Prepariamoci per lavori che oggi nemmeno esistono

Andrea Dari 28/02/2017 6676

"Prepariamoci per lavori che oggi nemmeno esistono" E’ quello che ha detto Carlo Purassanta, da 4 anni amministratore delegato di Microsoft Italia, in una intervista rilasciata alla Rai in occasione del cambio di sede (italiana) e che prevede un maggiore avvicinamento iai ragazzi e alle organizzazioni piccole e grandi.

Cosa ci porterà l'innovazione nel futuro?  Secondo Purassanta, ci sono due onde di trasformazione significative. "L'Intelligenza artificiale, che si sta sovrapponendo alla cultura dati, e che consentirà di estrapolare informazioni da questi dati in modo tale da essere predittivi, per prevedere cosa succederà e costruire servizi proattivi. Altra onda di  trasformazione sarà portata dalle esperienze tridimensionali immersive, con la sovrapposizione di immagini, con applicazioni dall'entertainment, con i videogame e i film, ma anche nel business, con operatori che possono collaborare a distanza all’interno del proprio campo visivo, dove si vedono oggetti e documenti”.

E il lavoro tra 20 anni? Due bambini su tre, oggi alle elementari, tra 20 anni faranno lavori che non esistono.

Risultati immagini per billionsLa puntata di ieri sera di Billions - una Serie americana in onda su SKY - ci ha mostrato come i Fondi Americani attraverso i satelliti controllino il traffico di camion dalle fabbriche di loro interesse per comprendere l’andamento delle attività produttive, e alcune fabbriche facciano girare a vuoto i camion per dare un’apparente visione del loro business.

Qualche tempo fa intervistando un amico - Dimitri Dello Buono, allora al CNR - mi evidenziava come l’uso delle nuove tecnologie digitali di gestione delle immagini cambi la matematica: "Uno più Uno fa Tre o anche Quattro, Cinque”. Cosa significa: "Prendiamo una foto, poi ne prendiamo un altra, casomai prima del nostro bimbo ad un anno e poi la foto a due anni. Di fronte ad una bella torta con tanta panna e candeline sono tutti intorno a cantare “Auguri” ed a soffiare. Ebbene quante foto abbiamo? Quella del primo anno che ci racconta come era pacioccone, quella del secondo anno in cui non era in braccio alla mamma ma si reggeva da solo in piedi e quindi siamo a due immagini. Qualcuno però ne vede una terza che nella nostra testa si sviluppa e ci fa vedere come in un anno tutti siano cambiati.”

Risultati immagini per dimitri dello buonoIl GIS sta cambiando la gestione dei dati. Sempre Dello Buono mi ricorda "Si presentano nuove soluzioni dalle potenzialità che hanno dell’incredibile. Infatti, mentre stiamo cercando di dotarci di Manager della Posizione Geografica e del Dato Geo-riferito, qualcuno, in giro per il mondo, sta cercando di mettere insieme funzionalità e metodologie per realizzare un nuovo sistema di gestione, il GIS 2.0 insomma. A inizio 2015, le Nazioni Unite presentavano un prototipo chiamato Automatic Disaster Analysis and Mapping system (ADAM) del WFP (World Food Program) che offre un "cruscotto virtuale" sulle emergenze. L’idea è che non appena arriva la notizia di un evento il sistema interfaccia immediatamente una serie di flussi informativi con vari livelli di dettaglio. La scala dell'emergenza, il numero di persone colpite, le condizioni meteo della zona interessata e le risorse WFP disponibili sono immediatamente messe in relazione tra loro. Sul cruscotto di ogni postazione, in giro per il mondo, la situazione di cosa accade e di cosa c’è disponibile si consolida sul tablet, o sullo smartphone, dei manager ingaggiati per risolvere i problemi reali e, quindi, la situazione risulta fin troppo chiara per prendere decisioni immediate.”

Ho voluto prendere l’esempio del GIS per evidenziare come l'evoluzione digitale e degli strumenti di rilevazione possano portare a nuovi paradigmi del controllo e della gestione. Ma non riguarda solo i macro-sistemi.

Di recente abbiamo pubblicato un delizioso articolo di Paolo Gibellini: "Small data e lacune nella non conoscenza” in cui parla di NAS da giardino:  "Cara, tornando a casa potresti passare per il centro?" avevo appena finito di parlare che dagli speaker direzionali arrivò la risposta: "Certo, ci vediamo fra mezz'ora". Non mi ero ancora abituato del tutto agli accessori del nuovo NAS da giardino, che camuffati da simpatici nanetti mi permettevano di tenere sotto controllo una vasta serie di parametri vitali che andavano dall'acidità del terreno alla gestione dell'irrigazione (dipendente dalle condizioni atmosferiche), tenendo nel contempo sotto costante monitoraggio tutta l'area della casa e risparmiandomi quindi il noleggio di un costosissimo sciame di telecamere volanti. Il tecnico installatore mi aveva collegato anche tutti gli altri componenti di domotica per esterni, compresi fognino e sistema di illuminazione, garantendomi che non avrei mai avuto problemi di intrusione dato che gli elementi non erano collegati ad Internet e la comunicazione utilizzata fra di loro era proprietaria e quindi più sicura. Oltretutto, aveva concluso il tecnico con orgoglio, non avrei più avuto problemi di zanzare e di "ricordini" da parte degli animali del circondario, visto che il kit comprendeva sorgenti ad ultrasuoni in grado di compiere efficaci azioni di disturbo.”

Già oggi esistono sistemi in grado di integrare monitoraggio intelligente ai fini della sicurezza (security), della efficienza energetica, del confort funzionale, del monitoraggio della qualità dell’aria, … in grado di rispondere alle domande di chi vive la casa su ambiente esterno, orari dei bus, programmi televisivi … e programmare attività o prenotare biglietti e fissare appuntamenti. E non ci sono limiti, al punto che BOSCH ha presentato a klimahouse un multisensore programmabile (dagli smanettoni) per uso domestico e un frigorifero con la telecamera interna così dal supermercato posso controllare cosa manchi.

E contemporaneamente il “morbo” del BIM sta “infettando” tutto il mondo della progettazione e del cantiere. Mentre in Italia si sperimenta il primo appalto in BIM - A PARMA il primo APPALTO PUBBLICO che segue le MODALITÀ del FUTURO "DECRETO BIM” e in UK è diventato obbligatorio negli appalti sopra i 5 milioni di sterline, nei cantieri si cominciano a vedere i caschi e i DPI con i sensori collegati ai controlli sulla Sicurezza, i Tablet e gli Occhiali collegati al progetto e con il GPS alla realtà per avere una gestione virtuale del reale … con qualcuno che continua a considerare tutto questo un virus che è destinato a morire :-) :-) :-)

E le tecniche costruttive ? in Spagna grazie a un tecnico italiano, Enrico Dini, si è realizzato il primo ponte stampato 3D. Nel frattempo in Cina si sono realizzate le prime case mentre a Napoli, alla Federico II si studiano le nuove strutture, sempre stampate 3D.

Dati, sensori, robot, satelliti, gps, occhiali, intelligenza artificiale … come sta correndo l’evoluzione in questi giorni. Viene proprio da chiedersi “ma come sarà il mestiere del professionista fra 5 anni ?”
Ah, per concludere, non poteva mancare un bell’articolo pubblicato da Roberto Rinaldi su INGENIO “ C’era una volta l’Ingegnere”. 

Buona lettura.

Andrea Dari