Il coordinamento della sicurezza nel cantiere di Porta Nuova Garibaldi a Milano

PARTE 1

L’articolo tratta dell’approccio alla progettazione della sicurezza sviluppato per il cantiere di Porta Nuova Garibaldi a Milano dall’Ing. Giuseppe G. Amaro e dal suo Team. Dalla struttura e metodologia approntate per l’elaborazione di un piano in continua evoluzione ma in grado di definire chiare linee guida per gli operatori del cantiere.

IL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO, REDAZIONE, AGGIORNAMENTO - UN PROCESSO VIRTUOSO - DAL PROGETTO AL COMPLETAMENTO DELL’OPERA.
L’articolo vuole mettere a fattor comune l’esperienza che, il team di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione ha acquisito durante la progettazione, realizzazione e completamento, per fasi, del complesso terziario di Porta Nuova Garibaldi a Milano caratterizzato dalla presenza di edifici ad elevato sviluppo verticale inseriti in un contesto urbano costruito rispetto al quale è risultato necessario garantire la continuità della viabilità cittadina.
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento, relativo al progetto dell’ambito di Porta Nuova Garibaldi [nel seguito PNG], che si sviluppa partendo dalla piazza Gae Aulenti dalla quale si elevano le tre torri A-B-C, oggi sede di UNICREDIT e degli edifici E1-E2, oggi sede di più società del terziario, nello stesso contesto si sviluppano al piano interrato 3 livelli di parcheggio ed una piazza commerciale in parte occupata da piccole unità commerciali unitamente ad un supermercato con insegna Esselunga, nasce antecedentemente all’entrata in vigore del T.U. – D.lgs. 81/08.
In particolare ed in relazione allo sviluppo della progettazione esecutiva, avvenuta per fasi successive [se ne contano almeno trenta] è stato elaborato a partire dal 2007 con continui aggiornamenti, in particolare quello dovuto all’entrata in vigore del richiamato T.U., sino al completamento dell’opera avvenuta a cavallo fra il 2012 e il 2013.
Lo sviluppatore, Hines Italia srl, ha individuato, nell’Ing. Giuseppe G. AMARO, le figure del Responsabile dei lavori, e del Coordinatore della sicurezza in fase di Progettazione ed esecuzione; ruolo quello del Responsabile dei lavori che è stato mantenuto anche con riferimento alle attività dei tenant con l’obiettivo di garantire un unico indirizzo nella gestione e coordinamento della sicurezza. Parallelamente all’assunzione di questa responsabilità ci si è dotati di una struttura progettuale ed operativa andando a costituire l’Ufficio di Coordinamento della Sicurezza che ha visto il contributo attivo delle seguenti figure professionali: Ing. Adriano Spoldi Coordinatore ufficio Sicurezza in fase di Esecuzione, Ing. Andrea Conci Assistente CSE, Arch. Patrizia Ganzi Assistente CSE, Arch. Stefano Lavagna Assistente CSE, Geom. Walter Ventoruzzo Assistente CSE, Arch. Salvatore Perret Assistente CSE, Arch. Riccardo Della Bianca Assistente CSE.

Il Progetto architettonico, dell’intero complesso, è stato sviluppato dallo studio PELLI CLARKE PELLI ARCHITECTS che è stato supportato nella fase esecutiva sia essa progettuale che di cantiere dallo studio ADAMSON ASSOCIATES ARCHITECTS di Toronto.

Figura 1 - Planimetria di Inquadramento generale

L’intervento, relativo all’ambito di PNG, ha visto la partecipazione e cooperazione di circa 250 imprese e di 800 operai, coordinati da un unico General Contractor [Colombo Costruzioni SPA] e ha riguardato la realizzazione degli ambiti ed edifici che nel seguito vengono descritti al fine di inquadrare il contesto del quale ci si è occupati.



Figura 2 - Planimetria di Inquadramento generale Rete Infrastrutture presenti nel contesto del sito

Di seguito una sintesi riepilogativa dell’intervento:

Tenant presenti (dicembre 2016): n. 25

PODIO
Si caratterizza per la sua elevazione rispetto al piano stradale di 6 m, costituendo l’elemento cardine del progetto per lo sviluppo dell’area e su di esso si innestano tutti gli edifici dello sviluppo, ad eccezione della componente residenziale. Il Podio è stato scelto quale soluzione in grado di raccordare le aree adiacenti, poste a differenti quote altimetriche, garantendo così la continuità pedonale tra i vari estremi del PII Garibaldi Repubblica; tale soluzione permette di non far intersecare i flussi pedonali con il flusso viabilistico dell’importante asse viario “viale Liberazione - viale Don Luigi Sturzo” che transita utilizzando il tunnel della via del Nord.



Figura 3 – Il Cantiere del Tunnel Via del NORD durante la fase di costruzione degli edifici e di bonifica dell’area del parco

All’interno del Podio si sviluppano i tre livelli di parcheggio per posti auto pubblici e privati, così come prescritti nel contesto del piano integrato dell’intervento unitamente agli spazi di supporto alle attività comuni di pertinenza ai singoli fabbricati. Allo stesso livello della viabilità il Podio presenta, verso la stazione di Milano Porta Garibaldi la parte commerciale che completa la disponibilità di funzioni e servizi a completamento dell’intervento. Il Podio si pone quindi, quale obiettivo primario, quello di garantire e realizzare la continuità tra il tessuto urbano esistente e gli altri interventi insistenti sulle aree limitrofe: in questo senso l’area permetterà la riconnessione di differenti parti di città rimaste fino ad oggi divise.
La piazza pedonale ed il Podio diventano così il fulcro d’intersezione di tutti gli insediamenti circostanti con quelli di nuova realizzazione.



Figura 4 - Immagine del podio alla quota della piazza Gae Aulenti

TORRE A
Si caratterizza come un edificio multipiano, ad elevato sviluppo verticale [all’atto del suo completamento nel 2013 era l’edificio più alto d’Italia] destinato ad uffici di UNICREDIT. L’edificio si sviluppa per 35 piani, 32 sopra il livello della piazza e 3 interrati (P1-P3). La guglia (spire) si innalza per 80.5 m dal 32° piano consentendo così all’edificio di raggiungere la quota complessiva di 219,37 m. Al piano terra alcuni spazi hanno valenza commerciale.
L’edificio A si caratterizza, in pianta, per la sua particolare curvatura che abbraccia la piazza circolare sulla quale è appoggiato. La torre a facciata continua è bifronte con un lato sul versante sud del parco e l’altro sulla piazza.



Figura 5 -Vista dall’alto del complesso porta nuova Garibaldi

TORRE B
L’edificio si connota come elemento architettonico che definisce una continuità dell’adiacente Torre A. E’ posizionato intorno alla piazza, in senso antiorario, lasciando un intervallo di circa 11.57m rispetto alla torre A, in modo da creare un passaggio pedonale dalla Via Pietro Borsieri alla piazza circolare. Di caratteristiche architettoniche coerenti con l’edificio A la struttura è multi piano per uffici e parzialmente commerciale al piano della piazza, si sviluppa su 26 piani, 23 sopra il livello della piazza e 3 interrati (P1-P3) con le facciate continue bifronte, un lato sul versante ovest della Stazione Garibaldi e l’altro sulla piazza.



Figura 6 -Vista delle tre torri A-B-C da piazza Gae Aulenti

TORRE C
Proseguendo in senso antiorario l’edificio C racchiude il lato sud della piazza circolare. È il più piccolo dei tre edifici ad uso terziario diviso in 15 piani, 12 sopra il livello della piazza e 3 interrati (P1-P3). Ha un ruolo di cerniera urbana fondamentale per la sua posizione e forma. Due accessi pedonali alla piazza (Stazione Garibaldi e Via Vigano) costeggiano i suoi lati minori. Altri due accessi pedonali a quote diverse attraversano il corpo di fabbrica ad arco in corrispondenza del prolungamento di Corso Como permettendo il collegamento con la piazza circolare al interno.
L’edificio presenta uno schema funzionale analogo agli Edifici A e B con: la lobby posizionata asimmetricamente per lasciare il passaggio pedonale in corrispondenza del “ponte” di Corso Como in mezzo spaccando così in due il nucleo corpo scala/ascensore;



Figura 7 -Vista di Piazza Gae Aulenti dalla terrazza della Torre A

EDIFICI E1-E2
Rappresentano, all’interno del progetto complessivo dell’area Porta Nuova Garibaldi, l’ideale elemento di continuità tra l’edificio “C” verso la stazione FF.SS - Porta Garibaldi e la futura torre della nuova sede di UNIPOL prevista sull’area in prossimità della via Melchiorre Gioia. I fabbricati sono caratterizzati dalla morfologia che in pianta segue la linea della perimetro proprietà sulla via del Sud e ne definisce la sinuosità, apprezzabile sulle planimetrie e sulle viste tridimensionali d’insieme dell’area.
Il complesso è caratterizzato dalla presenza dichiarata di due volumi distinti fra di loro, in modo da enfatizzare la differenza di destinazione d’uso degli stessi. Il primo volume definisce “l’attacco a terra” del fabbricato ed è destinato ad accogliere principalmente gli spazi pubblici, le lobby di ingresso, gli spazi distributivi e di collegamento e gli spazi commerciali.?Tutte le facciate sono vetrate e questo elemento contribuisce a mettere in risalto gli spazi interni, i collegamenti tra gli accessi dalla via del Sud (a quota più bassa) e quelli dalla Piazza del Podio (a quota più alta).
Il secondo volume è destinato ad ospitare gli spazi operativi dell’edificio e li racchiude in un elemento architettonico che sembra staccato da terra, sospeso sul volume più basso ed aggettante rispetto ad esso sui quattro lati.



Figura 8 - Vista dell’edificio E1 – E2 dalla piazza Gae Aulenti

Dalla descrizione dell’intervento ne emerge chiaramente la sua complessità architettonica e funzionale che chiaramente è anche emersa nella fase di progetto e successiva realizzazione.
Al riguardo lo studio, eseguito in via preliminare dall’ing. G.G. Amaro congiuntamente ad un team di specialisti all’uopo creato per il progetto e la conduzione del coordinamento nel cantiere di Porta Nuova Garibaldi, ha portato all’elaborazione di 16 implementazioni del Piano di Sicurezza e di Coordinamento unitamente a una serie di aggiornamenti dello stesso secondo le modalità definite dallo stesso PSC.
Gli aggiornamento sono stati elaborati sulla base delle morfologie assunte dal cantiere inerentemente a tecnologie introdotte dalle imprese operanti in cantiere, sulla base di procedure specifiche di dettaglio che sono state assunte quali aggiornamenti specifici.
Il Piano è stato inoltre aggiornato con i verbali di coordinamento e di sopralluogo effettuati dal CSE e dal suo Team in cantiere.
Secondo la stessa logica si è sviluppata l’organizzazione messa in campo dal General Contractor al fine di supportare in modo partecipato tutte le azioni discendenti dal particolare sviluppo della realizzazione ai fini degli adempimenti previsti dal D.Lvo 81/08 e s.m.i.
Gli aggiornamenti si sono resi necessari per stare al passo con l’evoluzione normativa intercorsa a far data dall’avvio dei lavori, agosto 2008 periodo di entrata in vigore del D.lvo 81/08 in sostituzione del Dlvo 494/96 e s.m.i., sviluppo del progetto esecutivo previsto per macro fasi, allineamenti con tecnologie costruttive proprie del General Contractor in alcuni casi definite, per complessità e scelta, durante la costruzione dell’opera [Es. impiego dei casseri rampanti, montaggio dello Spire, realizzazione dei solai dell’edificio E1 ed E2 con la tecnologia delle travi REP], addendum e varianti progettuali, gestione di contratti cosiddetti passanti, ovvero direttamente gestiti dalla committenza.

Già l’impostazione della prima redazione presupponeva che il documento venisse gestito operativamente in campo anche attraverso i report discendenti da sopralluoghi in cantiere, le eventuali prescrizioni dell’organo di vigilanza e attraverso il contributo delle imprese e del GC durante le riunioni di coordinamento nonché nell’elaborazione dei P.O.S. sviluppati in linea generale ma puntualizzati per procedure [circa 2000 procedure].

Il PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO ha pertanto trovato il suo sviluppo a partire dal Quadro normativo di riferimento nazionale, armonizzato con le direttive europee, dalle norme UNI di settore, dai regolamenti regionali e dalle linee guida EX ISPESL e INAIL individuando nel contempo gli obblighi amministrativi discendenti dal T.U. unitamente alle figure coinvolte, ai ruoli, agli obblighi che le stesse assumono nelle varie fasi di sviluppo sia del progetto che della costruzione. Con lo stesso principio e attenzione, durante la fase di costruzione, sono state individuate e qualificate le imprese affidatarie, le esecutrici che via via hanno contribuito alla realizzazione dell’intero complesso gestendo altresì gli ulteriori cantieri indipendenti rispetto all’appalto principale che si intersecavano a loro volta con quelli dei singoli tenant.

L’organizzazione della sicurezza diventa nel PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO di PORTA nuova GARIBALDI, il fulcro dello stesso e degli aggiornamenti conseguenti allo sviluppo del cantiere.
In particolar modo ci si riferisce all’organigramma di cantiere ed alle deleghe e funzioni dei differenti soggetti interessati alla progettazione e realizzazione dell’opera, nonché alla metodologia che doveva essere applicata durante l’esecuzione dell’opera e nella gestione del processo costruttivo e agli specifici ruoli e responsabilità, discendenti dall’applicazione del D.Lgs 81/08 ove hanno operato le corrispondenti maestranze alle dirette dipendenze dei relativi Datori di lavoro, coordinati dal Direttore Tecnico dell’Impresa, dal Direttore Tecnico Generale del GC, dal C.S.E. e dal Direttore dei Lavori.
Per gestire un così complesso sistema l’Ufficio di Coordinamento della sicurezza ha elaborato ed inserito tra gli allegati del PSC un manuale della qualità della commessa per la gestione del flusso delle azioni di coordinamento che schematicamente viene rappresentato nel successivo schema.

Figura 9 – Schema di flusso delle azioni di coordinamento

Le varie attività rappresentate sono state supportate da specifici modelli che hanno consentito di gestire efficacemente il servizio anche in fase di esecuzione attraverso informazioni chiare e dedicate non solo ai singoli processi costruttivi ma anche alla gestione delle interazioni non solo tra i sub cantieri interni all’area ma anche rispetto a quelli che si sono sviluppati negli ambiti limitrofi.

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