Analisi di vulnerabilità in vista della riqualificazione: la chiesa di San Lorenzo a Pistoia

Articolo pubblicato in data 27/02/2017

Lo studio di vulnerabilità e il progetto d’intervento di strutture esistenti in muratura, specialmente se monumentali, rappresenta una sfida per il progettista, in quanto richiede, oltre a una notevole esperienza nello studio di tali opere, anche una conoscenza approfondita della struttura oggetto di studio e l’uso consapevole degli strumenti di calcolo dedicati.
In questo articolo viene illustrato lo studio di vulnerabilità della chiesa di San Lorenzo a Pistoia, per la quale viene presentata una proposta per il consolidamento e il suo recupero funzionale con nuova destinazione d'uso. Lo studio, svolto nell’ambito di una tesi di laurea in Ingegneria Edile Architettura, parte dall’analisi conoscitiva dell’opera e dall’esame delle lesioni presenti sulla struttura. Successivamente, sono messi a punto i modelli di calcolo per l’analisi strutturale e cinematica, utilizzando il software di calcolo specifico per le murature Aedes.PCM. Particolare attenzione è posta nella scelta delle ipotesi di modellazione e nella validazione del modello a telaio equivalente.

LE VICENDE COSTRUTTIVE DELLA CHIESA

La chiesa di San Lorenzo appartiene al complesso conventuale in stile gotico di San Lorenzo, uno dei principali della città di Pistoia. Il convento venne fondato dai frati dell'Ordine di Sant'Agostino a fine duecento, in prossimità della ruga mastra di Porta San Marco (oggi Via del Maglio), direttrice che collega la città di Pistoia con Firenze e l'Appennino. Attualmente nell’area del convento si distinguono un chiostro principale, attorno al quale si svolgevano le funzioni principali, e uno secondario, dedicato alle attività produttive. La chiesa ne era il cuore, sede delle funzioni religiose e luogo di custodia delle cappelle e degli altari dedicati alle nobili famiglie pistoiesi del tempo.

La chiesa agostiniana

I lavori di costruzione della chiesa presero inizio nel 1278 e, in meno di un secolo, l’edificio assunse notevoli dimensioni: nel 1360 aveva 75 metri di lunghezza, 20 di larghezza e 19 di altezza. È dato certo che i frati si siano procurati il materiale necessario all’edificazione dallo smantellamento della seconda cerchia muraria, essendo in quel periodo in corso la costruzione del terzo anello di mura cittadine (1306).
Alla fine del XIV secolo la chiesa mostrava la tipica configurazione degli edifici di culto degli ordini mendicanti: un grande volume ad unica navata, con zona presbiteriale a tre cappelle accessibili attraverso tre grandi aperture ad arco a tutto sesto, tetto a capanna con capriate, facciata principale con timpano e rosone e prospetti laterali scanditi da un ordine di grandi aperture ad arco a sesto acuto.
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