Il BIM e la Politica Industriale per il Settore della Costruzione

Il Paradigma della Crescita è ora declinato in Italia all'insegna del Recupero di Produttività con il Programma Nazionale intitolato a Industria 4.0 e dell'Incremento di Produzione con il Rilancio degli Investimenti Pubblici e la Politica Fiscale relativa alla Riqualificazione Edilizia e alla Rigenerazione Urbana.

La nozione di Industrie 4.0 è, in realtà, assai più sperimentale di quanto non si creda e, al contempo, molti tratti del Piano denominato Casa Italia, che dovrebbe possedere forti connotazioni olistiche, è forzatamente ancora in fase di delineamento.
Vi è, comunque, una stretta simmetria tra quanto promosso dal ministro Calenda e dal ministro Delrio, in merito alle incentivazioni alla Offerta Industriale e alla Domanda Privata (e, forse, anche Pubblica), oltre al comune denominatore costituito dal Potenziamento delle Infrastrutture Materiali e Immateriali, Analogiche e Digitali.

Al netto della Nuova Costruzione Residenziale, all'avvio del Nuovo Ciclo Edilizio, gli importanti segnali che il CRESME mette in evidenza riguardano una omogenea Ripresa, alla quale occorre che gli Operatori credano fermamente.
In ciò risiede la questione fondamentale: se, infatti, è sicuramente difficile stabilire quanta parte dei segni positivi rilevati siano già ora direttamente attribuibili alla Innovazione, non vi ha dubbio che essa, nelle sue molteplici forme, rappresenti il viatico indispensabile per rafforzare ulteriormente la tendenza in atto.

La Lenta Transizione che caratterizza il Settore delle Costruzioni si è, dunque, avviata: di essa il Building Information Modeling (BIM) è cifra caratteristica, ben oltre il significato stretto che a esso si dovrebbe attribuire, in quanto, di fatto, BIM è ormai divenuto sinonimo di Introduzione alla Digitalizzazione del Settore.

A questo proposito, però, occorre definire con grande chiarezza in che modi e con quali tempi la sua adozione e diffusione possa verificarsi.

Per prima cosa, ritornando agli Investimenti Pubblici, incluse le diverse forme di Partenariato Pubblico Privato, è opportuno verificare quanto l'ansia di procedere con i Progetti, Definitivi o Esecutivi che dir si voglia, debba confrontarsi con l'Idea di Prodotto Immobiliare e Infrastrutturale che si vuole sostenere, poiché la Digitalizzazione, nella sua massima estensione, propone accezioni di as a Service (on Demand) e di Disponibilità (Servitizzazione) che appartengono agli scenari internazionali che si suole definire come Digital Built (Britain), ma non all'Immaginario dei Player Tradizionali.
Il rischio, sotto questo profilo, è quello di incentivare prevalentemente i Volumi di Produzione, consolidando una immagine tradizionale del Professionalismo e dell'Imprenditorialità.
Allo stesso modo, l'estensione ai condominî o alle scuole degli Interventi di Miglioramento Sismico e di Efficienza Energetica, potrebbe riprodurre i vizi quantitativi che hanno rafforzato sin qui solo le Piccole e le Micro Organizzazioni.
Alla luce di queste sintetiche premesse, l'implementazione del BIM come Dispositivo di Politica Industriale passa attraverso due livelli concomitanti: la Riqualificazione della Domanda Pubblica e la Riconfigurazione dell'Offerta Privata.
A partire dalla Qualificazione delle Stazioni Appaltanti e delle Amministrazioni Concedenti, è evidente che la loro Aggregazione e la loro Valutazione, elementi fondamentali, non saranno sufficienti in assenza di una loro compiuta Digitalizzazione.
Per questo percorso passa, in effetti, la nozione, dalle interpretazioni molteplici, di Obbligatorietà.
Tale categoria, infatti, si presenta come «incoraggiamento» nel Regno Unito, non si presenta al momento per nulla in Francia, nonostante diverse grandi e influenti iniziative pubbliche e private, riguarda a oggi un solo dicastero competente in Germania, appare, invece, più cogente in Russia e in Spagna, non è ancora definita in Polonia. Sarà, infine, per quanto è dato sapere, espressa in forma esclusiva di raccomandazione dalla Commissione Europea.
È palese che, sia pure presumibilmente, per tassonomie di Committenze, di Opere, di Importi, di Procedura, e così via, la apposita commissione insediata presso il MIT ne deciderà la tempistica e la modalità di adozione, naturalmente nei termini perentori di un dettato decretativo, secondo i voleri del Decisore Politico.
In merito nulla in questa sede è possibile sostenere o avanzare: sarebbe assolutamente improprio.
Ma è su un altro piano, altrove, che occorre intendersi, in quanto, primariamente bisogna assolutamente evitare che qualunque provvedimento sia interpretato in prima approssimazione, come Vincolo all'Impiego di Strumenti.
Non è, infatti, di questo che si parla (per quanto gli Strumenti siano abilitanti), come ripete a ogni piè sospinto instancabilmente Paul Morrell, il principale artefice dell'introduzione del BIM come Dispositivo di Strategia Industriale da parte del Governo Britannico nell'ormai lontano 2011.
La scommessa che si è giocata allora era, in effetti, tutta legata a una rivisitazione e a un potenziamento della Funzione Committente, tanto che sia le BS PAS della serie 1192 sia le ISO 19650 si giocano tutte sulla capacità della Domanda di impostare e di orientare i Processi.
Qui, del resto, argomentare sui Processi, sulla loro Efficienza, non è, però, sufficiente se non si mette mano ai Prodotti: da cui la dialettica tra UK BIM L2 e UK BIM L3.
E non dimentichiamo che la Espressione Digitale della Economia Circolare e Condivisa si traduce nella Disintermediazione di Airbnb e di Uber, che stravolge le Identità consolidate.
Nel Nostro Paese, pertanto, il BIM può agire, appunto, quale sinonimo di Digitalizzazione, come Dispositivo solo se nella Nuova Committenza Pubblica (non necessariamente richiamando l'antico New Public Management) Programme e Project Management, come da intenzioni espresse da ANAC, avranno il ruolo decisivo.
L'Intendenza, vale a dire la Strumentazione, seguirà.
Ecco che, qualunque scadenza temporale ultimativa si possa immaginare, per quanto differenziale, essa non può che rappresentare il punto conclusivo di un iter che deve essere avviato immediatamente e che si nutre di Metodi Gestionali, di Modelli Organizzativi, di Quadri Contrattuali.
In questa prospettiva, ha poco senso, dunque, non solo parlare di Strumenti, ma forse anche di Casi Pilota, se in precedenza non si è posto mano all'Infrastruttura Organizzativa e Giuridica.
Parimenti, la Digitalizzazione dell'Offerta non può che dipendere dalla sua Riconfigurazione.
Se, infatti, non si discute di questa prerogativa, ogni ragionamento sull'Onerosità degli Strumenti risulterà fittizio e fuorviante.
Il Programma, o Piano, Industria 4.0 non lascerà certo intatta la Struttura Produttiva del Settore Manifatturiero: anzi, la modificherà profondamente.
Lo stesso vale per il BIM: credere che, attraverso alcuni, possibilmente limitati, Strumenti si possa rafforzare un Sistema delle Costruzioni che, proprio in virtù della Digitalizzazione, sarà profondamente destabilizzato, è illusorio.
Se non ci si affretta a riflettere sul potenziale trasformativo a medio termine della Digitalizzazione, si rischia di investire su Identità, Processi e Prodotti antichi, incompatibili con la essenza ultima del Cambiamento.
Lo sforzo che, grazie a un uso, qui davvero «strumentale», del BIM i Decisori Politici possono chiedere alla Domanda Pubblica e all'Offerta Privata è di accettare l'inizio di un cammino difficile, faticoso, oneroso, non solo in termini strumentali, ma, soprattutto, in termini culturali.
Al termine del quale si vedrà, in effetti, se avremo indotto una nuova Classe Dirigente Pubblica e un Nuovo Ceto Professionale e Imprenditoriale.
D'altronde, aggettivi quali Graduale e Incrementale non possono agire in modo consolatorio, non possono celare la Disruption che è implicita nella Digitalizzazione.
Ma i Driver del Cambiamento si annidano nelle Relazioni, perché i Flussi Informativi che uniscono il Cliente o il Committente alla Catena di Fornitura dipendono dalla loro Intelligenza che, per essere tale, deve poter agire sul piano computazionale, deve elaborare Dati che siano Machine Readable.
Naturalmente, ogni discorso sul rapporto tra Uomini e Macchine, tra Città Intelligenti e Città Sensibili, richiede numerose mediazioni, per evitare orizzonti allucinanti e allucinati.
Ma la sostanza della vicenda non si può eludere: per ogni dicastero, si chiami MISE o MIT, la Qualità della Transizione sarà decisiva e, nella fattispecie dei Lavori Pubblici, la Leva si chiama Amministrazione Pubblica.
Non per niente, infatti, ciò che accomuna tutte le Forme della Digitalizzazione (da Smart City a Industrie 4.0) è la Relazionalità che attraverso le Filiere e ricomprende il Cliente/Committente.
Accanto al BIM, nella sua collocazione all'interno degli ordinamenti legislativi, avviamo una Politica Industriale Condivisa: si chiama Strategia.

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