Fede (CNI), Efficienza energetica: non basta un corpus normativo ma ci vuole una crescita culturale

24/11/2016 5025

Intervista a Gaetano Fede, ingegnere e Responsabile GdL Energia CNI

1) Ingegner Fede, il Governo ha varato un pacchetto di proposte ambiziose per la riqualificazione energetica e strutturale dei condomini. Il CNI come giudica questa iniziativa legislativa? Ritiene che sarà sufficiente a rilanciare il settore dell’edilizia?
Se si riferisce alle proposte contenute nella legge di stabilità per i condomini, tipo ecobonus potenziato e sismabonus, in linea di massima ci sembrano proposte accettabili e che possono aiutare ad una effettiva riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, che in larga massima è carente sia in termini di adeguamento strutturale antisismico, che in materia di riqualificazione energetica. Siamo però cauti e vorremmo aspettare la norma definitiva prima di esprimere un parere compiuto, ed eventualmente positivo, soprattutto in merito ai tempi di applicazione degli incentivi.

2) Ritiene che vi sia una maggior sensibilità del mondo condominiale alle tematiche dell’efficienza energetica o si tratta di un interesse solo di facciata, “indotto” dagli obblighi sanciti dal D.Lgs. 102/2014?
Da qualche tempo ormai le varie associazioni di amministratori condominiali hanno sviluppato una maggiore sensibilità su parecchi temi che riguardano il patrimonio immobiliare esistente, ed in particolare il risparmio e l’efficienza energetica. Sicuramente gli obblighi (non solo del D.Lgs 102) hanno favorito questo maggior interesse (nel senso che non è possibile ignorare il rispetto della legge) ma la collaborazione che spesso abbiamo con le maggiori associazioni condominiali di categoria ci inducono a pensare che si voglia effettivamente proseguire in questa direzione. In tal senso abbiamo già predisposto in materia di D.Lgs. 102 un documento congiunto con ANACI ed AiCARR, attraverso il quale sono stati richiesti specifici chiarimenti sul D.Lgs. al Ministero dello Sviluppo Economico.

3) Come valuta l’attuale corpus legislativo italiano in materia di efficienza energetica? Sarà sufficiente ad una effettiva riduzione dei consumi? Ritiene persistano delle criticità? Quali?
Abbiamo l’impressione che il corpus legislativo italiano in molti casi rappresenta solo un recepimento delle direttive europee; anzi a volte anche tale recepimento non è attuato al meglio, viste le troppo frequenti infrazioni a cui il nostro Paese è stato sottoposto. Per quanto riguarda la sufficienza per una effettiva riduzione dei consumi e la persistenza delle criticità, ci sarebbe molto da dire, partendo dalla considerazione che comunque non bastano le leggi ma ci vuole una crescita culturale non solo di tutta la classe politica, ma anche dell’intera filiera e cioè imprenditori, pubbliche amministrazioni, fino a giungere al semplice cittadino. Da una recente indagine sviluppata dal CNI di prossima pubblicazione emerge, ad esempio, che solo il 55% dei Comuni italiani ha affidato ad uno specifico ufficio le problematiche connesse all’efficienza energetica del patrimonio edilizio comunale, ed ancora il 24% dei Comuni non ha nominato un Energy Manager, e solo il 29% esercita il controllo dell’osservanza delle norme di efficienza energetica dell’edilizia privata, dato quest’ultimo che, oltre a poter rappresentare una omissione di atti d’ufficio, costituisce una mancanza di informazioni per una corretta politica energetica nel territorio comunale. C’è, quindi, ancora molta strada a fare.

4) Il CNI e il GdL Energia sta lavorando a stretto contatto con il MISE, a supporto e in revisione delle norme e delle leggi prodotte. Ci può raccontare cosa è stato fatto e cosa vi accingete a proporre a Governo e Ministero sulle tematiche energetiche?
Abbiamo appena terminato le “Linee guida per la verifica della relazione sul contenimento dei consumi energetici” per la quale intendiamo chiedere una condivisione al MISE e successivamente una trasmissione a tutti i Comuni italiani; abbiamo messo in cantiere, in collaborazione con AiCARR, l’ambizioso progetto per la realizzazione di un Testo Unico per l’Energia che intendiamo sottoporre alle Commissioni parlamentari competenti; stiamo elaborando delle proposte di relazioni tecniche ex lettere b, c e d, comma 5, art. 9 del D. Lgs 102/2014, così come modificato dal D. Lgs n. 141/2016. Ma soprattutto stiamo chiedendo con costanza ed insistenza al MISE di poter intervenire, come rappresentanza della categoria, a monte e cioè prima di doverci confrontare con bozze legislative sostanzialmente completate, su cui spesso si può intervenire solo marginalmente.