La corretta intasatura e sigillatura dei giunti nelle pavimentazioni in cotto

Dopo aver posato i manufatti sullo strato di allettamento e averli battuti, il pavimento in cotto è pronto per l’intasatura dei giunti. Questa, nel caso di posa rigida, va eseguita trascorse almeno 24 ore dalla posa completa del pavimento, tempo necessario affinché il materiale di allettamento raggiunga una consistenza tale da evitare l’affondamento dei manufatti causato dal transito dei posatori. Prima di dare inizio alle operazioni, è buona norma bagnare abbondantemente la superficie pavimentale.
L’intasatura dei giunti, nei pavimenti laterizi, viene eseguita con boiacca, miscele molto liquide di sabbia e cemento, malte a cocciopesto e sigillanti preconfezionati.

Operativamente, è possibile realizzare questa operazione mediante:

1.    Copertura totale della superficie pavimentale (la tecnica più diffusa);
2.    Riempimento lineare, versando la miscela direttamente all’interno delle fughe.   

L’intasatura dei giunti tramite copertura totale si esegue stendendo la miscela su tutta la superficie, avendo cura di farla colare nelle fughe fino a totale saturazione, spargendola mediante racchette con terminale gommato o spugnoso-compatto, del tipo utilizzate per la pulizia dei pavimenti. I passaggi sulla superficie con le racchette devono ripetersi fino a quando le fughe non ‘rifiutino’ la miscela, segno evidente del loro completo riempimento.
Il riempimento lineare delle fughe, limitando la sporcatura della superficie ai soli bordi degli elementi, è consigliabile per manufatti più porosi, ma richiede tempo e accuratezza nell’esecuzione e può essere adottato solo nel caso di giunti aperti, prossimi ai 10 mm di larghezza.
Operativamente, la colatura viene effettuata manualmente tra mite colini dotati di beccuccio, imbutio, in alternativa, con siringhe tipo sacche da pasticciere.
La ripulitura delle tracce di materiale di riempimento dalla superficie laterizia deve avvenire contestualmente al l’operazione di intasatura.

La pulitura delle tracce di materiale di riempimento va eseguita con immediatezza, ad esempio con sabbia silicea fine ed asciutta, cospargendola a spaglio sulla superficie pavimentale e sfregandola successivamente in modo energico, sia manualmente che meccanicamente, essendo quest’ultimo il metodo più efficace.
La sfregatura con sabbia garantisce una radicale pulitura della superficie del laterizio e l’asportazione dei residui lasciati dai materiali impiegati per l’intasatura dei giunti.
Al contempo, rafforza le fughe in virtù del fatto che la sabbia, penetrando al loro interno, solidarizza con il materiale impiegato per l’intasatura; l’azione di ‘rinforzo’ risulta particolarmente efficace quando l’intasatura è stata eseguita con sola boiacca o miscela di cemento e polvere di laterizio.
Per ottenere un lavoro accurato, dopo la pulitura è consigliabile passare sulla superficie del pavimento una spugna o un tampone umido, in modo da verificare subito la buona riuscita della sigillatura delle fughe. La pulitura delle pavimentazioni in laterizio con segatura è vivamente sconsigliata perché questa può rilasciare sostanze oleose e tan nini che possono macchiare i manufatti e stonalizzare le fughe in modo irrimediabile.
Ultimata la pulitura del pavimento, è buona regola proteggerlo, fino alla messa in opera o in attesa del trattamento, dal danneggiamento o sporcatura mediante presìdi che non ne compromettano la traspirabilità, quali teli di lana o cotone decolorati. È sconsigliato l’uso di cartoni che, se inumiditi, possono rilasciare sostanze in grado di creare macchie e alonature poi difficilmente rimovibili.
 



Tratto dal volume “Le pavimentazioni in laterizio: prodotti e scenari applicativi”, scaricabile al sito di ANDIL: www.laterizio.it