Scintille di innovazione

Da sempre l’ingegneria ha rappresentato il mondo del fare, forse (in una certa porzione dell’immaginario collettivo della società) in contrapposizione a quello del pensare. Oggi la tecnologia ha drasticamente ridotto la distanza tra pensiero e azione. Cioè tra il pensare e il fare. E ciò sta conducendo a modificare la struttura stessa di qualunque approccio progettuale.  
 
Cosa significa innovare?

A dire il vero non ho una risposta unica e secca. Forse non ho neanche una risposta vera.

Perché non lo so :-).
Forse innovare significa, ogni secondo, ogni ora, ogni giorno, costruire percorsi sul confine.
 
Confine tra linguaggi diversi e purtroppo, troppo spesso, autoreferenziali (la politica, le professioni, l'impresa, l’economia, la cultura, le generazioni, le competenze che afferiscono al progetto …).
 
Confine tra discipline che non comunicano (pensiamo a cosa accade nel mondo della progettazione, del paesaggio, delle identità culturali, della scuola, dell’ingegneria …).
 

Confine tra arti.

Confine tra disciplina e disubbidienza. 

Confine tra azione e pensiero (tra il mondo del fare e il mondo del pensare). 

Confine tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro.

Innovazione può essere una scintilla.

E, come una scintilla, può accendere un fuoco che illumina il sentire comune se trova le condizioni adatte, oppure spegnersi se non le trova. 

E’ come la parola, un ponte che collega l’utopia alla realtà, il senso della possibilità con il senso della realtà. 

Innovazione dovrebbe essere l’imprescindibile ricerca di un linguaggio condiviso e plurale. 

E innovazione significa, per me, esplorare con occhi nuovi l’enorme universo interdisciplinare che si è formato, con una particolare accelerazione negli ultimi decenni, attorno ai concetti di rete, connessione, relazione, oramai in ogni ambito dello scibile umano (dalla fisica all’informatica, dall’economia alla biologia, dalla genetica alla matematica, fino alla progettazione degli edifici e delle città) mostrando l’immagine di un universo fortemente interconnesso + in cui le relazioni tra i singoli oggetti sono più importanti degli oggetti stessi.

In questo senso il paradigma emergente dell’ “architettura Open Source”, caratterizzato da un approccio inclusivo alla progettazione, dall’uso collaborativo dei software e dal funzionamento trasparente dell’oggetto architettonico e delle città durante il loro ciclo di vita, descrive nuovi metodi per la progettazione, costruzione e funzionamento degli edifici, delle infrastrutture e degli spazi in generale. 

Facendo una discesa nel dibattito attuale su digitale e progettazione, a partire dalle opere pubbliche, l'utilizzo esteso dell'ICT negli appalti e nei contratti non può prescindere da una visione strategica in cui assume un rilievo fondamentale la qualificazione di tutti gli attori della filiera del sistema costruzioni. A partire dalla committenza (strutture tecniche, amministrative, legali) perchè senza una committenza caratterizzata da elevata professionalità nessuna innovazione tecnologica potrà essere destinata al successo. 

#scintille
E quando parlo di innovazione non posso non associarlo a SCINTILLE, al progetto del CNI, con il quale abbiamo voluto riportare al centro della scena le IDEE, mettendo in risalto le eccellenze dell’ingegneria italiana.

Partito nel 2014 come concorso, SCINTILLE ha trovato il suo pieno slancio con l’edizione del 2015 dove si è integrato con il progetto #slindingdoors, con un suo #blog e una sua redazione, capillare in tutto il Paese, che sta tirando fuori storie di innovazione di ogni genere e di grande valore imprenditoriale e professionale dove l’ingegneria è una delle discipline, ma è quella che in maniera trasversale le unisce tutte.

Il perchè di SCINTILLE? Beh perchè le idee hanno un valore intrinseco di spinta al rinnovamento e al miglioramento della società, spostando in avanti i limiti e allargando gli orizzonti, generando nuove sfide. Vogliamo scommettere sulle idee e sulla loro capacità di determinare sviluppo riconoscendo e interpretando il ruolo dell’ingegneria quale strumento di sovrapposizione trasversale tra differenti discipline. Il mondo dell’ingegneria non è venturcapital, non è incubatore di startup, ma vuol essere un punto di confine, interprete, insieme alle altre realtà, del ruolo dell’ingegneria. Il sogno di costruire qualcosa che arrivi in cielo, ovvero che superi i limiti dello spazio e del tempo in cui siamo costretti, dipende dall’esistenza di un linguaggio comune, di una narrazione condivisa. Da ingegnere, e architetto, credo fermamente che senza un linguaggio comune è impossibile costruire un sogno collettivo. E questo si può fare unendo i mondi e i linguaggi.

Gianni Massa

Vice Presidente CNI

 


IL BIM E' ROCK ?
True STORY about BIM:
16 + 1 relazioni sul tema della Digitalizzazione delle Costruzioni

Giovedì 20 ottobre, inizio registrazioni ore 9.30  - SAIE, ARENA FEDERBETON
Organizzato da INGENIO ed EUROCONFERERNCE con il patrocinio di FEDERBETON

Gratuito, Crediti Formativi per Architetti e Ingegneri

Con questo evento non ci vogliamo limitare a far capire l’importanza che il BIM ha per la filiera delle costruzioni e per il Paese, vogliamo che ci partecipa abbia la conapevolezza  che progettare in BIM è per un professionista più interessante, valorizza le sue qualità, insomma è più bello, e per questo lanceremo un nuovo messaggio “il CAD è lento, il BIM è ROCK”.

Un programma con 16+1 interventi di solo 8 minuti ognuno, con il relatore è in piedi da solo su un palco, con un grande video alle spalle con slide, filmati, immagini … e ogni passaggio da una relazione all’altra avrà degli stacchi di musica Rock.

Durante l’evento il pubblico potrà interagire. Collegandosi con gli smartphone a questo LINK https://goo.gl/e4kSk5 potrà votare e dire se siamo riusciti a convincerlo che il BIM è Rock.

Per i crediti è necessario pre- iscriversi: http://www.euroconference.it/centro_studi_professioni_tecniche/true_story_about_bim

A questo link troverete anche il programma.