Pamela Maiezza. E’ questo il settore dove fare ricerca e sperimentare, nel contributo “Il BIM e l'esistente: prospettive di digitalizzazione nella salvaguardia del patrimonio” si pone l’attenzione su come i recenti, nefasti eventi sismici occorsi nel centro Italia, abbiano portato all’attenzione di amministratori pubblici e professionisti la necessità, sempre più urgente, di documentare in maniera oggettiva lo stato di conservazione del patrimonio edilizio con l’introduzione di strumenti legislativi evoluti.
 
Il costruito costituisce il fronte di più grande interesse nel Paese ad oggi: edifici storici in cattive condizioni, soluzioni costruttive che negli anni ne hanno reso fragile il comportamento strutturale oppure materiali non adatti a garantire le prestazioni necessarie in caso di sisma sono fattori da considerare nella salvaguardia del patrimonio, con attenzione anche alla tecnologia che arriva da altri contesti, come quello Giapponese, immerso in una realtà culturale profondamente diversa da quella Italiana ma in grado di trasmettere spunti interessanti per l’adozione di tecniche sicure, come espongono Luca Poni e Tadaki Ichimiya in
Sistemi di mitigazione del rischio sismico: l’esperienza anti-sismica in Giappone”.
 
Angelo Luigi Camillo Ciribini nel contributo “La Quarta Rivoluzione Industriale e il Settore delle Costruzioni” traccia un quadro dai contorni nitidi, ribadendo la necessità di qualificare le figure coinvolte nel processo, attribuendo autorialità e responsabilità. La tecnologia e i prodotti di largo consumo, le best practices costruttive, i sistemi integrati di gestione dell’informazione, i prototipi tridimensionali e una digitalizzazione sempre più invocata e concreta sono pertanto gli attori dello spettacolo dell’innovazione, dove ognuno è chiamato ad esprimere la propria parte attivamente e con consapevolezza, senza essere semplice spettatore. 
 
 
 

IL BIM E' ROCK ?
True STORY about BIM:
16 + 1 relazioni sul tema della Digitalizzazione delle Costruzioni

Giovedì 20 ottobre, inizio registrazioni ore 9.30  - SAIE, ARENA FEDERBETON
Organizzato da INGENIO ed EUROCONFERERNCE con il patrocinio di FEDERBETON

Gratuito, Crediti Formativi per Architetti e Ingegneri

Con questo evento non ci vogliamo limitare a far capire l’importanza che il BIM ha per la filiera delle costruzioni e per il Paese, vogliamo che ci partecipa abbia la conapevolezza  che progettare in BIM è per un professionista più interessante, valorizza le sue qualità, insomma è più bello, e per questo lanceremo un nuovo messaggio “il CAD è lento, il BIM è ROCK”.

Un programma con 16+1 interventi di solo 8 minuti ognuno, con il relatore è in piedi da solo su un palco, con un grande video alle spalle con slide, filmati, immagini … e ogni passaggio da una relazione all’altra avrà degli stacchi di musica Rock.

Durante l’evento il pubblico potrà interagire. Collegandosi con gli smartphone a questo LINK https://goo.gl/e4kSk5 potrà votare e dire se siamo riusciti a convincerlo che il BIM è Rock.

Per i crediti è necessario pre- iscriversi:
http://www.euroconference.it/centro_studi_professioni_tecniche/true_story_about_bim