Ipotesi avanzate di finanziamento di riqualificazioni energetiche nei condomini

La riqualificazione energetica in ambito condominiale è sempre stata condizionata da due variabili, tra di loro dipendenti:
> “cosa” proporre
> come “vestire di numeri” la proposta.

Punto di partenza (cosa proporre) è la sinergia tra diagnosi energetiche di alta qualità ed interventi efficaci, che si ottengono affidandosi a professionisti esperti e preparati, in grado di produrre DIAGNOSI ENERGETICHE DI ALTA QUALITÀ e ad operatori-gestori altrettanto capaci in grado da realizzare l’intervento a regola d’arte e nel rispetto degli obiettivi.
A tal proposito esiste (anche se poco o per nulla praticato) uno strumento in grado di dimostrare l’efficacia di un intervento con una valutazione ex ante ed una ex post: ovvero la FIRMA ENERGETICA.

Le illustrazioni che seguono esprimono in forma grafica sufficientemente esplicativa, quanto impietosa, i risultati di un intervento che ha rispettato le previsioni progettuali ed uno che non ha raggiunto gli obiettivi.


Figura 1 - Firma energetica di un condominio dopo un intervento con rispetto delle previsioni progettuali.

 



Figura 2 - Firma energetica di un edificio che non rispetta le previsioni progettuali.


La comparazione puntuale della FIRMA ENERGETICA DI PROGETTO (ovvero quanto desiderato) con la FIRMA ENERGETICA DI ESERCIZIO (quanto realizzato), può quindi anche consentire di discriminare il grano dal loglio, ma non risolve il problema di come finanziare l’intervento.

Il metodo sopra descritto prevede degli ostacoli dovuti alla effettiva difficoltà di reperire, nell’esercizio di prima applicazione, dati attendibili in modo continuativo e sistematico. Ciò non tanto per il vettore energetico utilizzato (la lettura del contatore è sempre possibile), quanto per la difficoltà di rilevare le temperature medie del luogo dove sorge l’edificio sotto osservazione. È il caso delle centraline meteo climatiche gestite da Enti pubblici, che non sono collocate nelle vicinanze e perciò forniscono dati sistematici e puntuali ma non referenti, oppure più semplicemente non ci sono.

Questa limitazione consente di attuare una verifica sul risparmio medio a consuntivo (magari anche superiore a quello previsto), ma non di monitorare in continuità le postazioni oggetto di avvenuta riqualificazione. Oltre a ciò la parcella della prestazione professionale è destinata a lievitare per effetto dell’attività di monitoraggio, il cui costo cresce in proporzione al numero ed all’intervallo di rilevamenti necessari per garantire l’accuratezza e la sistematicità della raccolta dei dati.

Per questa ragione, si è attuata una felice e fruttuosa collaborazione con la società Cheonix di Vimodrone (MI) per sperimentare attrezzature, ideate da Cheonix, capaci di automatizzare tale raccolta di dati (Vettore Energetico utilizzato e Temperature) e di renderli disponibili direttamente su un apposito portale.

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