Verso il Testo Unico sull’efficienza energetica negli edifici?

17/11/2016 4714

Intervista a Luca Alberto Piterà, ingegnere e Segretario Tecnico di AiCARR

  • Ingegner Piterà, il Governo ha varato un pacchetto di proposte ambiziose per la riqualificazione energetica e strutturale dei condomini. AiCARR come giudica questa iniziativa legislativa? Ritiene che sarà sufficiente a rilanciare il settore dell’edilizia?
L’Italia ha recepito negli ultimi anni tre direttive importanti sull’EPBD, sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica con l’entrata in vigore del D.Lgs 102/2014, che però non sembra rappresentare una priorità nel nostro Paese. Eppure si rivolge ad un settore, l’edilizia, che come è noto è responsabile del 40% dei consumi e delle emissioni nazionali, un settore che in Italia rappresenta oltre il 6% dell’economia, impiega quasi due milioni di persone e un milione di imprese per lo più piccole e piccolissime.
Un settore che con un fatturato complessivo di oltre 300 miliardi di euro fornisce, nonostante la crisi, un sostanziale contributo al PIL nazionale. È stato già fatto notare che solo se si volessero conseguire gli obiettivi comunitari, si parlerebbe di investimenti da manovra finanziaria: azioni per 10 miliardi all’anno da qui al 2020. Ma con il quadro generale ed il sistema di regole attualmente a disposizione in Italia sarà difficile raggiungere questi obiettivi.
 
  • Ritiene che vi sia una maggior sensibilità del mondo dei vari attori (condomini committenti e soggetti esecutori) alle tematiche dell’efficienza energetica? O si tratta di un interesse solo di facciata, “indotto” dagli obblighi sanciti dal D.Lgs. 102/2014?
Sicuramente notiamo un più elevato coinvolgimento e sensibilità di queste figure sul tema dell’efficienza energetica, ma dobbiamo analizzarne le motivazioni. Se abbiamo una più profonda consapevolezza dell’utente finale rispetto ai propri consumi è grazie alla contabilizzazione delle spese e l’attenzione al tema dell’efficienza energetica da parte di committenti ed esecutori è, almeno in buona parte, stimolata dalle prescrizioni legislative richieste al fine di ottenere agevolazioni (ad es. aumento della volumetria, sconti sugli oneri di urbanizzazione, ecc..).
È da notare che attualmente non vi è una stretta connessione tra obiettivi sociali e politica energetica. Infatti è da sottolineare che a causa della “fuel poverty”, intesa come incapacità dell’utente finale di acquistare beni e servizi energetici che fanno parte del paniere minimo dei consumatori, condizione sempre più diffusa come riconosciuto anche da due risoluzioni del Parlamento Europeo, risulta estremamente difficile per l’utente finale mettere in atto una corretta strategia di risparmio energetico, che richiede, almeno in prima battuta, investimenti in nuove soluzioni e tecnologie a cui si aggiunge un contesto legislativo complicato e non di facile interpretazione.
 
  • Come valuta l’attuale corpus legislativo italiano in materia di efficienza energetica? Sarà sufficiente ad una effettiva riduzione dei consumi? Ritiene persistano delle criticità? Quali?
Sul tema dell’efficienza energetica e della sua importanza strategica siamo tutti d’accordo, dal settore produttivo, alla politica, alla società, però sarà l’unico obiettivo dei tre del target 2020 a non essere raggiunto. Nel piano predisposto dall’UE Clima-Energia, l’efficienza energetica continua a essere un obiettivo non vincolante e il suo target è sceso a un timido 27%, quasi un obiettivo business as-usual. In Italia, per non smentirci, le detrazioni fiscali sulle riqualificazioni edilizie continuano a essere riproposte solo alla fine dell’anno, in un clima di incertezza perenne e il recepimento della direttiva sull’efficienza energetica sembra complicare le cose, con farraginosità nei meccanismi, sovrapposizione di competenze diverse (ne abbiamo contate più di dieci!), assenza di coordinamento dei vari settori produttivi e soprattutto nessuna responsabilità concreta per l’attuazione.
Tutto questo, in un settore in cui sarebbe facile, ridurre i consumi del parco edilizio esistente del 30 – 40 %, ma come possiamo farlo senza avere semplificazione e sostegno?
Secondo Leslie White “Una società arriverà al collasso, quando spenderà le sue risorse non per produrre qualcosa, ma per far funzionare la macchina che dovrebbe produrre qualcosa”. Sulla tematica dell’efficienza energetica e sull’adozione di fonti rinnovabili siamo proprio a questo punto, infatti se diamo un’occhiata al quadro legislativo nazionale è talmente (inutilmente) complesso da comportare un problema serio agli operatori del settore, dai progettisti ai certificatori, ma anche ai produttori e agli installatori.
È in questo quadro che nasce la decisione di AiCARR e CNI di proporre ai propri soci e alla politica un Testo Unico sull’efficienza energetica negli edifici, con lo scopo di fare chiarezza, di semplificare e di rendere più omogenea la regolamentazione legislativa dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio nazionale.
Con questa proposta, AiCARR e CNI si candidano con più forza, ed in modo più operativo, a supportare tecnicamente il mondo istituzionale, sia a livello centrale sia locale. La semplicità legislativa permette alle istituzioni di esercitare in modo univoco e chiaro le attività di progetto, verifica e controllo, ma soprattutto restituisce agli utenti una maggiore certezza sulle prestazioni energetiche dichiarate di edifici e impianti. L’obiettivo del Testo Unico, oltre a fornire un contributo di semplificazione (nessuna nuova legge o dispositivo normativo!) permette di garantire un accordo interpretativo, direi comparato, tra ciò che esiste ora e ciò che è in fase di completamento.
 
  • AiCARR è stata molto attiva nel supportare il Governo sulle tematiche attinenti l’efficienza energetica e la riqualificazione del patrimonio esistente (condomini compresi). Ci può raccontare cosa è stato fatto e cosa vi accingete a proporre a Governo e Ministero sulle tematiche energetiche?
Fino ad oggi AiCARR ha lavorato su tutti i tavoli sia normativi sia legislativi indifferentemente, cercando di creare inoltre una rete di collaborazioni con altre Associazioni, Ordini, Enti di ricerca, in diversi campi dall’efficienza energetica alle fonti rinnovabili fino alla riqualificazione del patrimonio edilizio storico, portando inoltre sul territorio specifiche tematiche con il contributo di convegni, incontri tecnici, visite tecniche e formazione, attraverso AiCARR Formazione.
Recentemente AiCARR ha firmato protocolli di intesa con CNI e ANACI al fine di consolidare una collaborazione che era già in atto da tempo, ma non formalizzata, e portare avanti iniziative sia a livello legislativo sia normativo, come il Testo Unico per l’efficienza energetica in edilizia e l’introduzione di coefficienti di compensazione per i sistemi di contabilizzazione, attraverso una modifica sia del D.Lgs 102/2014 e s.m.i., sia della UNI 10200, attualmente in revisione.

Ha inoltre supportato il Governo dal punto di vista strategico, fornendo il proprio contributo al #Green Act, e recentemente inviando al Ministro Calenda un documento contenente una strategia nel lungo periodo presentata durante il 34° Convegno Nazionale di Bologna 2016, recante “Il ruolo dell’efficienza energetica nel lungo periodo, 2020 – 2050. Proposte per una programmazione nazionale”.